Galantic: "Quando Soulé ha segnato con l'Atalanta non ho capito più niente. Ci serve una squadra Under 23"

Galantic: "Quando Soulé ha segnato con l'Atalanta non ho capito più niente. Ci serve una squadra Under 23"
© foto di Marco Campanella
Oggi alle 19:36Interviste
di Redazione VG
Il CEO della Roma John Galantic ha rilasciato delle dichiarazioni a margine dell'evento "Festival dello Sport" in corso a Trento in questi giorni.

John Galantic, CEO della Roma, ha rilasciato delle dichiarazioni ai cronisti presenti a margine del "Festival dello Sport" in corso a Trento. Ecco le sue parole:

Cosa ricordi del tuo inizio alla Roma?
“Qualche settimana fa c’è stato il mio primo giorno, ero in Galles in ritiro con la squadra e in pieno calciomercato con un collega esigente accanto (Gasperini, ndr). È stato un battesimo di fuoco, anche io preferisco una squadra che vada a prendere la palla senza aspettare. Ho avuto la fortuna di entrare in un momento molto positivo. C’è stata una bella partenza quest’anno”.

Com’è nata la tua passione per la Roma?
“La passione per la Roma è nata grazie a mio padre, mi portava allo stadio quando venivamo in Italia e mi sono innamorato della Roma. Non avrei mai immaginato che poi sarei tornato in questo ruolo”.

Chi ti ha emozionato di più nella Roma?
“Il primo è sicuramente il capitano (Totti, ndr), il passaggio al volo spalle alla porta che vede solo lui è poesia. Mi ricordo un derby con un triplo sombrero di Cafu a Nedved, spero che non sia qui (ride, ndr), ma anche il vantaggio recente con il gol di Soulé all’Atalanta, ricordi tanti bei momenti”.

Dov’eri quando Falcao era alla Roma?
“Ero a Boston, mi hanno avvertito prima del match con l’Atalanta che ora ho un ruolo importante e devo fare meno il tifoso, però quando ho visto il gol di Soulé non ho capito più niente”.

Com’è lavorare con i Friedkin?
“Li ho conosciuti nella transazione con la vecchia proprietà, mi hanno colpito per come tengono a questo progetto. Restano in silenzio e lavorano dietro le quinte, Dan Friedkin ha creato un impero in diversi settori, tra cui ora anche lo sport. Sono stato sorpreso del tempo che passa dietro tutti questi business, nonostante lui non parli quasi mai, nemmeno in America. Dobbiamo rispettare la sua natura e ora hanno chiesto a me di parlare. Prima, durante e dopo le partite sono molto dentro, altrimenti non faresti tutti questi investimenti”.

Verrà un giorno a parlare a Trento il sig. Friedkin?
“La vedo difficile, al massimo un caffè”.

Com’è stato scegliere la Roma?
“Erano anni che parlavo con i Friedkin, è una sfida troppo affascinante. Non è una mossa per la carriera perché l’ho già fatta, è una mossa di passione e convinzione. Potevo entrare anche in passato in questo ruolo, ora ho avuto la convinzione della proprietà dell’impegno e delle risorse per fare qualcosa in grande ed è stata una decisione facile”.

Come si costruisce un progetto vincente?
“Non si può sempre vivere di plusvalenze, bisogna far crescere i nostri Lulli, i nostri Pisilli. Abbiamo in mente un rinnovamento delle giovanili, abbiamo gente come D’Amico e Margiotta che stanno tirando su le giovanili, poi ci vuole un’altra tappa di crescita tra Primavera e Prima Squadra, quindi ci serve una squadra Under 23. Abbiamo sinergie con la squadra del Cannes, c’è un percorso che stiamo costruendo e vogliamo che sia solido. Vogliamo mettere più giocatori sviluppati in casa in Prima Squadra per avere un progetto sostenibile, poi tra quattro anni lo stadio cambierà tutto con il fatturato che aumenterà”.

Arriverà l’esterno sinistro a gennaio?
“Bella domanda (ride, ndr). La prossima? Siamo sempre vigili, vediamo se ci sono opportunità”.

Lo stadio può collocare la Roma tra i top?
"Sì, è concepito per i tifosi. L'Olimpico è pieno di ricordi, ma non è concepito per il calcio, questo sì. La proprietà ha studiato bene gli stadi migliori del mondo e abbiamo diversi elementi molto interessanti ed entusiasmanti per creare la giusta atmosfera. Immaginiamo la Sud più condensata, sarà tanta roba. Questo è il quarto tentativo di creare uno stadio a Roma, è la prima volta che arriviamo a questo step con la prima pietra in vista verso marzo-aprile, tutto questo i Friedkin lo hanno fatto in silenzio e con i fatti. Ogni tanto il silenzio è d'oro e in questo caso funziona. Per l'Italia è un investimento importante, dal Dopoguerra non ricordi investimenti da un miliardo e tre come questo".

Come immagini il secondo secolo della Roma?
“Il Centenario sarà un bellissimo momento per celebrare le leggende della Roma e i tifosi. Sarà un momento per guardare ai prossimi cento anni e sono contento che siamo in una fase di grande crescita, questa società promette bene per il futuro”.