Baldissoni: "Non c'è motivo per deprimerci. A Barcellona la bandiera l'hanno tenuta alta i tifosi"

27.11.2015 11:25 di Alfonso Cerani   Vedi letture
Fonte: Roma Radio
Baldissoni: "Non c'è motivo per deprimerci. A Barcellona la bandiera l'hanno tenuta alta i tifosi"
Vocegiallorossa.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ai microfoni di Roma Radio è intervenuto il DG Mauro Baldissoni. Ecco le sue parole:

"La depressione dell'ambiente? Condivido la tristezza e la rabbia, la depressione no perché si perdono le energie per cercare di reagire. Siamo dispiaciuti. È stato imbarazzante a Barcellona. Chiediamo scusa ai tifosi, soprattutto quelli che erano presenti a Barcellona. Al Camp Nou la bandiera l'hanno tenuta alta i tifosi perché la squadra non ci è riuscita. La squadra dimostra di avere delle cadute inattese, non è terminato il processo di crescita. Siamo una squadra che ha degli obiettivi e possiamo ancora raggiungerli. Obiettivi che costituirebbero un miglioramento rispetto agli anni passati. La Roma ha avviato un processo di miglioramento che è provato dai fatti, questo dicono i risultati negli ultimi due anni. Se arrivassimo agli ottavi e continuassimo a competere in Italia, saremmo migliorati. Qui non c'è l'apocalisse, la disperazione, ma la voglia di dimenticare la brutta sconfitta, che non possiamo ignorare ma dobbiamo tornare sul campo e perseguire i nostri obiettivi. Dobbiamo portare le capacità tecniche, umane e la voglia di rivalsa e faremo bene. La panchina? È assurdo che lo dobbiamo ripetere. L'allenatore e la società vengono valutate per i risultati, ma non domenica dopo domenica. Non si possono cambiare così i destini degli allenatori. Ognuno è responsabile dei risultati, c'è la stessa voglia di prima. Alcune dichiarazioni di Pallotta in questi giorni? Mi ricorda uno sketch di Verdone, in cui interpretava due tronchi che navigavano sul Tevere e si riportava quello che dichiaravano e ognuno diceva la sua su quello che avrebbero detto. Se uno riporta dichiarazioni di una persona che non ha parlato, rimango perplesso. Se il Presidente parla, lo sapete, altrimenti le altre cose non contano. Le verifiche le facciamo all'ultimo, il fine è quello di migliorare, con lo stesso identico obiettivo di prima. Non c'è motivo per deprimerci!".