Marangon: "Malen mi ha sorpreso molto, ma non può reggere in futuro tre competizioni da solo"
Luciano Marangon, ex calciatore di Roma ed Hellas Verona, è intervenuto alla trasmissione “Bar Forza Lupi”, su Centro Suono Sport 101.5 FM.
Una sola stagione alla Roma. 1981/82: avresti voluto restare di più in giallorosso?
“Sì, perché ero stato conquistato dall’ambiente, dai tifosi e dalla squadra. Ma ero stato conquistato anche da Napoli l’anno prima, perché giocavo lì. A Roma mi sono trovato benissimo: era una società che, con il presidente Dino Viola, stava costruendo qualcosa di importante. Un progetto portato avanti anno dopo anno, che infatti poco dopo mi avrebbe portato allo Scudetto. Si vedeva che c’era un’idea forte dietro quella squadra e soprattutto un’unione tra pubblico e squadra che da anni non si vedeva. Mi auguro che con l’arrivo di Gasperini possa tornare proprio questo entusiasmo. È un allenatore intelligente, preparato, che ha fatto benissimo a Bergamo, e per una squadra è fondamentale avere il cosiddetto dodicesimo uomo in campo: il pubblico”.
La sensazione è che Gasperini abbia idee chiare su come costruire una squadra vincente. Il problema è capire se la società seguirà davvero il tecnico: qui a Roma gli allenatori durano poco. Tu come la percepisci dall’esterno?
“Succede un po’ ovunque in Italia: Inter, Milan, Napoli, Juventus, Roma… manca pazienza nei progetti. Forse è anche per questo che il calcio italiano ha perso terreno rispetto ad altri campionati. Però Gasperini ha dimostrato di essere un professionista serio, molto preparato e con idee moderne. E la Roma è una società importante, economicamente forte. Credo che l’obiettivo sia riportarla stabilmente tra le prime squadre del campionato”.
Domenica la Roma si gioca la Champions contro il Verona, altra squadra importante della tua carriera. Tu a Roma hai sfiorato lo Scudetto, a Verona invece lo hai vinto.
“Quell’Hellas Verona era la squadra più forte del campionato, anche se all’inizio nessuno ci considerava favoriti. Mascetti e Bagnoli costruirono qualcosa di straordinario e la società credette fino in fondo nel progetto. Oggi però credo che la Roma abbia tutto per battere il Verona. Anche se loro giocano senza pressioni e hanno fatto ottime partite ultimamente — basti pensare al pareggio con l’Inter — la Roma che ho visto nelle ultime settimane ha la mentalità giusta. Scenderà in campo con la grinta necessaria per conquistare un traguardo che manca da troppo tempo”.
Dove va rinforzata questa Roma per diventare davvero competitiva?
“Nel calcio di oggi, una grande squadra impegnata in campionato, Champions e Coppa Italia deve avere praticamente due squadre: due giocatori forti per ogni ruolo. Solo così puoi competere ad alto livello in tutte le competizioni. Poi vince sempre uno solo, ma devi essere strutturato. Gasperini lo ha fatto con l’Atalanta: competitiva in Italia e in Europa. È la sua mentalità. E conoscendolo, avrà già presentato alla società la lista dei giocatori che vuole. Dal mio punto di vista servono almeno quattro o cinque giocatori importanti. Bisogna raddoppiare le alternative in ogni zona del campo: difesa, centrocampo e attacco”.
Ti ha sorpreso l’impatto di Malen?
“Molto. Non lo conoscevo così bene e sinceramente non mi aspettavo un impatto del genere. Ha grinta, personalità, vede bene la porta e sembra già entrato nel mondo Roma, che non è semplice per nessuno. Però non può reggere da solo tre competizioni. Anche lui avrà bisogno di riposo, quindi servono alternative valide sugli esterni e in generale davanti”.
Tu il derby di Roma non l’hai mai giocato, vero?
“No, perché in quegli anni la Lazio era in Serie B. Ho giocato altri derby, come quello di Milano, ma non quello romano. Ho visto però l’ultimo derby ed è stato un peccato vedere la curva della Lazio vuota. Per un giocatore avere il pubblico dalla propria parte è fondamentale: ti dà qualcosa in più, soprattutto in partite così sentite. A Roma il derby vale quasi come vincere un campionato. Per questo è stato un peccato vedere una partita non ad armi pari dal punto di vista dell’atmosfera”.
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