Il gap che il Gasp vuole e può facilmente colmare per il salto di qualità della Roma
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Se dovessimo pensare a come migliorare la Roma, renderla maggiormente competitiva, per puntare nuovamente alla Champions, tentare perché no, l'impresa scudetto ed essere competitiva in Europa, penseremmo, ma soprattutto il mister penserebbe all'attacco. Il gioco di Gasperini è da sempre un calcio offensivo sviluppato con giocatori estremamente tecnici, capaci di segnare gol su gol. Una cosa spesso poco sottolineata, a dispetto della corsa, per anni la caratteristica preponderante per i più dell'Atalanta di Gasperini. Il tecnico è arrivato a Trigoria quasi un anno fa, chiedendo di rinforzare l'attacco, perché la differenza (che significa vincere coppe o campionati) la fanno gli attaccanti coi loro gol. L'arrivo di Malen a Roma ne è stata la prova eloquente, con l'olandese a prendersi sulle spalle il reparto offensivo e, a suon di gol, portare i giallorossi fino al terzo posto.
Si è sempre detto come in Serie A conti più non subire gol che segnare ed effettivamente è stato così nelle ultime stagioni, non nell'ultima, dove la migliore difesa è stata quella del Como (29), poi quella della Roma con 31 gol subiti. A vincere lo scudetto, però, è stata l'Inter, con la quarta miglior difesa, parimerito con il Milan quinto con 35 gol subiti (la Juventus sesta con la terza miglior difesa). La differenza, guarda caso, l'ha fatta l'attacco interista, capace di segnare 89 gol, 30 gol più della Roma di Gasperini.
IL GAP CHE IL GASP VUOLE E PUÒ FACILMENTE COLMARE PER IL SALTO DI QUALITÀ DELLA ROMA
Questo è il gap che il Gasp vorrà colmare (quello dei punti è una diretta conseguenza). I 59 gol segnati dai giallorossi in Serie A, di cui 14 (il 24%) segnati da Malen da gennaio a maggio, rappresentano un'anomalia Gasperiniana (solo nella stagione 2017/18 fece peggio con 57 con l'Atalanta). Il tecnico, a Bergamo viaggiava con un media di oltre 70 gol a stagione con il biennio 2019-2021 da 98 e 90 reti. Se da un parte è stato il deficit maggiore della stagione, dall'altro è il grande margine di crescita per la Roma, che finalmente potrà essere a immagine e somiglianza del suo allenatore, sperando che mantenga l'ossatura difensiva su cui ha costruito gran parte delle vittorie, nei tanti 1-0 di inizio stagione.
Una combo che potrebbe essere la chiave per un altro campionato all'insegna delle sorprese in positivo. Le possibilità ci sono e sono tutte legate alla nuova sinergia con il mister a dare indicazioni tecnico/tattiche di mercato e il nuovo DS a cercare di portare a casa gli obiettivi prefissati.
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