Bologna, Dovbyk: "Giocare a Roma è diverso, c'è tanta pressione. Se ti capita un'occasione e la sbagli è finita"

Bologna, Dovbyk: "Giocare a Roma è diverso, c'è tanta pressione. Se ti capita un'occasione e la sbagli è finita"Vocegiallorossa.it
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Dovbyk ha rilasciato un'intervista a La Repubblica parlando anche della sua esperienza a Roma

Artem Dovbyk si è trasferito al Bologna in prestito con diritto di riscatto in questa sessione di calciomercato. Il giocatore ha rilasciato un'intervista a La Repubblica, di cui proponiamo uno stralcio

A Roma non sentiva più fiducia?
"La scorsa stagione è stata difficile, per l’infortunio, certo, ma quello è arrivato dopo. Finito il ritiro, la Roma mi ha detto di andare altrove a cercare minuti, ma non c’è stato tempo. Sono stato molto vicino al Milan, ma mancavano tre giorni alla fine del mercato e non ci fu tempo. Sono rimasto, provando a convincere l’allenatore di meritare più spazio, ma ho iniziato la stagione giocando poco e mi hanno fatto capire che sarei stato l’attaccante di riserva. Mi stavo preparando per un’annata lunga, da protagonista, ed è stato difficile realizzare che così non sarebbe stato. Giocavo sempre meno e non mi divertivo più. Poi mi sono infortunato. Insomma, è capitato di tutto e ora voglio solo giocare e godermi il campo".

Il gioco della Roma invece la penalizzava?
"Anche a Roma c’erano giocatori fantastici nel ruolo, come Dybala, Soulé, El Shaarawy. Ma giocare là è diverso, c’è tanta pressione, l’errore non è un’opzione. Magari in una partita mi capitava una sola occasione, e se non la segnavo era finita. Sono passati tanti allenatori, eppure nel club è cambiato molto e dal campo per me era difficile capire tutto questo. Diversi di noi non hanno potuto dare il meglio. Persino uno come Dybala ha avuto difficoltà".

Nkunku 35 gol, Talisca 21, André Silva 17: con Tedesco le punte segnano tanto. E lei quanti?
"Non dirò un numero. L’ho fatto a Roma e poi ne ho segnati meno, ho imparato la lezione"