Galantic: “Diversi giocatori hanno fatto sacrifici per restare e giocare la Champions. I Friedkin sono molto coinvolti”

Galantic: “Diversi giocatori hanno fatto sacrifici per restare e giocare la Champions. I Friedkin sono molto coinvolti”
© foto di Marco Campanella
Oggi alle 18:15Interviste
di Benedetta Uccheddu

Galantic ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. Queste le parole del CEO giallorosso:

Una serata particolarmente ricca di contenuti, perché la Roma torna in Champions League dopo sette anni. Intanto le chiedo: questa serata così calda, anche per il pubblico, che importanza riveste per la proprietà che lei rappresenta come amministratore delegato una competizione come la Champions League?
«È fondamentale tornare in Champions dopo sette anni, anche nella stagione del centenario. Per il club, per i proprietari e per i nostri tifosi è una serata molto importante».

C’è anche un’iniziativa per l’alluvione del Nepal che avete voluto mettere sulle maglie stasera, sicuramente un’iniziativa lodevole. Che tipo di criterio c’è stato negli investimenti della proprietà sul mercato? Quale obiettivo vi siete posti? Perché alla fine non avete venduto nessuno dei big tra i titolari?
«Noi dobbiamo, come tanti club, cercare quell’equilibrio sportivo ed economico che permetta di schierare la squadra più competitiva possibile, ma anche di rispettare i parametri della UEFA, che non è facile. Quindi ringrazio la proprietà per l’impegno e l’investimento, ma ringrazio anche i giocatori, in particolare quelli che hanno rinnovato, qualcuno che si è ridotto lo stipendio pur di restare a Roma e giocare la Champions. Parlo di Dybala, di Pellegrini, di Cristante e anche di Mancini. Siamo molto contenti che siano rimasti. Siamo riusciti, alla fine, a ridurre il monte ingaggi e anche ad aumentare la qualità della squadra».

Quanto sono coinvolti i Friedkin in questo progetto?
«C’è anche uno di loro che è venuto qua stasera, quindi loro sono gasati, sono veramente dentro questo progetto. Restando silenziosi, hanno il loro stile, ma sono veramente molto, molto, molto coinvolti anche a livello emotivo».