Conferenza stampa - Gasperini: "Dybala non ha nulla di particolare. Pescare dagli svincolati? Non ci conterei molto"

Conferenza stampa - Gasperini: "Dybala non ha nulla di particolare. Pescare dagli svincolati? Non ci conterei molto"
© foto di Marco Campanella
Le parole di Gian Piero Gasperini in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Atalanta

Il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini ha presentato in conferenza stampa la sfida contro l'Atalanta:

Le condizioni di Dybala?
"Nulla di particolare, gli esami non hanno evidenziato nulla. Oggi prova, l'importante è che lui si senta sicuro e tranquillo anche perché avremo 3 gare questa settimana, tutte partite importanti e bisogna essere al meglio".

Si può pescare qualche giocatore dagli svincolati?
"Molto difficile. Non so quali siano le opportunità ma non ci conterei molto".

Salah-Eddine verrà reintegrato?
"Ha avuto parecchie opportunità che lui ha rifiutato. Per quanto riguarda la Roma, ho già fatto delle scelte e non rientra nei piani della Roma".

Malen è lanciatissimo, ma in cosa può migliorare?
"Va già bene così, dai. Ha fatto i gol di testa? Forse no, gli manca da repertorio, proviamo (ride ndr)".

Questo è il primo banco di prova per capire se la Roma ha maturato quell'esperienza per dire la sua negli scontri diretti?
"Più che di maturità, che questa squadra ha mostrato di avere, è una prova di forza, di valore. Il calendario, nelle prime 10-12 giornate, ci fa incontrare tante squadre della parte alta della classifica. Posto che considero anche la Fiorentina di valore e vincere a Lecce, in trasferta, non è mai facile. Poi prosssimamente incontreremo anche Como, Inter, Napoli. Insomma, nella prima del girone di andata ci saranno tutte queste gare, in più anche la Champions. Va bene, è un percorso e lo affrontiamo di volta in volta, a cominciare da domani, quando inconterremo una squadra di assoluto valore, partita bene. Una gara che vale l'Europa che conta".

A che punto è la crescita di Mora? Ci dobbiamo abituare a questa altalena e al ballottaggio con Soulé?
"Ha giocato due gare su due. Titolare o riserva, non è che se uno parte dall'inizio è titolare, se entra dopo è una riserva, non è così. Vero che è giovane ma ha già fatto vedere il suo talento, è molto giovane e con ampi margini di crescita sotto l'aspetto fisico, della resistenza, della tenuta. Siamo di fronte a un ragazzo di assoluto valore, questo è difficile da negare".

Ndicka ha recuperato? Tempi di recupero di Pellegrini?
"Ndicka molto meglio, credo sia della partita. Oggi lo proviamo. Pellegrini? Ha iniziato a lavorare un po' con il gruppo ma, per giocare le partite, forse con l'Inter o dopo la sosta".

Ci dobbiamo aspettare dei cambi o ce li aspettiamo per la terza partita di fila?
"Bisogna andare avanti partita dopo partita. Vero che gli scontri sono ravvicinati ma è imprevedibile sapere quello che accadrà in campo. Noi abbiamo passato dei mesi con zero infortuni, ma quando inizi a giocare il campionato e la Champions qualche giocatore di ferma. Bisogna solo sperare che siano infortuni di basso livello. Quindi puoi anche fare un programma in cui pensi di far riposare uno o l'altro ma non è vero. Quello che cerco di fare, se qualcuno è affaticato, è di far giocare uno che sta molto bene. Alcune scelte sono fatte in quest'ottica. Non possiamo sempre dire che un giocatore ha una bottarella. Però quando ci sono infortuni più lunghi c'è poco da fare".

Oggi ha ricordato che per molti anni l'Atalanta è arrivata sopra la Roma, poi è arrivato lei e la Roma è arrivata sopra. Quindi è lei l'ago della bilancia o il valore delle due squadre è cambiato?
"L'Atalanta è cresciuta negli anni e ha superato non solo la Roma ma precchie squadre. Ci sono stati tanti scontri ravvicinati nelle giornate finali che hanno determinato la classifica, un po' come accaduto lo scorso anno. L'allenatore ha un suo peso ma è sempre la complessità di un ambiente, di unq squadra a fare la differenza. La squadra è stata eccezionale lo scorso anno. Siamo sempre stati vicini ma il finale di stagione ha determinato il risultato".

A cena con Totti parlerete anche di un futuro insieme?
"Assolutamente no. Io mi sento libero di frequentare delle persone che mi danno delle conoscenze, delle emozioni o con le quali sto bene insieme. Non c'è un secondo fine".

Nel mandare via El Aynaoui per prendere de Roon c'è stata anche una sorta di protezione per Pisilli?
"Pisilli è molto avanti: ha preso maturità, consapevolezza, è cresciuto, è forte. Ho 4 giocatori lì, non faccio gerarchie. De Roon, Balerdi e gli ultimi arrivati devono raggiungere la migliore condizione, faranno degli spezzoni e li vedremo a tempo pieno probabilmente dopo la sosta perché sono arrivati da poco. Pisilli, Koné, Cristante sono solidi, non c'è gerarchia. Se qualcuno ha un affaticamento allora gioca chi sta meglio, come dicevo prima. Magari tra un mese giocherà di più qualcun altro ma fanno comunque tutti parte della partita. Giochiamo in 16 e le gare sono tante. Non fate distinzioni tra chi parte dall'inizio e chi entra perché, alla fine, vedrete che il minutaggio sarà simile per tutti".

Lei sembra innamorato di questo gruppo
"Giusto, è così. Questo è un ambiente dove hai piacere a venire. Qui passiamo diverse ore assieme e quando sei dentro un ambiente dove non ci sono screzi, dove non c'è nessuno particolarmente antipatico allroa è straordinario vedere con quanto piacere si allenino, nonostante anche il caldo e la fatica. Il merito è dei giocatori. Indipendentemente dai risultati, il nostro è un ambiente molto sano".

Di solito, contro la difesa a 4, lei schiera un trequartista e due punte. Castro e Malen possono giocare dall'inizio, al di là di domani, e Mora può giocare punta?
"Sì, sono tutti giocatori duttili che possono interpretare diversi schemi. Castro e Mora, giocando di più, avranno più possibilità di inserirsi ma sugli altri non ci sono difficoltà".

Ha pensato a qualcosa per rendere meno confortevole il possesso palla dell'Atalanta di Sarri?
"Sono una squada forte, di assoluto valore, si sono rafforzati sul mercato in maniera notevole. Hanno preso giocatori importanti come Kessie o Rowe. Hanno una rosa da Champions con dei cambi importanti e con dei giocatori affidabili. Il nuovo allenatore avrà bisogno di tempo, è risaputo, ma è risaputo anche il valore di Sarri. Sono partiti bene e questo agevolerà l'allenatore".

Come sta Soulé dal punto di vista mentale e fisico?
"La pubalgia è un lontano ricordo, ha recuperato una condizione invidiabile, sta bene".

La decisione di non attingere agli svincolati riguarda solo l'esterno alto a sinistra?
"Mi sono già espresso. Valuteremo ma, in linea di massimo, non sono così fiducioso".

C'è qualcosa che, in questa esperienza a Roma, ha cambiato Gasperini come allenatore?
"Mi sono arricchito, sono arrivato in un ambiente diverso dopo 9 anni di grandi soddisfazioni e grande integrazione con la città e l'ambiente. Non è stata una scelta facile ma sono felice di averla fatta perché non c'erano più le condizioni. Grande riconoscenza e grande rispetto però per l'Atalanta. Per risentirmi vivo, la piazza di Roma è stata il massimo, ti motiva, ti stimola e dovevamo migliorare la squadra quindi c'era la sfida di dover migliorare quanto fatto fino a quel momento".