Falcao: "Il gol di Turone fu uno scandalo, ci penso ancora. Ancelotti ha tanto di Liedholm"
Questa mattina sull'edizione de La Gazzetta dello Sport si legge un'intervista a Paulo Roberto Falcao, in cui si è parlato molto di Carlo Ancelotti e del suo Brasile, senza dimenticare gli aneddoti dei loro anni alla Roma. Di seguito, le sue parole.
Ancelotti arriva a Roma nel 1979, lei l'anno dopo.
«Carlo era un ottimo giocatore, aveva tanta forza, marcava bene e tirava in porta con grande criterio. Quando sono arrivato giocava quasi come ala sinistra, perché il nostro attacco era con Bruno Conti a destra e Pruzzo in mezzo. Liedholm mi chiese cosa pensassi della squadra e io gli dissi che ci mancava una ripartenza veloce, giocavamo la palla ma non avevamo contropiede. "E poi Carletto a sinistra è sprecato", gli dissi. Liedholm mise li Roberto Scarnecchia, che era molto veloce, e accentrò Ancelotti. Siamo partiti e non abbiamo vinto lo scudetto solo per il famoso gol di Turone. Uno scandalo».
Ci pensa ancora?
«Eccome. Ci sono delle notti di insonnia che mi torna in mente quel gol, e quando succede posso dimenticarmi di dormire».
Pensava che Ancelotti potesse diventare allenatore?
«No. Quando giocavamo insieme non l'avrei mai detto. All'epoca si diceva che io fossi un allenatore in campo: non so se Carlo ha imparato qualcosa da me! (Falcao ride di gusto, ndr). Quando ha iniziato ad allenare ha preso ispirazione soprattutto da due persone: Arrigo Sacchi e
Nils Liedholm. Carlo ha tanto di Liedholm, la calma, l'ironia, la battuta pronta, il carisma, la leggerezza. Anche per questo sono fiducioso per questo Mondiale».
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