Juventus Women, Bonansea: "Una finale si vince con fame, sacrificio e appartenenza"
L'attaccante della Juventus Women, Barbara Bonansea, ha parlato durante la conferenza stampa di presentazione alla finale di Coppa Italia di domani contro la Roma. Ecco le sue parole:
242 presenze tra sacrificio, appartenenza e amore: quanto contano questi valori?
“Sono tre concetti fondamentali in ogni aspetto della vita, soprattutto in situazioni che si decidono in poco tempo. La differenza la fa chi lo vuole di più, chi lo desidera maggiormente e chi ama davvero quello che sta facendo”.
Cosa ha di particolare e nuovo questa Coppa Italia?
“La rivalsa. Eravamo partite bene, poi è stata una stagione complicata e insieme abbiamo cercato qualcosa di diverso per ritrovare quello che l’anno scorso avevamo, soprattutto in campionato. Mi piace pensare che nelle difficoltà emergano le persone vere, quelle che vogliono qualcosa in più. E questa Coppa Italia rappresenta proprio questo”.
Come vede lo spogliatoio alla vigilia della finale?
“Parliamo di uno Scudetto perso, ma anche di una Supercoppa e una Women’s Cup vinte. Le partite tra Juve e Roma sono sempre state molto equilibrate, quindi domani sarà una gara da dentro o fuori. Chi vince alza la coppa e noi siamo determinate a portarla a casa”.
Contro la Roma avete sempre vinto nelle gare secche: può essere un vantaggio?
“Non so se sia davvero un’arma in più. Credo però che quando non pensiamo troppo al dopo riusciamo a tirare fuori qualcosa di speciale. Nelle due partite secche le abbiamo vinte, mentre in campionato abbiamo ottenuto un pareggio e una sconfitta. Siamo lì. Una finale la vince chi la desidera di più”.
Il bilancio della stagione cambia con un altro trofeo?
“Ci ho pensato molto. Due trofei per cui combattevamo li abbiamo vinti. In Champions forse potevamo superare il Wolfsburg, ma abbiamo comunque fatto un percorso positivo. In campionato volevamo vincere e quindi lì la valutazione resta negativa, perché abbiamo lasciato punti importanti contro squadre alla nostra portata. Però nei momenti difficili ho visto la mia squadra, la Juve, e insieme allo staff abbiamo continuato a lottare fino a raggiungere la finale di Coppa Italia. Non è stata una stagione negativa, ma domani pesa”.
Quanto sentite la pressione in una finale?
“Una finale porta sempre pressione, perché la vuoi vincere. Ma è anche il motivo per cui giochiamo: per ottenere risultati e alzare più coppe possibili. Io non la vedo come una pressione, ma come un’opportunità per aiutarsi a vicenda e dare il massimo”.
Cosa servirà portare in campo contro la Roma?
“Se penso alle quattro partite contro la Roma, sono state tutte molto equilibrate. Per questo l’attenzione farà la differenza. Cercheremo di imporre i nostri punti di forza, poi vedremo cosa succederà. La stiamo preparando così, sapendo che probabilmente saranno i dettagli a decidere la finale”.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
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