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Ad Atene per completare l'opera

Ad Atene per completare l'operaVocegiallorossa.it
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Oggi alle 21:00Primo piano
di Gabriele Chiocchio
fonte L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Nella settimana appena trascorsa, Gian Piero Gasperini è riuscito a ottenere quasi tutto ciò che poteva: tre punti con lo Stoccarda risparmiando energie a diversi titolari, uno col Milan che è stato più del “solito” zero contro le big e che non sono stati altri tre non certo per i postumi di coppa. Un ottimo lavoro di gestione reso possibile da un’identità ben definita data alla squadra, dalle parate di Svilar nel match contro i tedeschi e dalla buona forma generale di un po’ tutta la rosa.

In questa settimana di partita ce n’è solo una, ma può determinare una buona fetta del futuro prossimo della Roma proprio in chiave gestione: battere il Panathinaikos giovedì significherebbe chiudere la fase campionato di Europa League nelle prime 8 e riaprire il capitolo europeo non prima di metà marzo. Un vantaggio di grande valore, se si pensa che, purtroppo, non c’è più la Coppa Italia e che fino alla gara di andata degli ottavi di finale di Europa League, fissata per giovedì 12 marzo, si giocherebbe solo in campionato: uno scenario che permetterebbe finanche di ammortizzare, in parte, gli effetti dell’infortunio di Koné, sia per numero effettivo di partite da saltare, che per la gestione delle rotazioni degli uomini che devono sopperire alla sua assenza.

Dalla prima conferenza stampa, Gasperini non si è mai mostrato granché interessato a centrare questo traguardo: l’importante era qualificarsi alla fase a eliminazione diretta, se poi fossero arrivati gli ottavi di finale diretti sarebbe stato tanto meglio. E, vista la situazione, quel “tanto meglio” assume un significato letterale, perché non dover giocare le due partite di playoff a febbraio sarebbe davvero tanto meglio rispetto al doverlo fare, e, arrivati a questo punto, probabilmente è lo stesso Gasperini a rendersene conto.

Non per forza, stando sempre alle sue parole, per avvicinare la finale di Istanbul, ma anche per facilitarsi la vita in quel campionato che sembra chiaramente l’obiettivo principale del tecnico, almeno in questo momento della stagione. Negli scorsi anni l’accoppiata calendario fitto-scarsa gestione della rosa ha costretto tutti gli allenatori a scegliere su cosa puntare; questa volta entrambi gli elementi potrebbero essere diversi, aprendo possibilità di scenari inediti.