Ranieri alla presentazione del libro di Zazzaroni: "Solo in Italia siamo malati di tattica. Dobbiamo investire sui giovani allenatori"
Pomeriggio speciale oggi presso il Salone del Circolo Aniene di Roma. Qui è stato infatti presentato il libro di Ivan Zazzaroni, direttore de Il Corriere dello Sport, "Per vincere domani".
Tanti gli ospiti presenti, nell'evento moderato dal volto di DAZN Giorgia Rossi: tra questi, oltre all'attuale direttore sportivo della Fiorentina Paratici, presente anche Claudio Ranieri. L'ex Senior Advisor della Roma è arrivato senza però rilasciare dichiarazioni ai cronisti presenti.
Ranieri ha poi parlato dal palco: “È molto importante fare una distinzione tra educatore e allenatore. Mi è piaciuta la panoramica fatta su diverse nazioni per il loro lavoro nel settore giovanile. Noi però stiamo facendo bene a livello di settore giovanile, abbiamo vinto due titoli europei Under 17 e fatto una finale al mondiale under 19. Il problema è arrivare in prima squadra e lì ci sono i giocatori da selezionare. Una volta non giocavano in nazionale giocatori straordinari, ora bisogna fare i conti su chi selezionare. Quando c’è da fare il salto in prima squadra dobbiamo migliorare, la categoria dei giovani va sviluppata da educatori che non devono fare tattica. Solo noi siamo malati di tattica, in Inghilterra non la fanno neanche in Premier League. È chiaro che un ragazzo di 15-16 anni non si capisce se può essere un campione perché poi possono scendere e non mantengono le loro promesse, ma magari ci sono giocatori che arrivano a 18-19 anni e possono fare il salto di qualità. Su quello dobbiamo lavorare, altrimenti non riusciamo a risolvere il problema della nazionale. In prima squadra devi vincere, a meno che non sei allenatore di una squadra che deve sopravvivere valorizzando i giovani. Si prende allora un allenatore giovane che sviluppa un certo sistema di gioco che valorizza i giovani e che permette ai giovani di crescere, anche a costo di retrocedere. Ma questo in Italia non succede”.
Sui giovani allenatori.
“È importante formare gli educatori e gli allenatori di settore giovanile e forse dobbiamo pagarli di più. Dobbiamo poi investire sui giovani allenatori per migliorare le qualità dei ragazzi, non per farli diventare subito allenatori di prima squadra. Altrimenti cercheranno solo di selezionare i migliori giocatori per ottenere risultati, mentre invece deve formare giovani”.
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