Dal Colosseo all'Arena di Verona: gli ex di Roma e Hellas
Domenica 24 maggio Roma e Verona si affronteranno per l’80ª volta nella loro storia. Una sfida che vale un’intera stagione: la Roma, con una vittoria, conquisterebbe l’accesso diretto alla prossima Champions League, mentre il Verona, già retrocesso, saluterà la Serie A davanti al proprio pubblico.
I precedenti sorridono ai giallorossi, con 42 vittorie contro le 15 degli scaligeri, mentre i pareggi sono 22. Ma oltre ai numeri, Roma-Verona è anche un intreccio di storie, carriere e protagonisti che hanno indossato entrambe le maglie. Tra questi anche allenatori iconici, come Nils Liedholm, capace di vincere uno storico scudetto con la Roma e di guidare anche il Verona sia negli anni Sessanta sia nella stagione 1991/92. Andiamo allora a ripercorrere le storie di alcuni giocatori che hanno vissuto esperienze molto diverse tra Roma e Verona:
DAMIANO TOMMASI - Nato a Negrar, in provincia di Verona, nel 1974, Tommasi è cresciuto calcisticamente nell’Hellas Verona, completando tutta la trafila del settore giovanile fino all’esordio in Serie A nella stagione 1993/94. Le sue qualità attirano presto l’attenzione della Roma, che lo acquista nell’estate del 1996. Nella Capitale Tommasi diventa rapidamente una delle colonne della squadra e, nel corso di quasi dieci anni in maglia giallorossa, si trasforma in una vera bandiera del club. Con la Roma conquista lo storico scudetto del 2001 e una Supercoppa Italiana, distinguendosi per sacrificio, intelligenza tattica e attaccamento ai colori. Lascia la Roma nel 2006, a parametro zero, per iniziare una nuova esperienza con il Levante in Spagna, chiudendo così una delle storie più amate dai tifosi romanisti.
LUCA TONI - L'attaccante emiliano arriva alla Roma nel gennaio 2010, dopo l’esperienza al Bayern Monaco, entrando nella squadra allenata da Claudio Ranieri. Il suo approdo coincide con la grande rincorsa scudetto dei giallorossi contro l’Inter di José Mourinho. Tra i momenti più significativi della sua avventura romana c’è il gol decisivo nello scontro diretto del 27 marzo 2010 contro l’Inter, una rete che accende l’entusiasmo dello Stadio Olimpico e alimenta il sogno tricolore. Un sogno che però si spegnerà poche settimane dopo, con la sconfitta casalinga contro la Sampdoria firmata dalla doppietta di Pazzini. Dopo l’esperienza nella Capitale, Toni vestirà diverse maglie, passando dalla Juventus all’Al-Nasr, con una parentesi anche alla Fiorentina, prima di approdare all’Hellas Verona nella stagione 2013/14. In gialloblù vivrà le ultime stagioni della sua carriera, diventando simbolo della squadra scaligera. Con il Verona collezionerà 100 presenze, 51 gol e 13 assist, ritirandosi nel 2016 dopo aver conquistato anche il titolo di capocannoniere della Serie A nella stagione 2014/15 con 22 gol, al pari di Icardi.
NICOLÁS LÓPEZ - Arrivò in Italia come uno dei talenti più promettenti del calcio sudamericano. Cresciuto nel settore giovanile del Nacional di Montevideo, venne acquistato dalla Roma di Zeman quando non aveva ancora vent’anni. Il suo esordio in giallorosso sembrò l’inizio di una favola: entrato al posto di Francesco Totti contro il Catania, segnò subito il gol del pareggio facendo sognare i tifosi romanisti. Quel lampo, però, rimase praticamente isolato. Nel resto della stagione trovò poco spazio e lasciò la Roma con una sola rete all’attivo. All’Udinese riuscì ad avere maggiore continuità, senza però consacrarsi definitivamente. Le sue stagioni migliori in Italia arrivarono proprio con l’Hellas Verona, dove formò una buona coppia offensiva con Luca Toni. In gialloblù mise in mostra il suo talento soprattutto contro le big, segnando anche a San Siro contro entrambe le milanesi e vivendo quella che sarebbe stata la miglior annata della sua esperienza italiana.
JUAN MANUEL ITURBE - C’è stato un momento, ormai più di dodici fa, in cui Iturbe sembrava un fenomeno destinato a grandi palcoscenici. Nella stagione 2013/14, con l’Hellas Verona, fu uno dei protagonisti assoluti di un’annata sorprendente chiusa al decimo posto, a un passo dalla qualificazione in Europa League. In quella stagione mise insieme 8 gol e 5 assist in 33 presenze, attirando l’interesse delle big italiane. Il calciomercato estivo fu caratterizzato da un acceso duello tra Juventus e Roma, con i giallorossi che alla fine riuscirono ad aggiudicarsi il giocatore. L’avventura nella Capitale però non andò come previsto: dopo un inizio incoraggiante, Iturbe finì per diventare una meteora, senza riuscire a confermare quanto mostrato a Verona. Con la Roma chiuse con 5 gol e 4 assist in 68 presenze. Il suo momento più alto arrivò il 25 maggio 2015, quando segnò nel derby contro la Lazio, una vittoria decisiva per la corsa Champions dei giallorossi. Dopo l’esperienza romanista proseguì tra Bournemouth e Torino, poi tra Messico, Grecia e Brasile, senza mai ritrovare continuità. Nel gennaio del 2024 è tornato al Cerro Porteño, in Paraguay, nel club che lo ha lanciato nel calcio professionistico, dove gioca ancora oggi.
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