Gasperini: "Questo è un gruppo straordinario, ha testa e cuore. Koné? So anche che la proprietà non è d’accordo con delle vendite"

Gasperini: "Questo è un gruppo straordinario, ha testa e cuore. Koné? So anche che la proprietà non è d’accordo con delle vendite"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 21:47Interviste
di Valerio Conti

Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine di Lecce-Roma.

Gasperini a Sky Sport

Sulla condizione della squadra.
«Effettivamente stiamo bene. Abbiamo fatto due partite, nonostante il clima così torrido e anche la preparazione, che è stata svolta in condizioni climatiche molto calde per tutti. Però devo dire che i ragazzi hanno lavorato benissimo e adesso stiamo recuperando anche i giocatori che hanno fatto il Mondiale. Sono arrivati un po’ dopo, tipo Koné, Balerdi stesso, e così tutti gli altri. Si sta completando anche la rosa, sono arrivati dei giocatori nuovi e quindi aspettiamo che domani si chiuda finalmente questo mercato: non ne possiamo più. Così si parlerà solo di calcio».

In attesa che i nuovi facciano la differenza, perché questo è ancora un po’ il vecchio gruppo. Qui c’era il dibattito cittadino sulla “banda del sesto posto”. Lei intervenne a gamba tesa e disse: «No, no, teniamoceli stretti questi». E ha chiesto la conferma di tutti. Cosa aveva visto lei che, magari, la miopia di altri non aveva permesso di percepire in questo gruppo?
«Non so gli altri cosa pensassero o chi la pensasse così, però per me era evidente che avevamo dei giocatori sicuramente di livello e che, per alzare ulteriormente il livello, bastava mettere loro accanto qualcuno altrettanto forte. E poi, soprattutto, questo è un gruppo straordinario anche sotto l’aspetto morale e dei valori. Ci mette sempre la faccia, anche quando le cose vanno meno bene, è molto attaccato alla Roma e gioca con passione. E la passione è una componente fondamentale per tutti gli sport, in particolare per il calcio».

Quagliarella ha provato a fare i complimenti a Malen con il paragone con Higuain. Dice: «In proporzione, nel fargli il complimento, mi ricorda tecnicamente Higuain», no? Per la capacità di giocare tecnicamente il pallone, la cattiveria e anche la forza fisica che ha, perché sembra veramente una forza della natura. Ci può stare? Che dici?
«Sì, come caratteristiche sì, anche se fisicamente è un po’ diverso: forse lui ha un po’ meno statura. Però, per la rapidità tra il controllo e il tiro e per le accelerazioni in pochi metri, il paragone ci può stare».

Le è mai capitato, nella sua lunga storia da allenatore e a tutti i livelli, di vincere le prime due giornate per 4-0? E poi, come ha riacceso la spina? Perché mi colpirono, nemmeno un mese fa, le sue dichiarazioni dopo un’amichevole che non era andata bene, lei disse: «Faccio un po’ fatica a riaccendere e a riattaccare la spina». Credo ci sia riuscito, insomma, almeno questo dicono i risultati delle prime due giornate.
«Quest’anno abbiamo iniziato molto presto. È un gruppo che sicuramente, in questo momento, è in una grande condizione. Poi, un po’ per il Mondiale, un po’ per i giocatori che arrivavano, insomma, c’era un po’ meno attenzione anche alle partite. Ovviamente siamo andati anche in Inghilterra a disputare delle gare e ci è servito, ci è servito molto. Poi, già con il Borussia, abbiamo fatto l’ultima gara su un campo difficile: per me era già quasi una partita da Champions. E poi, quando è stato il momento giusto, siamo partiti. Come ho detto prima, è un gruppo con tanti giocatori, direi tutti, che hanno una caratteristica importante. Non so bene chi, ma una volta qualcuno mi ha insegnato, dicendomi, che il giocatore è fatto prima di testa e cuore e poi di muscoli. E questi hanno sia la testa sia il cuore. Quindi i muscoli e la qualità vengono dopo».

Invece volevo sottolineare un aspetto sul quale, secondo me, lei sta lavorando in maniera decisiva dalla scorsa stagione e anche in questo primo periodo: la mentalità. Al di là dei singoli, perché chiaramente gli interpreti sono importanti, mi sembra una squadra sempre più convinta, che sa sempre di più cosa deve fare durante la partita, con un atteggiamento sempre propositivo e giusto. È questa la cosa che la soddisfa di più?
«Noi sicuramente abbiamo delle conoscenze maggiori rispetto all’inizio dell’anno scorso. Quest’anno abbiamo già fatto una stagione insieme e l’abbiamo fatta anche crescendo sotto il profilo qualitativo, per il numero di gol che abbiamo segnato nel girone di ritorno e per la fiducia nel continuare a ricercare la via della rete. Questi, indubbiamente, sono dei vantaggi dovuti al fatto che questo è il secondo anno che ho questa squadra. Ma la cosa più importante, come detto prima, è che siamo solidi e forti nella testa. Affrontiamo tutte le partite così. Poi non tutte andranno sicuramente in questo modo, però questo è veramente un bel gruppo. È un gruppo di ragazzi molto sani, con valori molto forti, che vogliono arrivare. Quello che saremo capaci di fare lo vedremo, ma se vogliamo fare 100, faremo 100, non 99».

Soprattutto se arriva l’esterno alto a sinistra. Poi, che sia Luis Henrique o Leweling, vediamo, Gasperini. Però mi sa che ci siamo: il famoso esterno alto a sinistra che Gasperini chiede da tempo mi sa che arriverà.
«No, non ho seguito la partita. Di notizie ne sapete più voi (ride ndr.)».

Gasperini in conferenza stampa

Squadra più forte anche nell’organico, per rendimento sia di chi gioca titolare sia di chi entra. Ultime 24 ore decisive sul mercato anche per evitare cessioni importanti. Ha sentore di una cessione di Koné?
«Assolutamente no. È una cosa mediatica, a me non ha mai parlato nessuno di uscite, né di Koné né di altri. Soprattutto in questo momento, a 24 ore dalla chiusura del mercato. So anche che la proprietà non è d’accordo con delle vendite. Poi non so chi si sia presentato, perché anche lì di offerte ufficiali non ne abbiamo mai ricevute. Quindi anche questa è da smentire».

È sorpreso dalla forza mentale di questa squadra? Come è nata?
«Sicuramente dalla conoscenza del gioco e dalle esperienze fatte in un anno. Siamo più avanti rispetto a un anno fa, è indubbio. Non è solo una questione tattica: questi ragazzi hanno sempre avuto, e lo voglio sottolineare, dei valori altissimi. Non ho mai avuto un mezzo problema in questa squadra. Hanno sempre raccontato di tutto, di cospirazioni e cose a Trigoria. Io ho trovato disponibilità in tutti, sia in chi ha giocato di più sia in chi ha giocato di meno. È straordinario l’ambiente che si è creato nello spogliatoio e la maggior parte del merito è di questi ragazzi. Testa e cuore. Hanno sicuramente la testa e hanno tanto cuore. Sono due doti straordinarie in una squadra e le hanno tutti i componenti della rosa. Il fatto che siano arrivati poi Balerdi e De Roon aggiungerà ancora più forza».

Roma forza otto: si aspettava di prendere in mano la gara subito? Si aspettava un Lecce così timido e rinunciatario?
«Non puoi pensare che inizi una partita e vai sul 3-0 dopo 25 minuti. Le partite sono sempre molto equilibrate. Il Lecce arrivava da una vittoria importante in trasferta e aveva lo stadio pieno. Io, più che i demeriti del Lecce, vorrei sottolineare i meriti dei miei. Sono stati bravi su tutto: per come si sono presentati in campo, con personalità, sicurezza, qualità e con linee di gioco conosciute. Credo che oggi non fosse facile giocare qui».

Ho visto il suo credo calcistico in questa Roma, con una qualità maggiore anche rispetto all’Atalanta e automatismi quasi perfetti. È convinto di poter combattere fino in fondo per lo Scudetto?
«Non faccio paragoni con altre squadre, intanto, perché ognuna è diversa. Io sono molto contento di rendere orgogliosi i nostri tifosi e di renderli felici in questo momento. Mi soffermerei a vivere il momento. Dopo due giornate, vedere la squadra giocare e fare questo tipo di prestazioni e di risultati dà gioia alla propria gente.

Sul campionato bisogna aspettare, bisogna conoscere gli avversari e non guardare solo noi stessi. Bisogna capire contro chi giochi. Gli avversari in Italia si stanno attrezzando prepotentemente. Non solo l’Inter, che ha un rettilineo di vantaggio, ma c’è anche il Como, con giocatori forti e un impianto di gioco importante. Poi Napoli, Milan e Juventus, che sono delle big, non stanno a guardare e il loro DNA è giocare sempre per il massimo.

«Noi dobbiamo pensare a noi e al nostro percorso, a completare la nostra rosa per non trovarci in difficoltà nelle tante partite che abbiamo da giocare. Non possono esserci sempre Dybala e Malen. Oggi in attacco avevamo solo due giocatori in panchina. Recupereremo Pellegrini e Rensch, ma devi pensare che qualcuno fuori c’è sempre. Oggi si è presentato il problema di Ndicka all’improvviso. Chi fa la Champions, in particolare, deve avere necessariamente una rosa corposa, con giocatori che, quando perdi qualcuno, ti permettano di non subire così tanto l’impatto, come successo l’anno scorso in un certo periodo della stagione. La proprietà ci sta mettendo sicuramente impegno, compatibilmente con quello che si può fare e con il tipo di acquisti che si possono raggiungere. Speriamo di completarci. Se restiamo così faremo battaglia lo stesso, non ci tiriamo indietro. Champions e campionato sono maratone molto lunghe, non sono degli sprint».

Un aggettivo diverso per Malen? Si aspetta uno o due colpi in questo poco tempo che resta?
«Non lo so, me lo auguro. So che tutti stanno facendo il possibile: società e direttore sportivo stanno facendo il massimo, ma il tempo è poco. L’anomalia resta questa cosa di fare il mercato a campionato aperto e poi arrivare negli ultimi tre o quattro giorni con tutti che si affrettano a fare acquisti. Continuo a sostenere che sia una follia avere queste date di mercato, che non accetta nessuno: né voi media, né noi diretti interessati, né il pubblico. Penso nessuno. Continuo a parlarne a vuoto, ma è veramente una follia. È da giugno che siamo sul mercato: perché dobbiamo arrivare al primo settembre?».

Gasperini a DAZN

Buonasera. Io mi limito a chiedere una cosa: si aspettava un approccio così positivo anche in un contesto difficile come quello di oggi? La Roma ha azzannato da subito la partita.
«Mah, insomma, noi ci siamo fatti già delle belle esperienze l'anno scorso, anche in stadi molto difficili. Siamo andati a fare anche amichevoli in stadi, insomma, tipo Dortmund, anche se erano 80.000 persone. Questa squadra indubbiamente sta acquisendo sempre più una maggiore sicurezza nei propri mezzi, una maggiore personalità. E la cosa va un po' a braccetto anche col fatto che cominciamo ad avere una rosa importante di giocatori, sicuramente sotto quell'aspetto la stiamo completando bene. E poi la continuità di Dybala, la continuità di Malen, è chiaro che esalta perché il resto del gruppo. Ora davanti abbiamo risoluzione».

Sì, mister, bentornato e complimenti. Io credo che queste due vittorie siano state due vittorie schiaccianti, come ha detto il campo, avete dominato in lungo e in largo e siano figli anche del suo lavoro dell'anno scorso, di un terzo posto raggiunto che vi ha dato consapevolezza. In un'ottica del miglioramento continuo che l'allenatore ricerca, mister, dov'è il prossimo step? Non lo so, perché da fuori è difficile dirlo. Cioè, dove vuole vedere un miglioramento per cercare di alzare sempre più il livello, perché quest'anno sembrate veramente partiti con delle ambizioni importanti.
«No, no, noi in questo momento abbiamo cercato di allargare la rosa e di rendere la rosa più competitiva. Sono arrivati dei giocatori in difesa, come Koulierakis prima e Balerdi che è appena arrivato. A centrocampo De Roon sicuramente ci puntella molto a livello di presenza e di forza. Davanti è arrivato Rodrigo, che è un giocatore di grande qualità. È arrivato Castro, sul quale puntiamo molto. Eh è arrivato Molina. Noi numericamente rispetto all'anno scorso siamo sicuramente meno. Eh adesso recupereremo Pellegrini e mi auguro Rensch. Abbiamo qualche numero in meno eh però il mio obiettivo è quello di portare questi giocatori che, come quando succede oggi che perdi Ndicka nel riscaldamento, riesci a sopperire senza abbassare il livello della squadra. Questo è il è il primo obiettivo che cerchiamo di fare, quindi di avere 20-21 giocatori il più omogenei possibile».

Mister, vedere da bordo campo Donney Malen è veramente clamoroso, no? Perché ha questa fisicità, questa qualità, no? Una velocità che hanno pochissimi giocatori. Le volevo chiedere se è l'attaccante più forte che ha allenato, perché poi sotto porta è letale. E un gol ogni 90 minuti con lei è qualcosa di clamoroso, ci fa stropicciare gli occhi ogni volta. Io glielo dovevo chiedere.
«Beh, io ho avuto la fortuna di allenare tanti attaccanti forti, eh. Eh già da dal Genoa, ti ricordo Milito. Però ovunque, anche all'Atalanta, ovunque dove sono stato, ho avuto sempre attaccanti che sono stati capo cannonieri o primissimi. Questo è un po’ diverso, un po’ Milito me lo ricorda, ma è un po’ diverso. Ha la capacità di controllo e di tiro e di accelerazione in pochi metri che ti brucia. Sono caratteristiche straordinarie per un attaccante, per me per una punta centrale, credo che entrambi lui volevamo che giocasse in quel ruolo. Abbiamo fatto una bella scommessa e direi che va bene».

Sì, mi sembra che il messaggio a Xavi è arrivato, insomma, no, visto che al Mondiale spesso ha giocato largo a sinistra, ma Gasperini, le volevo chiedere, l'abbiamo vista mezzo sorridente mentre parlava di Malen, l'ha fatto sorridere di più queste prime due partite della Roma o il fatto che mancano 23 ore alla fine del mercato e se rientrando negli spogliatoi ha visto magari qualche aggiornamento da Tony d'Amico, visto che manca poco?
«No, non so niente, lo devo ancora chiamare, sono venuto qua direttamente, quindi ne sapete sicuramente di più voi. Ehm no, no, mi fa mi fa sorridere sicuramente di più Malen. E così tutta la squadra, direi la continuità di Dybala, il primo gol di Mora. Ragazzino straordinario. La prestazione di Soulè. E lì davanti, insomma, cerchiamo di avere un numero competitivo, chiaro che se sapessimo di avere sempre Dybala e Malen in queste condizioni, sarebbe tutto più facile. Però sappiamo anche che non può essere così».

Mister, nel salutare, le chiedo le condizioni di Ndicka perché l'abbiamo visto zoppicare dopo essersi fatto male nel riscaldamento e poi le faccio vedere anche un sondaggio che abbiamo fatto con i tifosi che dicono che per il 75% la Roma è l'anti Inter per la vittoria dello scudetto. Insomma, qua si stanno facendo la bocca buona, eh.
«No, ma è giusto che i tifosi siano felici di queste due vittorie di questo inizio di campionato. Per la lotta scudetto, io ho sempre detto che l'Inter è ha un rettilineo di vantaggio su tutti. Poi ci sono squadre che si stanno attrezzando in un modo notevole, no? Se volete anche eh più di noi per certi aspetti. Tra tutte il Como, che sicuramente è una squadra che non è più da considerare una sorpresa, ma è assolutamente di grande valore. Poi ci sono le big, Napoli, Juve, Milan che ci sono sempre. Noi dobbiamo guardare la nostra strada, il nostro percorso, in questo momento essere felici delle nostre prestazioni e cercare di migliorarci il più possibile».