La lettera di arrivederci allo Shakhtar di Fonseca: "Accetto una nuova sfida, ma l'Ucraina sarà sempre nel mio cuore"

Traduzione a cura di Luca d'Alessandro
11.06.2019 10:37 di Luca d'Alessandro Twitter:    Vedi letture
Fonte: Traduzione a cura di Luca d'Alessandro
La lettera di arrivederci allo Shakhtar di Fonseca: "Accetto una nuova sfida, ma l'Ucraina sarà sempre nel mio cuore"

Questa la lettera di addio, scritta da Paulo Fonseca, ai suoi tifosi dello Shakhtar, squadra di cui è stato l'allenatore, prima di iniziare la sua nuova avventura con la Roma:

"Ricordo il giorno di quando volai a Kiev per firmare il contratto con lo Shakhtar. Qualche pensiero di motivazione, la volontà di vincere, l'eccitazione di un qualcosa di sconosciuto: un nuovo Paese, nuova gente, ogni cosa intorno a me era aliena e poco familiare. Sono trascorsi tre anni. Oggi rassegno la mia posizione, lasciando la mia famiglia allo Shakhtar e la mia seconda casa in Ucraina.

L'Ucraina mi ha dato molto: qui abbiamo raggiunto vittorie, vinto trofei, qui ho avuto un'esperienza unica. Ma la cosa principale sono state le persone. La gente che è stata al mio fianco ogni giorno, che ha creduto in me e mi ha supportato. 

Sono grato al presidente Rinat Akhmetov per la sua saggezza e la sua assistenza in ogni cosa. Sono grato ai giocatori: abbiamo imparato l'uno con gli altri in molte cose, senza nessun dubbio, il credito per il mio successo va a ognuno di voi. Sono immensamente grato ai tifosi: ragazzi voi siete la forza! Sono grato agli uomini dietro le quinte dello Shakhtar: direttore del club, medici, cuochi, massaggiatori, magazzinieri. Grazie a tutti. Siamo stati una grande squadra e non vi dimenticherò. 

Sono fiero del mio tempo passato allo Shakhtar. L'unico rammarico è che non ho più visto la Donbass Arena e non ho sentito più l'incredibile atmosfera dei tifosi di casa sugli spalti. Il cuore dello Shakhtar è Donetsk. Mi è dispiaciuto non aver potuto giocare lì. 

La speranza è quella che lo Shakthar torni a casa. Auguro loro di continuare a vincere e diventare più forti. Non sono più l'allenatore, ma rimango un grande tifoso del club. A ogni gara, tiferò per la famiglia nero-arancione. 

Accetto una nuova sfida, ma l'Ucraina rimarrà per sempre nel mio cuore. Mio figlio è nato qui, ho speso tre anni felici lì. Non dico addio, ma arrivederci. 

Con affetto, 
Paulo Fonseca".