Scalvini: “La Roma è una squadra molto forte, forse la migliore per come ha iniziato il campionato”
Giorgio Scalvini ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine di Roma-Atalanta.
Scalvini a Sky Sport
Per la partita persa, un paio di soddisfazioni ci sono: intanto aver retto al grande potere offensivo della Roma e poi aver fatto una mezz’ora del secondo tempo molto convincente, quando potevate fare anche un paio di gol. Sono qualità che, in qualche modo, vanno oltre il risultato?
«Sì, il primo tempo siamo andati un po’ in difficoltà. Loro sono partiti forte, comunque sono una squadra molto forte, in forma, che ha iniziato molto bene, forse la migliore per come è iniziato il campionato. Giocavano in casa, quindi avevano tanto entusiasmo, però comunque abbiamo retto. Nel secondo tempo sì, abbiamo fatto meglio. Come hai detto tu, nei primi 25-30 minuti siamo riusciti a trovare il gol, abbiamo avuto qualche altra occasione, me ne ricordo una con Krstovic. Purtroppo poi abbiamo preso anche il gol. È andata così. Portiamo magari con noi la convinzione di aver potuto fare male a loro, però sicuramente c’è ancora tanto da lavorare».
Nove, dieci anni di marcatura a uomo, con il riferimento al duello individuale, e adesso il riferimento alla palla con la linea a quattro che si muove in sincronia. È un cambiamento significativo e importante. Come sta andando questo passaggio?
«Ci vuole tempo, però piano piano stiamo migliorando. Personalmente mi sento sempre meglio e sicuramente non è facile passare da un modo di giocare all’altro, perché sono quasi opposti. Però anche oggi, nel primo tempo, secondo me ci siamo mossi meglio; nel secondo abbiamo fatto bene, poi negli ultimi minuti facevamo un po’ di fatica a salire, ma in generale abbiamo lavorato bene di squadra. Quindi sì, ci vuole tempo. Sicuramente, con il passare delle settimane, miglioreremo, però tutto dipende sempre dal lavoro che facciamo in settimana».
Ti senti, sperando anche di stare bene, di poter essere uno dei primi leader di questo cambiamento? Anche perché mi interessa molto anche il percorso della Nazionale che sta per ripartire. Come approcci questa stagione?
«Sì, innanzitutto, come hai detto tu, sono andati via Marten e Djimsiti, persone che, oltre a essere calciatori, mi hanno dato tanto e hanno dato tanto all’Atalanta. Bisogna sempre ringraziarli. Io cerco sempre di dare il mio contributo, di dare il massimo, di aiutare i compagni e di farmi aiutare quando magari sono in difficoltà. Cerco sempre di fare questo, di fare quello che il mister ci chiede e, se posso dare una mano, lo faccio».
Scalvini a DAZN
Dopo entriamo nel dettaglio di come è cambiato anche il tuo modo di giocare in questa stagione. Prima volevo chiederti di questo finale perché, insomma, dopo una prestazione del genere che sicuramente non è stata straordinaria perché avete subito tanto, dopo che avete subito il gol del pareggio della Roma, mi avete dato la sensazione di spaventarvi un pochino, forse di abbassarvi ulteriormente. Quindi, che cosa c'è stato in quei minuti finali, visto che, insomma, non solo il pareggio ma anche la vittoria era tanto così?
«Sì, no, c'è tantissima rabbia e delusione, sicuramente. Purtroppo alla fine abbiamo fatto abbiamo faticato un po' a mantenere il campo, a stare un po' più un po' più alti, sia con la linea difensiva in generale con tutta la con tutta la squadra. Forse abbiamo preso, diciamo, il primo gol anche in una situazione meno tra tutte quelle che ci hanno che ci hanno creato. Poi, sicuramente, erano anche loro comunque spinti da tutto lo stadio, in casa, entusiasmo. Hanno spinto ancora di più alla fine. Noi purtroppo abbiamo subito il gol e questo significa che c'è tanto da lavorare e non trovo altra strada se non il lavoro».
Sì, ciao. A proposito proprio del primo gol che avete subito su calcio d'angolo. Ecco, voi difendete praticamente a zona, però è chiaro che la palla va attaccata in un certo senso. Invece avete lasciato colpire la palla di testa completamente a Hermoso, completamente libero e questa è una cosa strana.
«Sì, sì, sì, no, hai ragione, perfettamente ragione. L'ho visto un attimo velocemente prima di fare la doccia il loro gol. Secondo me eravamo messi male davanti, c'eravamo anche sempre un po' noi preoccupati, abbiamo visto loro che andavano tanto sul primo palo, è andata un po' più fuori rispetto magari dove ci aspettavamo. Mi sembrava che eravamo messi magari un po' troppo avanti, poi sicuramente devo rivederlo, lo rivedremo sicuramente col mister e con lo staff, però sì, hai ragione».
Io ti chiedo, davvero anche proprio per la gente a casa che ci segue, per uno cresciuto imbevuto della cultura gasperiniana dell’uomo su uomo, del riferimento su uomo, cambiare, cambiare totalmente filosofia e metodo difensivo. Che significa? In concreto.
«Sì, sì, sì, no, significa perché comunque sono due filosofie che sono opposte e ognuna c'ha le sue le sue idee, però sono opposte. Sicuramente magari adesso il lavoro è un po' meno fisico ed è molto più mentale, bisogna leggere la situazione, quando scappare, quando accorciare, stare molto più di reparto, guardare molto più il compagno, la palla, la zona di campo, invece che prima, diciamo, guardavi quasi solamente l'uomo. E questo penso che c'è bisogno di un po' di tempo. Sicuramente stiamo meglio di 45-50 giorni fa quando abbiamo iniziato, però sicuramente dobbiamo lavorare ancora tanto, ma penso che pian piano stiamo migliorando».
Scalvini in conferenza stampa
Quanto è stata dura reggere una Roma straripante? Senti un po' di stanchezza?
"Abbiamo sofferto, loro sono forti ed erano in casa. C'è tanto rammarico: avevamo retto nel primo tempo, mentre nella ripresa abbiamo fatto molto meglio. Il gol del pareggio lo abbiamo preso in una situazione neanche troppo pericolosa. C'è da fare meglio e basta".
Ci spieghi il nuovo stile di gioco rispetto al passato?
"Modelli di gioco diversi. Forse pensiamo ancora troppo a giocare, anche se di meno rispetto alle scorse settimane. Non abbiamo altra strada se non il lavoro e fare quanto ci viene richiesto".
Ti senti pienamente recuperato?
"Aver fatto da gennaio in poi in campo mi ha aiutato, poi la preparazione è andata bene. Giocare ti aiuta perché ti rimette in condizione. Mi sento bene".
Qual è il vostro obiettivo?
"Cerchiamo di arrivare più in alto possibile, pensando gara dopo gara. Se non hai testa sulle partite, fai solo brutte figure. Non ci poniamo gli obiettivi, ma cerchiamo di fare il meglio possibile. Alcuni giocatori hanno fatto pochi allenamenti, ma li vedo con grande voglia. E sono arrivati anche grandi calciatori".
La Nazionale?
"Vorrei tornarci, è un obiettivo. Tutto passa con ciò che si fa nel club. Dipende da tutta la squadra. Abbiamo fatto tutti una buona partita difensivamente, purtroppo è finita così: prendiamo le cose positive".
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