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Cambio Campo - Moscardi: "Il Como deve consolidarsi: gara importante, ma non decisiva. Nico Paz potrebbe essere affaticato"

Cambio Campo - Moscardi: "Il Como deve consolidarsi: gara importante, ma non decisiva. Nico Paz potrebbe essere affaticato"
Oggi alle 07:00Cambio Campo
di Marco Campanella
fonte Redazione Vocegiallorossa - Marco Campanella

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Massimo Moscardi, giornalista di Espansione TV, con il quale abbiamo parlato di Como-Roma. 

Come ha vissuto il Como questa lunga sosta per le nazionali? Quanti giocatori sono rimasti a disposizione di Fabregas e chi potrebbe risentire maggiormente degli impegni internazionali?
"Il Como è la squadra che, a questo giro, ha fornito più giocatori alle nazionali, ben quindici. Un punto d'onore, ma anche un'incognita, visto che sono rimasti in pochi a lavorare con mister Cesc Fabregas. Una realtà a cui ci si deve abituare. Allo stesso tempo, giocare in Nazionale dà sempre una carica particolare. Alla fine vedremo in campo la gestione, da parte di Cesc Fabregas, di questa ricomposizione del puzzle. Nico Paz potrebbe essere il biancoblù più affaticato, ma allo stesso tempo la trasferta in Argentina è stata per lui esaltante. Potrebbe anche avere una carica doppia, per come sono andate le cose".

Nico Paz è reduce da un'esperienza positiva con la nazionale argentina. Pensi che sia già pronto per raccogliere l'eredità della maglia numero 10 dell'Argentina?
"La sua è una crescita costante e sicuramente sta dimostrando di meritare la maglia della Nazionale. Per la numero 10... ci sarà tempo. Sicuramente ha una valenza simbolica la rete che ha segnato nella gara di addio di Leo Messi, una bellissima conclusione proprio su assist di Messi. In molti lo hanno visto come un simbolico passaggio di consegne". 

Dopo il quarto posto conquistato nella scorsa stagione, quali sono le ambizioni del Como per questo campionato? E quanto può essere importante, in questo percorso di crescita, la sfida contro la Roma?
"L'obiettivo del Como è consolidarsi, fare bene in Italia e in Europa. La campagna acquisti è stata importante, con giocatori giovani interessanti, ma anche elementi di consolidata esperienza. Quindi, investimenti importanti per confermarsi ad alti livelli. La gara con la Roma è sicuramente un bel test, un confronto diretto tra squadre che lotteranno per obiettivi importanti, ma arriva molto presto nel calendario. È importante, ma non decisiva".

La Roma non vince al Sinigaglia dal 1989 e ha perso le ultime due trasferte contro il Como. Come spieghi queste difficoltà storiche dei giallorossi su questo campo?
"C'ero anche nel 1989, mi ricordo che ero in tribuna all'altezza della difesa della Roma e passai il tempo a osservare l'allineamento dei giocatori, con l'applicazione esasperata della tattica del fuorigioco voluta da Nils Liedholm. Molto interessante da vedere. Infatti, non me lo sono dimenticato dopo decenni". 

Che partita ti aspetti domenica tra Como e Roma? Quali potrebbero essere le chiavi tattiche e gli aspetti decisivi della sfida?
"Per quanto riguarda le ultime due sfide, sono state partite che hanno segnato in positivo la stagione del Como, tasselli importanti nel cammino di crescita e anche per la classifica, soprattutto lo scorso anno, con la conquista del piazzamento in zona Champions. In entrambi i casi, i lariani hanno messo quel pizzico di grinta in più nel momento decisivo, elemento che ha portato al successo finale la squadra di Fabregas. Comunque, partite sempre belle, disputate da squadre di qualità". 

Che giudizio dai alla Roma di Gasperini in questa stagione? Dove può arrivare la squadra giallorossa e quali sono, secondo te, i suoi principali punti di forza e le eventuali criticità?
"Una formazione che, al pari del Como, culla ambizioni importanti, tra i principali interlocutori dell'Inter, che rimane sempre la favorita, nei trofei nazionali e che potrà fare un bel cammino anche in Europa. Alla qualità dei suoi giocatori aggiunge l'esperienza e la determinazione di un allenatore come Gasperini. Un mix ideale".