L'avversario - Come il Napoli di Conte cercherà di mettere in difficoltà la Roma
Sarà il Napoli di Antonio Conte ad affrontare la Roma nel big match della tredicesima giornata di campionato.
CAMBIO DI MODULO – Di recente, dopo la sconfitta con il Bologna, Antonio Conte ha cambiato pelle alla squadra passando da una difesa a quattro a una a tre. Contro l’Atalanta, gli azzurri si sono disposti con un 3-4-2-1 speculare alla squadra di Palladino, modulo con cui hanno iniziato anche la gara di Champions contro il Qarabag prima di passare al 4-2-3-1 nel corso del match. Contro l’Atalanta, il Napoli ha deciso di giocarsela uomo su uomo in una sorta di gara a specchio contro una squadra reduce dagli anni gasperiniani. Possibile, quindi, che Conte voglia fare lo stesso contro la Roma.
Contro l’Atalanta, la strategia è stata quella di pressare alto i bergamaschi, inducendoli ad affidarsi ai lanci lunghi del portiere, potendo poi contare sulla superiorità aerea dei difensori nei confronti degli attaccanti di Palladino, almeno finché il neo tecnico atalantino non ha inserito Scamacca nella ripresa, che ha riequilibrato il match.
La Roma, al contrario di una squadra in difficoltà come l’Atalanta, sa sicuramente far uscire il pallone con più qualità ma, se costretta al lancio lungo, potrebbe andare in difficoltà mancando di una prima punta di peso, con Dovbyk ancora infortunato. Saranno quindi fondamentali le abilità palla al piede dei tre centrali, Mancini, Ndicka ed Hermoso, l’apporto dei centrocampisti e, in generale, dovranno funzionare le uscite palla al piede di fronte al prevedibile pressing dei campani, sapendo di non potersi affidare ai lanci lunghi.
LE AZIONI CODIFICATE – Il Napoli di Conte ha alcune azioni codificate, provate cioè all’infinito in allenamento per farle funzionare in partita. Il primo gol segnato contro l’Atalanta è il manifesto di un’uscita palla ben consolidata per gli azzurri: in quel caso Rrahmani ha gestito un pallone leggermente decentrato sulla destra. Il braccetto destro, Beukema, si è accentrato portando via l’uomo ed è così scattata l’azione codificata. Palla sulla fascia, in questo caso per Di Lorenzo che, di prima, ha servito Hojlund che veniva incontro. L’attaccante napoletano, approfittando della distrazione di Hein, era libero e di prima ha subito servito nello spazio Neres che poi è andato in rete. Spesso, i campani utilizzano questa uscita ben collaudata. Palla all’esterno che, quasi senza guardare, cerca il movimento incontro dell’attaccante, il quale serve nello spazio un compagno.
ATTIRARE LA PRESSIONE AVVERSARIA – Possibile che il Napoli tenga la palla nella propria trequarti difensiva attirando la pressione della Roma, nel tentativo di allungare i giallorossi e poter poi colpire rapidamente, con l’azione codificata sopra enunciata, o con verticalizzazioni a cercare direttamente l’attacco della profondità da parte di un giocatore del Napoli.
I DUELLI – Saranno quindi fondamentali i duelli. Concentrazione e attenzione per tutta la gara per limitare Lobotka, la mente del centrocampo napoletano, e per aggredire gli esterni, prima che possano scaricare il pallone a Hojlund e, ovviamente, bisogna arginare proprio l’attaccante azzurro, al quale Ndicka dovrà francobollarsi. Da capire chi sarà a uscire su Lobotka, probabilmente Koné. Poi servirà una grande gara di Mancini contro Lang ma, soprattutto, di Hermoso contro Neres, scheggia impazzita dell’attacco napoletano.
TAGLI E CAMBI DI POSIZIONE – Un altro modo con cui Conte potrebbe cercare di infastidire Gasperini è quello di cercare di non dare troppi riferimenti ai giallorossi, facendo muovere spesso i propri giocatori per provare a disordinare la difesa giallorossa, che ha come riferimento l’avversario.
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