Parma, Leonardi: "Timori sulla regolarità del campionato? La nostra serietà è indubbia"

13.02.2015 15:43 di Marco Rossi Mercanti   Vedi letture
Fonte: tuttomercatoweb.com
© foto di Federico Gaetano
Parma, Leonardi: "Timori sulla regolarità del campionato? La nostra serietà è indubbia"

Pietro Leonardi, dirigente del Parma, ha parlato in conferenza stampa riguardo la situazione della società ducale, prossima avversaria della Roma in campionato:

"È giusto che dica quello che devo dire. Mi sono dimesso dal CdA e da ogni incarico futuro. La situazione da quando ero qui era risaputa. Ho operato in piena coscienza col consenso delle proprietà. Perciò da qui in poi avrò un ruolo ben preciso e delineato che è quello di direttore generale. Dovrò gestire quelle logiche organizzativo-sportive con il consenso della proprietà come successo negli anni precedenti. Ho sentito tante cose e volevo chiarirle, ho sentito tante inesattezze come la causa di questa situazione siano i tanti calciatori in rosa. Questa è stata una politica assolutamente sportiva e sempre con il consenso. Da questa politica sono usciti giocatori come Sansone, Borini, Ceppitelli e altri. Ho sentito dire da un collega che le comproprietà sono state tolte proprio a causa del Parma e dico: da che pulpito arriva la predica. Noi avremmo avuto sì e no 8 giocatori in compartecipazione. Ho sentito che alcuni hanno timore circa la regolarità del campionato e questo non lo permetto, conoscendo tecnico e giocatori: la nostra serietà è indubbia, dovrebbero andare a controllare qualche altro procedimento che si è chiuso qualche giorno fa e il Parma non c'entrava nulla. Questo direttore si è detto che ha portato dei danni. Ma nella mia gestione sono stati presi nella quantità e hanno prodotto qualcosa di importante diversi giocatori, arrivati a Parma in condizioni ultra-vantaggiose. Penso a Giovinco, Parolo, Biabiany, Pabon. Gli ultimi giorni io vengo informato a cosa fatta della trattativa del maggior azionista del Parma ma col gruppo, che non si può dire ma lo dico, ossia di Taci. Non sono mai stato invitato, non ho partecipato a nessuna riunione. Sono solo stato informato a cose fatte, poi invitato a incontrare Taci. Ho partecipato a una conferenza con l'avvocato Giordano, anche se non la ritenevo utile visto che non sapevo nemmeno che ruolo dovessi ricoprire. Siamo andati avanti con diversi presidenti e mi sono messo a disposizione. Quando alle parole non seguivano i fatti mi è venuto qualche pensieroDomenica sera durante Milan-Parma io sono stato in ospedale. Qualcuno ci ha giocato sopra, ma non ho mollato un attimo, facendo riunioni in casa mia e anche in ospedale. Al gol di Nocerino ricevo l'ultimo messaggio di Taci che mi scrive: se vinciamo questa sera atterro direttamente a Parma. All'una di notte mi citofonano a casa, era Kodra, che mi comunica la sua intenzione di non continuare col Parma. Le operazioni di mercato chiariamo che le ho fatte io e da quanto mi risulta nell'atto di cessione era già indicata una new diligenceFaccio da tramite al gruppo di Taci e il nuovo gruppo che poi l'ha acquistato. Non faccio parte della trattativa come consuetudine. Si incontrano in uno studio di Milano e concludono. Nonostante le difficoltà do' assistenza totale al nuovo gruppo, con la speranza di chiudere in fretta questa trattativa. La prima cosa che ho fatto sono le dimissioni dal CdA affinché la proprietà abbia pieni poteri. Ho dato ancora di più continuità di assistenza, cosa che farò in questi giorni, perché mi sembra doveroso. Ho assistito come tutti alla conferenza stampa del nuovo proprietario, prendo atto. Ho pensato spesso alle dimissioni, soprattutto quando non stavo bene e anche per rispetto della mia famiglia. Ma per il senso del dovere ho deciso di non farlo. Con troppa semplicità ho sentito autorevoli voci dire che sarebbe meglio che il Parma fallisse. Mi chiedo se si sono fatti un esame di coscienza, come ho fatto io? Troppo poco rispetto nei confronti di chi lavora da anni in questa società. Facile farsi pubblicità andando in tv. Io ringrazio i dipendenti, i consiglieri di minoranza, i calciatori, gli allenatori, lo staff e soprattutto chi mi ha voluto bene perché c'è chi mi ha volto le spalle. Mai pentito di aver accettato il ruolo di amministratore delegato? Non mi sono mai pentito di niente perché ho sempre creduto nelle persone. Per quel che mi riguarda sono convinto di aver sempre fatto il bene di questa società. Il 16 al massimo si prenderà qualche punto di penalizzazione, ma io sono fiducioso. Penso che il Parma sia ancora una società gestibile e non rinnego quello che ho fatto e non sono pentito di nulla. Il presidente oggi è in Lega, ieri ha rassicurato i giocatori. Altri non l'avevano fatto. Cantare il De Profundis ora mi sembra prematuro. La proprietà ha garantito che risolverà il problema. Lei si sente di scusarsi per qualcosa? Io ho chiesto scusa molte volte ai tifosi sia per i risultati o per altro e non ho problemi a chiedere scusa se ho sbagliato nelle strategie. Se due gruppi acquistano il Parma avranno analizzato quella che è la realtà. Bisogna però considerare le corrente stagioni, che vanno analizzate e sanate. Quanto ha influito tutto questo sulla licenza Uefa? Ha inciso tantissimo. E anche la non cessione di Biabiany. In quel caso specifico il club avrebbe potuto ottemperare le pendenze di novembre", come riporta tuttomercatoweb.com.