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Friedkin, evitate la deriva dell’ennesimo progetto: urge la tregua Ranieri-Gasperini

Friedkin, evitate la deriva dell’ennesimo progetto: urge la tregua Ranieri-Gasperini
Oggi alle 14:10Primo piano
di Marco Campanella
fonte Il podcast di Marco Campanella

Nuovo appuntamento con i podcast di VoceGialloRossa.it: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, approfondiremo con le voci dei nostri redattori uno dei temi più importanti della giornata.

Houston abbiamo un problema”, disse Jack Swigert alla guida dell’Apollo 13 per comunicare alla base di controllo l’esplosione di un serbatoio di ossigeno nel bel mezzo di una spedizione lunare. Con le dovute proporzioni, anche la Roma di oggi sembra vivere una fase in cui serve un intervento proprio da Houston, per riportare l’ordine in una situazione che sta diventando complicata.  

Il riferimento è chiaramente ai Friedkin, che hanno l’obbligo di fare da pacieri nella querelle tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. In effetti, la direzione della proprietà texana sembra proprio essere quella: nessuna presa di posizione, ma solo una richiesta di tregua tra i due fino a fine stagione. Basterà a far deporre le armi a due personalità così forti? Se sì, quanto durerà? Chi vivrà, vedrà. Quel che resta da sottolineare è invece come sullo sfondo ci sia concretamente l’ipotesi di un addio importante, che sia del Senior Advisor o del tecnico, dopo neanche un anno dall’avvio dell’ennesimo progetto. Qualora a fare le valigie fosse proprio Gasp, c’è un dato che non può passare inosservato: se ne andrebbe anzitempo il sesto allenatore in sei anni. Tradotto: la palese ammissione di una gestione sportiva inadeguata. Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric, Ranieri e - in caso - Gasperini: chi per un motivo o per un altro, a Roma non si riesce a trovare continuità. 

Per non parlare dei dirigenti. Passando all’ipotesi di addio da parte di Ranieri, il Senior Advisor (sebbene sia sotto contratto con il The Friedkin Group e non direttamente con la Roma) seguirebbe le orme dei vari Berardi, Souloukou e Vitali, tutti manager che hanno abbandonato la nave in questi anni. E se ad andarsene fosse Massara? Nulla di nuovo, la strada è stata già tracciata da Tiago Pinto e Ghisolfi.

Insomma, riportare la pace dentro Trigoria non è solo una questione di priorità, ma deve essere una vera e propria missione da parte della famiglia Friedkin per evitare che le tensioni interne finiscano nuovamente per compromettere l’intero progetto sportivo. Perché il rischio è quello di trasformare un’altra stagione ambiziosa in un’occasione mancata. E ci ritroveremmo a giugno con un nuovo allenatore presentato da altre belle parole, come in un loop infinito dal quale non si riesce a uscire.