Roma, 30 dipendenti trasferiti negli store: intervengono i sindacati

Roma, 30 dipendenti trasferiti negli store: intervengono i sindacati
Oggi alle 11:33Rassegna Stampa
di Marco Campanella
I sindacati contestano il trasferimento di 30 dipendenti della Roma dagli uffici di Trigoria ai negozi del club: possibile ricorso al giudice del lavoro.

Mercoledì potrebbe essere una giornata importante per la vertenza che coinvolge trenta dipendenti della Roma. Entro quella data, infatti, il club è chiamato a rispondere alle diffide presentate dai legali dei lavoratori dopo la decisione di spostarli dagli uffici di Trigoria ai Roma Store. A riportare gli ultimi sviluppi della vicenda è il Corriere della Sera.

ROMA, 30 DIPENDENTI TRASFERITI NEI ROMA STORE: INTERVENGONO I SINDACATI

Il provvedimento ha generato un forte malcontento tra le persone interessate e ha portato all’intervento delle principali sigle sindacali del settore. Filcams CGIL Roma e Lazio, Fisascat CISL Roma Capitale e Rieti e UILTuCS Roma e Lazio hanno espresso dubbi sulla natura dell’operazione, ipotizzando che la ricollocazione possa avere conseguenze ben più profonde di un semplice cambio di sede.
Il punto centrale riguarda soprattutto le nuove mansioni affidate ai lavoratori. Secondo i sindacati, alcuni dipendenti con competenze specifiche e un’esperienza maturata per anni negli uffici del club sarebbero stati destinati alla vendita di prodotti ufficiali. Una scelta considerata penalizzante sul piano professionale e potenzialmente riconducibile a un demansionamento.
Tra i casi finiti sotto osservazione ci sono anche quelli di alcuni giornalisti. L’avvocato Francesco Bronzini ha evidenziato la distanza esistente tra un’attività professionale e intellettuale e un incarico legato alla vendita al dettaglio. Contestato anche il modo in cui la Roma avrebbe informato i dipendenti, attraverso comunicazioni via email e senza un confronto preliminare con le rappresentanze sindacali.
Nel frattempo è stato proclamato lo stato di agitazione. La risposta del club permetterà di capire se esistano i margini per aprire un tavolo e riportare i lavoratori alle mansioni precedenti. In caso contrario, la questione potrebbe essere affidata al giudice del lavoro.
Gli eventuali ricorsi potrebbero essere depositati già a settembre, ma l’iter giudiziario avrebbe tempi piuttosto lunghi. Le prime decisioni potrebbero infatti arrivare soltanto all’inizio del 2028. Per questo motivo, le prossime ore saranno decisive per comprendere se la vicenda potrà essere risolta attraverso il dialogo oppure se si trasformerà in un contenzioso.