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La difesa non va ancora: questione di struttura

La difesa non va ancora: questione di strutturaVocegiallorossa.it
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Oggi alle 21:00Editoriale
di Gabriele Chiocchio
fonte L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Nel lungo periodo di giugno e luglio, quando si parlava essenzialmente di idee, prospettive e bilanci, mancava poter rivolgere gli occhi al campo e commentare quello per cui tutto è finalizzato, vale a dire il gioco e le partite. Le gare amichevoli che abbiamo potuto vedere fino adesso potrebbero far pentire qualcuno in questo senso, visto che, al di là dei risultati, le sensazioni che questi test hanno lasciato sono tutt’altro che positive.

Specialmente per quanto riguarda la fase difensiva, con undici gol incassati tra Cannes, Cardiff, Newport e Brighton, non esattamente squadre del livello che, per esempio, la Roma affronterà in Champions League. Un paradosso, se si pensa che la forza principale della squadra che quella Champions League se l’è conquistata è stata proprio la fase di non possesso, a sua volta paradosso di una stagione, la scorsa, in cui ci aspettava una certa fluidità offensiva e si è finiti, appunto, per apprezzare solidità e determinazione di questa squadra.

Concetti astratti questi ultimi, frutto però di elementi concreti: il calcio uomo contro uomo di Gasperini ha funzionato molto spesso nel tenere la minaccia lontana da Svilar perché altrettanto spesso gli uomini in campo potevano sfoggiare una condizione fisica superiore a quella dei loro avversari, o comunque sufficiente per tenere ben tesi i cavi di connessione tra gli uomini e i reparti, elemento necessario per far sì che il sistema difensivo gasperiniano funzionasse. In questa gare estive, ovviamente, non poteva essere così: con la preparazione ancora in corso, nonostante un impianto di calciatori - disgraziatamente - non modificato a fondo dal calciomercato, aspettarsi una forma già raggiunta e quindi un blocco unico e granitico è esercizio di fantasia, e quindi si può comprendere l’origine di queste difficoltà senza il pallone tra i piedi.

Dunque non c’è da preoccuparsi, tutto normale? No, perché i numeri sono comunque eccessivi e anche a livello individuale c’è molto da migliorare anche oltre le prevedibili difficoltà fisiche: se, per ipotesi, quest’ultima cosa non dovesse accadere, anche una volta messo a punto il motore complessivo le cose non andrebbero tanto meglio. Però bisogna anche, in parte, accettare l’idea di vedere Svilar bucato più volte fintantoché tutto non sarà al suo posto