Quel costante azzardo di mercato chiamato Inghilterra
La casella degli acquisti della Roma, superata la metà di luglio, contiene ancora il numero 0: di questo non sarà certamente contento Gian Piero Gasperini, che ha inoltre perso - rispetto a quelle che erano le sue intenzioni e i suoi desiderata - anche un calciatore su cui faceva affidamento e per il quale voleva il rinnovo, vale a dire Zeki Celik. Il tecnico, e non è assolutamente una novità, ha preteso la conferma in blocco della squadra con cui ha ottenuto il terzo posto, e ha ovviamente il desiderio di aggiungere elementi che possano migliorare qualitativamente questo gruppo di cui si fida e sulla cui unità ha fondato il piccolo grande successo della sua prima annata in giallorosso. Questo significa pochi acquisti ma buoni, di un livello superiore a quello dei calciatori già presenti.
Il mercato ideale, con entrambe le accezioni di questo termine. I buoni (o, possibilmente, più che buoni) calciatori costano e con questo si sta scontrando la Roma, che ancora una volta sta andando a cercare profili dalle squadre inglesi come sta accadendo con Crysencio Summerville, che è retrocesso dalla Premier League in Championship con il West Ham ma che, appunto, è al momento accasato in una società che ha un livello economico più alto della Roma. Un modus operandi che si è tante volte ripetuto nel corso della gestione Friedkin, a partire da quando si è riscattato Chris Smalling dopo non essere riusciti a limare un centesimo dalla richiesta iniziale del Manchester United, passando per l’acquisto di Tammy Abraham a oltre 40 milioni, diventato un peso dopo neanche un paio di stagioni, il costosissimo leasing di Romelu Lukaku e gli acquisti mancati di Jadon Sancho e Joshua Zirkzee, prima dell’arrivo di Donyell Malen.
Rivolgersi al mercato di oltremanica, dove i soldi li hanno praticamente tutti, è sempre un’arma a doppio taglio: da una parte hai una buona possibilità di reperire un calciatore di livello, dall’altra il rischio di non riuscire a trovare un punto d’incontro economico col club e col calciatore stesso, con la possibilità che qualcun altro - magari proprio nel mercato interno inglese - possa portarlo via sempre da tenere presente. Da questo punto di vista la Roma azzarda spesso e va capito se lo fa per scelta proprio o per limiti nel reperimento di profili validi - e meno costosi - altrove. Quel che è certo è che anche quest’anno ci si è impelagati in una telenovela (anzi, più di una) che può finire in entrambi i modi e lasciare ulteriori strascichi in un’estate - inaspettatamente? - già molto difficile.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Alessandro Carducci
© 2026 vocegiallorossa.it - Tutti i diritti riservati
