De Roon a Sky Sport: "Più anni giochi sotto la guida del mister, più riesci a esprimere il suo calcio"

De Roon a Sky Sport: "Più anni giochi sotto la guida del mister, più riesci a esprimere il suo calcio"
© foto di Gabriele Chiocchio
Oggi alle 21:34Interviste
di Maurizio Rasa

Il centrocampista della Roma, Marten de Roon, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport alla vigilia del match contro il Manchester United. Ecco le sue parole:

Di grandi stadi prestigiosi come questo ne hai vissuti tanti. Old Trafford cosa significa per te?
«Old Trafford è uno stadio storico, bellissimo, grande, con tanta storia. Tutti ricordiamo il Manchester United di Ferguson, di Beckham, Scholes e di quei giocatori lì. È sempre emozionante vivere una serata come quella di domani, in uno stadio così bello».

Tu e Gasperini avete scritto la storia a Bergamo, tu da capitano e lui da allenatore per un decennio. Una sorta di Sir Alex Ferguson. Gasperini sta trasmettendo la sua identità anche alla Roma? Trovi questa squadra più simile alla tua Atalanta dopo un anno di lavoro con il mister?
«Sì, credo di sì. Penso che tutti vedano il lavoro che sta facendo alla Roma. L'anno scorso la Roma è tornata in Champions League e ha disputato una grande stagione. Quest'anno credo che si veda ancora di più: più anni giochi sotto la guida del mister, più riesci a esprimere il suo calcio. Adesso abbiamo tanti giocatori che lavorano con lui già da un anno. Io porto un po' più di esperienza, però si vede una squadra gasperiniana, che gioca con intensità, che segna tanti gol e che porta in campo tanto pressing. Credo che stiamo vivendo un buon momento».

A Udine hai giocato accanto a Cristante. Cosa cambia per te quando hai vicino Cristante oppure Pisilli?
«Prima di tutto, a Udine ho giocato a sinistra e non a destra, quindi questo è già un cambiamento. Poi Bryan è uno che si inserisce un po' di più di testa, quando arriva un cross, mentre Nicolò è uno che si inserisce maggiormente con la palla, attraverso il dribbling. Io sono sempre quello un po' più bloccato, perché il mio compito è dare equilibrio alla squadra. Bryan porta più fisicità, però mi sono trovato bene con entrambi. Credo che Nicolò, soprattutto nella partita contro il Real Madrid, quando sono dovuto entrare, abbia disputato una grande gara. Poi ha dato continuità alle sue prestazioni e ha trovato anche il gol. Sono giocatori forti e credo che questa sia la forza della nostra rosa in questo momento. Anche con gli altri giocatori abbiamo avuto elementi capaci di prendere in mano la squadra. Lo si vede in difesa e anche in attacco. Questa è la nostra vera forza adesso».

Vivi da tanti anni in Italia e parli un italiano perfetto, ma sei olandese. Vorrei quindi un tuo giudizio su Malen: ti aspettavi che potesse diventare così forte alla Roma? I numeri dicono che ha segnato 26 gol in 32 partite.
«No, così forte non si può mai sapere, vero? L'anno scorso, quando ero all'Atalanta, non speravo che avrebbe segnato così tanti gol. Però è un giocatore forte, molto esplosivo, soprattutto in area di rigore. Sposta la palla, calcia, ha velocità e anche un'intelligenza calcistica molto alta. Potevamo soltanto sperare che partisse così forte. In Inghilterra, non so, forse ha fatto un po' meno bene, ma anche perché non ha mai giocato nella sua posizione. Si vede che è un attaccante centrale, che da lì può spostarsi a destra e a sinistra e può segnare anche di testa. Credo che nel gioco del mister, dove ci sono tante opportunità e gli attaccanti puntano l'avversario, lui sia proprio l'attaccante perfetto».