Scacco Matto - Roma-Genoa 3-2, in vantaggio e poi in trincea

17.12.2018 19:10 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 4119 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
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Scacco Matto - Roma-Genoa 3-2, in vantaggio e poi in trincea

 Con tanta fatica, la Roma torna a vincere battendo il Genoa: 3-2 all'Olimpico, con le reti di Piatek, Fazio, Hiljemark, Kolarov e Cristante.

LE SCELTE - Grossa novità nel sistema di gioco di Eusebio Di Francesco, che, con Edin Džeko ancora indisponibile, manda in panchina Patrik Schick schierando una linea a tre con Nicolò Zaniolo nel ruolo di falso centravanti e Cengiz Ünder e Justin Kluivert sui due lati. Alessandro Florenzi e Aleksandar Kolarov sono i due esterni di centrocampo, con Stevan Nzonzi e Bryan Cristante in mediana; davanti a Robin Olsen la linea è a tre con Federico Fazio, Konstantinos Manōlas e Juan Jesus. Christian Kouamé e Krzysztof Piątek sono il duo offensivo del 3-5-2 scelto da Cesare Prandelli.

 

 

 

FASCE SCOPERTE - Il 3-4-3 è un sistema di gioco che, teoricamente, permetterebbe di schierarsi con un 5-4-1 in fase difensiva, coprendo entrambe le fasce con due uomini. Questo, però accade se gli attaccanti laterali lavorano entrambi in copertura: Ünder e Kluivert però sono piuttosto pigri e lasciano Florenzi e Kolarov in balia di Romulo e Darko Lazovic, principali porte d’uscita del Genoa in ripartenza. I rossoblu aspettano infatti la Roma nella loro metà campo per poi rilanciare l’azione, come detto, sui due lati.

SQUADRE CONVALESCENTI - I quattro gol del primo tempo, però, esulano tutti da un contesto tattico, ma sono il segno della convalescenza delle due squadre in campo. Un grave errore individuale - quello di Olsen sul gol di Piątek - e un calcio piazzato per parte - con una bella giocata di Zaniolo in occasione del gol di Fazio e una marcatura ancora debole in occasione del gol di Hiljemark - determinano i primi tre gol del primo tempo, con il quarto che arriva con una bella combinazione che manda Kluivert in campo aperto, con il Genoa comunque inspiegabilmente sbilanciato vista la situazione di vantaggio.

I DUE ZANIOLO - A cavallo dei due tempi avviene una leggera metamorfosi dei compiti del numero 22: nella prima frazione, l’ex interista viene servito più da vero che da falso 9, anche con palloni in profondità abbastanza poco sensati; nella seconda, retrocede in posizione di trequartista, pressando ma soprattutto consentendo a Kluivert e Ünder di stringere la loro posizione.

IL VERO CRISTANTE - E in quella posizione, l’olandese fa da sponda per Cristante, che tira di nuovo fuori il meglio del suo repertorio, un tiro in porta secco e preciso che permette alla Roma di fare 3-2. Tante volte si è detto del mancato plusvalore tecnico dell’ex atalantino quando schierato da mediano: sarebbe importante riportarlo stabilmente in una posizione più avanzata, per poter permettergli di dare il meglio di sé. Importante comunque il suo impegno anche sull’out di destra, altra posizione a lui poco congeniale.

IN TRINCEA - Una volta passata in vantaggio, la Roma si trincera quasi subito: dentro Davide Santon per Ünder, con Florenzi che va a fare l’intermedio sinistro di un 5-3-1-1 con prima Kluivert, poi il subentrato Patrik Schick come unico riferimento offensivo. Sono le uniche due sostituzioni di Di Francesco, che sceglie di difendersi, consegnandosi alle offensive del Genoa che si sviluppano principalmente sull’out di sinistra, con combinazioni che mandano troppo spesso sul fondo Lazovic: Santon non riesce a contenerlo e il 22 confezione l’azione che regala l’ultimo brivido della partita, un tiro del subentrato Goran Pandev che termina alto.