Giovannelli: "Si vede l'impronta di Gasperini nella Roma"
Paolo Giovannelli, ex calciatore della Roma, con cui ha vinto la Coppa Italia nel 1980 e 1981 e lo scudetto nel 1983, è intervenuto alla trasmissione “Bar Forza Lupi”, su Radio Bruno 101.5 FM, nel giorno del suo 66esimo compleanno.
La tua esperienza a Roma da giovanissima promessa del calcio italiano?
“Arrivai in giallorosso che non avevo ancora compiuto 17 anni, nel 1977. Feci un'ottimo anno con la Primavera, con cui vinsi lo scudetto di categoria.
Mi allenavo con la Prima Squadra, con cui iniziai a giocare l’anno successivo. La stagione 1978/1979 fu difficile. Con l’avvento del presidente Viola e del mister Nils Liedholm arrivarono le prime vittorie in Coppa Italia. Poi, purtroppo, per me, iniziarono i problemi fisici...”
Da Anzalone a Viola, da Giagnoni a Liedholm, per la Roma fu un passaggio epocale.
“Con Viola l'organizzazione migliorò. Fu lui a portare nel 1979 il Barone, che rivoluzionò il modo di giocare a calcio. A parte gli interpreti, all'epoca, il calcio in Italia era lo stesso per tutte le squadre: si marcava a uomo, con un libero ed uno stopper. Liedholm introdusse il gioco a zona.. Si rischiava un po’ di più con una difesa altissima. A parte qualche iniziale gol di troppo subito, grazie a giocatori più esperti come Turone, che giocò con Liedholm al Milan, e Santarini, ci adattammo presto ed i risultati arrivarono”.
Quella Roma era un mix di giovani forti e di grandi giocatori esperti.
“La tattica contava, ma senza giocatori come Conti, Falcao, Pruzzo, Vierchowod, Tancredi... dove vai?”
Vieni all'Olimpico per le partite della Roma, magari per i derby?
“Ho visto alcuni derby anni fa, ma è passato proprio tanto tempo. Ricordo quello del 5-1, con quattro gol di Montella e il pallonetto di Totti. Ora, almeno una volta all'anno, la società ci permette di stare in tribuna d'onore. Mi piacerebbe venire per Roma-Real Madrid”.
Per il fascino della Champions e del Real Madrid o per il ritorno a Roma di Mourinho?
“A me, Mourinho, sinceramente, non mi ha entusiasmato. So di andare controcorrente. Però, la sua Roma non ha giocato benissimo, in campionato ha sempre fatto il minimo sindacabile. Mourinho è simpatico, si batte per la squadre ed i tifosi, però non mi ha convinto del tutto, anche se ha vinto una Conference League. Verso la fine, poi creò un clima teso con espulsioni dalla panchina, guerre contro tutti”.
E Gasperini?
“Gasperini è arrivato solamente l'anno scorso, ha anche faticato un pochino, però il suo gioco è coinvolgente. Quest'anno mi sono veramente divertito davanti alla tv a vedere le partite della Roma, l'impronta dell'allenatore si vede”.
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