Atalanta, Djimsiti: "La classifica adesso non importa: dobbiamo dare il massimo"

Atalanta, Djimsiti: "La classifica adesso non importa: dobbiamo dare il massimo"Vocegiallorossa.it
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sabato 3 gennaio 2026, 23:05Avversario
di Maurizio Rasa

Al termine di Atalanta-Roma, il difensore della Dea, Djimsiti ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

Djimsiti a Sky Sport

Quanto vi mancava una vittoria pesante contro una big, considerando che finora non ne erano arrivate?
«Tanto, ma non solo contro una big: soprattutto qui in casa. Dopo l’ultima partita contro l’Inter, persa per un errore mio che mi è dispiaciuto molto, perché era una gara sullo 0-0, oggi volevamo una risposta. Davanti ai nostri tifosi, che si meritavano questa vittoria enorme, dal primo all’ultimo abbiamo fatto una grande partita».

Non era una partita normale, c’era il ritorno di Gasperini a Bergamo. L’avete vissuta in modo particolare?
«Sicuramente sì. Dall’altra parte dello staff conosciamo in tanti Gasperini: alcuni da otto anni, altri da cinque o quattro. Il saluto prima della partita è stato speciale, ma poi in campo vuoi solo vincere, indipendentemente da chi hai di fronte. Questa è stata la mentalità giusta e siamo entrati decisi, portando a casa la vittoria».

C’era anche la voglia di dimostrare che l’Atalanta può essere forte e competitiva anche con un altro allenatore?
«Sì, certo, questo non è in dubbio. Però, come si diceva, in campo pensi solo alla partita e a vincere, nient’altro».

Da stasera riparte la rincorsa all’Europa?
«Pensiamo partita per partita. La classifica adesso non importa: dobbiamo dare il massimo, fare più vittorie possibile e giocare partite da Atalanta, come sappiamo fare».

Djimsiti a DAZN

Ci tenevate a vincere questa partita. Vi vedevo tutti agguerriti fino alla fine: quanto contava ritrovare la prima vittoria contro una big?
«Molto. Penso che hai detto giusto, si è visto sicuramente anche da fuori. Poi noi in campo ancora di più: spingevamo uno con l’altro, eravamo avvelenati, vincevamo tutti i duelli possibili e penso che questa sia la strada giusta».

Ha parlato del tuo spessore umano e del fatto che nel calcio, alla fine, torna un po’ tutto. Ti aveva subito difeso dopo l’errore con l’Inter e oggi sei stato MVP: che cosa significa per te?
«Ci ho pensato, sicuramente. Mi è dispiaciuto molto un giorno, due giorni, poi però si guarda avanti, perché gli errori sono umani e penso che tutti sbagliamo. Cercavo di motivarmi e di dare tutto il massimo in allenamento. La cosa che ho pensato è stata: spero che non mi tolga, perché così potrebbe sembrare che non gli sia piaciuto l’errore che ho fatto. Invece è stato forte lui, perché ha creduto in me. Sono sicuramente grato per avermi messo in partita e volevo dimostrarglielo».

Per il gruppo, anche pensando alla partita in cui avete salutato mister Gasperini: oggi che cosa significa tutto questo?
«Sicuramente mister Palladino lo conosce molto bene, ha giocato sotto Gasperini. È una vittoria importantissima per tutti noi: siamo un gruppo unito e forte e dobbiamo cercare di dare sempre il massimo in campionato».