Gasperini: "Oggi è stata una partita pessima. Numericamente ci manca ancora qualcosa"
Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine dell'amichevole contro il Brighton in zona mista. Ecco le sue parole:
Bilancio di questo ritiro: cosa manca a questa squadra dopo aver perso 3-0 contro il Brighton oggi?
«Oggi è stata indubbiamente una pessima partita. Abbiamo fatto una brutta prestazione. Per il resto, abbiamo lavorato abbastanza bene in questa settimana, perché eravamo in un ambiente fresco, abbiamo potuto allenarci bene e anche le strutture erano ideali. Però questa sicuramente non è stata una buona partita. Abbiamo delle difficoltà, ma pensiamo di poter rimediare nel prossimo periodo».
Dal punto di vista della brillantezza della gamba, al netto del risultato, la squadra è al punto in cui crede dovrebbe essere?
«No, ma non è una questione di brillantezza. Abbiamo giocato proprio slegati come squadra, sicuramente senza la concentrazione giusta. Abbiamo anche qualche giocatore reduce dal Mondiale: Ndicka, Wesley e anche Malen. Sono sicuramente un po' svuotati e dobbiamo avere un po' di pazienza, perché quando si rientra da queste manifestazioni ci vuole magari un po' più di tempo per recuperare».
È come se questa squadra faticasse a riattaccare la spina?
«Forse è vero, è una sensazione che ho anche io. Però questo è un momento in cui possiamo anche permetterci di perdere questo tipo di partite e giocare questo tipo di gare. Sono situazioni che poi possono aiutarti a riattaccare la spina. Comunque la sensazione è che siamo ancora un po' indietro. Con un certo gruppo, quello che lavora dall'inizio, abbiamo fatto sicuramente un buon lavoro. Dybala, ad esempio, oggi un po' meno, ma negli altri giorni è stato molto bene. Ci sono giocatori veramente recuperati. Quelli che sono arrivati dall'inizio hanno fatto un buon lavoro. Siamo un po' spezzati».
Da oggi è ufficiale anche il ritorno di Pellegrini. Quanto può dare?
«Quando inizierà a giocare? Almeno tra un mese. Non è ancora pronto, quindi se ne parlerà a settembre».
A questo punto della stagione e del mercato pensava di essere un po' più avanti?
«Questo vale un po' per tutti».
Però per la Roma?
«No, chiaramente parlo della Roma. Ci sono problematiche diverse. Ci sono squadre che non riescono a fare mercato perché sono piene di giocatori e ne hanno un'esagerazione. Noi non riusciamo a fare mercato perché ne abbiamo troppo pochi. Magari le situazioni di mercato adesso si definiranno. Come sempre, il mercato inizia il primo luglio e poi si decide tutto negli ultimi quindici giorni di agosto. Sono sicuramente date sbagliate. Le squadre sono già in preparazione da un mese e il mercato è ancora aperto. È un problema un po' per tutti».
Sente di escludere una cessione in questa ultima fase del mercato?
«Questo non lo so. Adesso abbiamo un amministratore delegato e dovrete fare a lui queste domande di mercato, chiedendogli quello che la Roma può fare e quello che non può fare. Sui numeri e sulle possibilità di mercato, la palla passa a lui».
Ad oggi la Roma è più forte dell'anno scorso?
«Non lo so. Se faccio la conta, in questo momento abbiamo sostituito Celik con Molina, che dobbiamo ancora vedere e che vedremo martedì. Abbiamo sostituito Dovbyk con Castro. Castro, secondo me, ci darà delle buone soddisfazioni: è stata una bella operazione. Poi è arrivato questo ragazzo che mi sembra interessante per completare la difesa. Se fai il conto numericamente, mi sembra che ci sia ancora bisogno di qualcosa. Si sa su chi andare e come chiudere, poi dipenderà un po' dalle situazioni. Ci sono sicuramente delle buone possibilità. D'Amico sta cercando e sta trattando giocatori molto giovani, ma anche molto importanti. Quella è l'indicazione».
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