Gasperini: “Non abbiamo una rosa da Champions numericamente. Dybala? Solo un po’ affaticato”
Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine di Roma-Atalanta.
Gasperini a Sky Sport
Lei parla spesso di gruppo coeso e resiliente. Contro una grande squadra come l’Atalanta, questa vittoria assume ancora più significato?
«Beh, direi di sì, proprio perché abbiamo giocato contro una squadra forte. Ci siamo trovati in svantaggio probabilmente al primo tiro, dopo un primo tempo a senso unico. Poi, in queste partite, con questo caldo, corri il rischio di attaccare con continuità, di non trovare il gol e poi l’avversario, spendendo meno dal punto di vista atletico, quando trova un po’ di spazio può segnare e la partita diventa difficile da rimontare. Siamo stati bravi fino alla fine, anzi nel finale abbiamo avuto delle opportunità importanti. Certo, quando vinci così, negli ultimi minuti, quando perdi fino a tempo scaduto e poi addirittura ribalti la partita e vinci, è chiaro che sono segnali che il gruppo ci crede, che la squadra ci crede e che c’è anche della qualità».
Ha lasciato appena il 36% di possesso all’Atalanta. In totale, come produzione offensiva, ci sono stati 39 tiri della sua squadra. Le chiedo però quanto abbiano inciso i cinque cambi nel dare quella freschezza fino all’ultimo respiro.
«No, è stato importante, chiaramente, perché, come ho detto prima, quando continui ad attaccare così spendi tante energie e poi, senza riuscire a trovare il gol, c’è il rischio che la partita prenda un’altra piega e che tu non abbia più la stessa forza che avevi magari nel primo tempo. Sono stati importanti anche i cambi dietro, come è entrato Balerdi e come è entrato Ghilardi, perché loro stavano ripartendo in maniera pericolosa. Invece, con l’ingresso di loro due, siamo tornati ad avere continuità di azione. Poi, vabbè, Carnesecchi è stato straordinario. Noi nelle conclusioni e anche nel reparto offensivo questa sera siamo stati bravi, ma con un po’ meno cattiveria del solito. Anche tanti tiri erano abbastanza lenti, non con la determinazione giusta, e ne abbiamo creati davvero tanti. Poi siamo stati premiati alla fine».
Castro mi è piaciuto tantissimo, per come è entrato, per lo spirito e per il modo in cui si è reso pericoloso. Nella sua testa c’è anche l’idea di vederlo insieme a Malen o, in questo momento, sono l’uno l’alternativa dell’altro, perché preferisce non toccare il sistema con i due giocatori di fantasia alle spalle della prima punta?
«È un’idea per il futuro. Possono coesistere, sicuramente. Possono giocare insieme. Vedremo, stiamo facendo adesso delle valutazioni. Avremo tante partite e sicuramente, dopo la sosta, ci sarà un calendario con una continuità di gare difficili contro grandi squadre e con tre partite ogni settimana per tantissime settimane. Quindi ci sarà la possibilità per tutti e anche di variare questi sistemi di gioco. Devo dire che è entrato molto bene anche Soulé: è stato altrettanto determinato. Anche Molina ci ha dato un po’ di qualità. I cambi sono stati bravi, ma questo è quello che stavamo cercando di completare in questa squadra, ovvero avere anche delle alternative che potessero dare un aiuto importante nell’arco delle partite».
La mia impressione è che stasera sia arrivata la certificazione che, con l’inizio di un calendario molto intasato e l’avventura europea, quest’anno abbiate molta più qualità e molta più quantità di qualità in rosa. È corretto?
«Come numeri no, perché rispetto all’anno scorso ci mancano due o tre giocatori numericamente. Però qualitativamente sì, sicuramente. L’ingresso di questa sera lo dimostra: in panchina avevo ancora De Roon, avevo ancora Koulierakis, avevo altri giocatori importanti. Ho Pellegrini fuori, che recupereremo. L’importante è non avere infortuni, perché numericamente non abbiamo una rosa da Champions League. Però qualitativamente possiamo permetterci di fare dei cambi senza subire un calo».
Problema all’adduttore per Dybala stasera?
«No, alla fine è rimasto in campo. Chiaramente, nel finale, chi ha giocato 90 minuti era un po’ affaticato. Anche Wesley ha avuto qualche crampo, però c’erano condizioni climatiche veramente difficili e quindi giocare anche in queste situazioni, dover inseguire e dover rimontare una partita ti fa spendere molto di più».
Gasperini a DAZN
È stata una prestazione emozionante, entusiasmante da tutti i punti di vista. C'è un dato, questi 39 tiri, che fa specie, ma soprattutto la reazione della squadra nel momento della difficoltà, gli innesti, che sono entrati in campo con la testa giusta, come poi è successo in questo inizio. Però una cosa che colpisce anche vedere in questa squadra a bordo campo è il carattere, cioè la voglia feroce di prendersi questi punti. Che cos'è che le è rimasto di più dentro, oggi?
«Sono caratteristiche che stiamo mettendo in campo già da tempo e non finirò mai di elogiare questi ragazzi. Anche oggi, perdere una partita così e raccontarla sarebbe stato veramente difficile. Basta vedere i numeri. Si è riusciti, è chiaro che quando abbiamo fatto gol, anche se mancava pochissimo, poi si è andati di slancio. Era una partita complicata. Si è complicata molto perché c'è stato un grande predominio nel primo tempo che non è sfociato in gol e poi all'inizio del secondo Ederson ha fatto un gran tiro, e poi dopo l'Atalanta è una squadra forte che ha dei giocatori che anche di rimessa ci stavano mettendo in difficoltà. Con gli ingressi di Balerdi, di Molina e di Ghilardi, non abbiamo più sofferto la loro freschezza perché poi sono entrati anche giocatori freschi lì davanti: Soulé, Castro, insomma, c’è stata una grande spinta».
Mister, glielo dico, quando abbiamo guardato la partita, stavamo guardando la partita tutti insieme, al 63º, quando ha fatto entrare Castro, ci siamo guardati tutti a dire: "Malen, ma come Malen?”. Dove ha visto una Roma vincente questa sera? Dove ha immaginato una Roma vincente questa sera senza Malen? Detto che Castro è entrato alla grande là davanti.
«Ma noi abbiamo avuto tante opportunità al primo tempo, no? Dove ci è mancato il passaggio, non siamo stati bravissimi come altre volte a fare reparto tra i tre davanti. Si è stati sporchi nell'ultimo controllo, nella qualità del tiro. Probabilmente anche il caldo, anche un po' di fatica, non sempre questi giocatori sono delle macchine, possono giocare tutte quante le partite con questa precisione. I movimenti erano giusti, c'è mancato un po' di qualità e l'ingresso di Castro e Soulé chiaramente, eran freschi e questo un po' riguarda anche poi un po' gli avversari. Come noi soffrivamo la freschezza dei loro attaccanti, poi i nostri hanno portato anche per noi dei vantaggi».
Vi siete trovati a dover affrontare una partita in salita. A me, mister, quello che ha colpito della vostra rimonta è stata la lucidità con cui avete continuato a giocare nonostante non riuscivate a trovare il gol, però non vi scoraggiavate, cioè non è che cercavate giocate affrettate, continuavate a essere lucidi a provare le vostre giocate finché siete stati premiati. Non è una cosa scontata, credo che di questo lei ne sia soddisfatto, perché rischi poi di perdere la pazienza e di diventare precipitoso.
«Molto, molto. Questo è stato l'aspetto più importante di questa rimonta. Non abbiamo mai, insomma, buttato per aria le nostre geometrie, il nostro modo, anche qua, di tenere il campo aperto, di entrare, di giocare con lucidità dove c'erano i compagni, gli inserimenti. Abbiamo provato anche di testa con Cristante due, tre volte, poi Carnesecchi in qualche occasione è stato straordinario, ovviamente. No, ripeto, avessimo perso sarebbe stato difficile a commentarla e a raccontarla. Se vogliamo, ecco, trovare un po' di difetto, che nelle conclusioni c'è mancato un po' di cattiveria, un po’di potenza, un po' di quella cattiveria che quando tiri in porta per far gol così era un po' lezioso il tiro, a parte il palo e la traversa di Castro. Tutti gli altri erano un po' dei tiri non con la cattiveria giusta, però la lucidità, sono d'accordo, è stata molto alta».
Mister, buonasera. Un'altra cosa su cui ci stiamo ricredendo è che Dybala è tornato a essere un giocatore da 98 minuti a partita e non soltanto da 30, 40 o 50. In cosa come andrà avanti la gestione di questo campione ora che iniziano anche la Champions giovedì sera a Istanbul?
«Eh beh, chiaramente adesso va ancora bene perché giochiamo giovedì e poi giocheremo lunedì a Torino, quindi c'è qualche giorno in più. Poi ci sarà un periodo dopo la sosta per le nazionali che ci capiterà anche di giocare domenica, mercoledì, sabato. E quindi e con partite di alto livello nella Champions, anche in campionato. E vabbè, ci penseremo, ci penseremo in quel momento lì. E io l'unica cosa che mi auguro sempre è di non di non incorrere in infortuni. Questa è la cosa peggiore che ci può capitare. Il resto è chiaro che dovremo ricorrere a delle rotazioni perché abbiamo giocatori che possiamo che possiamo ruotare e lo faremo anche in partite difficili».
Riguardo il saluto e gli abbracci con i giocatori dell’Atalanta a fine match…
«Ricordi che rimarranno indissolubili. Non verrà mai tolto l’affetto che abbiamo e abbiamo costruito in tanti anni».
Gasperini in conferenza stampa
Cosa ha pensato quando ha fatto uscire Malen?
"Di dare freschezza all'attacco con Soulé e Castro. Nel primo tempo abbiamo attacco a lungo, ma ci mancava freschezza, c'era forse un po' di fatica: siamo più bravi di solito nell'ultimo passaggio o nel tiro. Era un segnale. Castro ha preso un palo e una traversa. Siamo poi tornati a essere pericolosi".
Come mai ha tolto anche due totem della difesa come Mancini e Ndicka?
"Ci può esere anche un calo della difesa con questi climi e quando gli avversari mettono dentro forze fresche. L'ingresso di Balerdi e Ghilardi hanno puntellato una difesa che stava rischiando di prendere il secondo gol: quello era il primo punto da fare, poi siamo stati premiati all'ultimo minuto. In avanti abbiamo sempre mantenuto lucidità: un po' Carnesecchi è stato strepitoso, un po' mancava cattiveria nel tiro".
Come ha ritrovato l'Atalanta?
"Ho rivisto ragazzi fantastici con cui ci lega un affetto che non se ne andrà mai. A Sarri serve ancora un po' di tempo, ma la squadra è forte e crescerà. Strada facendo, l'Atalanta sarà sicuramente protagonista".
Il suo parere su Molina? Forse è un acquisto sottovalutato...
"Sottovalutato non da me. Lui è un giocatore importante. Alcuni nuovi acquisti sono arrivati sul finire del mercato e saranno pronti dopo la sosta. Ci sarà un calendario molto fitto di partite e lì avremo modo di far ruotare la squadra. Questo è fondamentale: abituatevi ad avere cambi continui. Abbiamo una rosa che ci permette di variare i giocatori in base al loro stato atletico. Giocheremo in molte settimane tre partite. Mi auguro soltanto di non avere infortuni. I nuovi ci daranno una rotazione favorevole per tutti".
Questa vittoria deriva dalla forza del gruppo?
"Sì, ma anche se non fosse arrivata la vittoria, la prestazione sarebbe stata la stessa. Con quanto visto, sarebbe stato difficile parlare della sconfitta. Questa è una prova di forza e di qualità e non solo del gruppo".
Questa vittoria è stata possibile solo per le nuove regole sul tempo di gioco?
"Sono d'accordo. Negli anni passati, nel finale di gara non si giocava più. Una grande invenzione: ha cambiato il calcio".
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 20/2010 del 11/11/2010
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Alessandro Carducci
© 2026 vocegiallorossa.it - Tutti i diritti riservati
