Dal Re Leone alla Joya, i tifosi della Roma possono sognare

22.07.2022 08:05 di Marco Rossi Mercanti Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Marco Rossi Mercanti
Dal Re Leone alla Joya, i tifosi della Roma possono sognare
Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it

Nuovo appuntamento con i podcast di VoceGialloRossa.it: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, approfondiremo con le voci dei nostri redattori uno dei temi più importanti della giornata.

Oggi faremo un paragone tra l'arrivo di Paulo Dybala e quello nell'estate del 2000 di Gabriel Omar Batistuta.

L’accostamento, effettivamente, presenta delle analogie. Entrambi sono argentini e sono stati acquistati dalla Roma al secondo anno di un nuovo ciclo. Il Re Leone, infatti, arrivò dopo la prima stagione di Capello chiusa al 6° posto, proprio come l’ex Juventus che ha firmato nel momento in cui José Mourinho si appresta a guidare il club per il secondo anno, dopo aver chiuso il primo sempre in 6ª posizione.

In tutti e due i casi, gli annunci di Batistuta e Dybala hanno galvanizzato la piazza, ma con una piccola differenza. Nel 2000, la presentazione del Re Leone spazzò via in un attimo la cocente delusione derivante dallo scudetto conquistato dalla Lazio, mentre la Joya arriva sulla scia del grande entusiasmo derivante dalla vittoria in Conference League.

La follia, economicamente parlando, di Franco Sensi ebbe il preciso scopo di accorciare il gap e competere per la conquista del campionato, che effettivamente avvenne anche grazie al prezioso contributo di Batistuta con 20 gol. Dybala, invece, arrivato a parametro zero, è l’acquisto che serve per avvicinare il primo obiettivo del prossimo anno, cioè il ritorno in Champions League.

Batistuta, infatti, approdò in una Roma che, nonostante il 6° posto, aveva dei campioni già affermati come Totti, Montella, Candela, Cafu, Tommasi, Aldair, Delvecchio per citarne alcuni, mentre Dybala si candida a rappresentare la nuova stella della squadra, senza nulla togliere a gente come Pellegrini e Abraham, tra i trascinatori dello scorso anno.

Entrambi giocatori offensivi, Batistuta era quel tipo di attaccante che aveva tutto: forte di testa, fisicamente inarrestabile e con un tiro potente che spesso non lasciava scampo ai portieri avversari. Dybala, invece, è un calciatore di qualità, più tecnico, che si può sfruttare negli uno-due e nello stretto, con un piede sopraffino da usare per fornire assist, per calciare punizioni e per tentare conclusioni da fuori area: Batistuta ci metteva la potenza, Dybala predilige la precisione, tant’è che da 7 anni a questa parte è il calciatore che in Serie A ha segnato più gol da fuori, cioè 25.

In attesa di vederlo in campo per la prima volta, e in tal senso l’appuntamento è a sabato sera per l’amichevole contro il Nizza, i tifosi giallorossi sperano che Dybala possa ripetere quanto fatto dal connazionale: dal Re Leone alla Joya, sognare si può.