Roma Femminile, Oladipo: "Le mie compagne mi sono sempre state vicino. I tifosi ci fanno sempre sentire il loro affetto"

Roma Femminile, Oladipo: "Le mie compagne mi sono sempre state vicino. I tifosi ci fanno sempre sentire il loro affetto"Vocegiallorossa.it
© foto di Luca Recalcati/TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 11:30Interviste
di Mattia Grieco

Shukurat Damilola Oladipo ha rilasciato un'intervista sul canale ufficiale della Roma dove ha raccontato la sua storia. Di seguito le sue parole:

I primi calci.
"Mi ricordo che quando ero piccola, avevo 10 anni, ho iniziato a giocare a piedi nudi con i miei amici in Nigeria, a Lagos. Giocavamo scalzi nel quartiere, per strada. È lì che ho iniziato a far crescere la mia passione: da quel momento ho capito che amavo giocare a calcio. Il primo ricordo che ho di quando ho giocato a calcio per la prima volta è durante una partita scolastica, era un torneo scolastico che si chiamava "Principal's Cup". Quello è il mio primo vero ricordo, perché segnai un gol. Iniziai a ballare con i miei amici, ridevamo e ballavamo insieme. È stato un momento bellissimo, davvero divertente".

Su Oshoala.
"Quando ero molto giovane seguivo Asisat Oshoala. Fa parte del mio percorso. Per questo dico che è il mio idolo, perché quando ero giovane giocavo come attaccante. Lei ha giocato nella stessa accademia in cui ho giocato io, l’FC Robo. Quando avevano delle pause, veniva ad allenarsi con noi. Mi parlava, mi diceva: “Sei giovane, hai questo talento, hai queste qualità…”. Mi incoraggiava tanto. Quando sono stata convocata nell’Under 20, mi diceva: “Sei forte, con questa qualità puoi andare in Europa”. Mi motivava molto, parlava tanto con me. Quando stavo per andare al Mondiale Under 20, mi diceva: “Ok Shuk, non preoccuparti, ti spiego quello che devi fare”. Mi dava sempre consigli sul gioco e mi incoraggiava. Quando sono andata al Mondiale e poi sono tornata, e ho ricevuto la chiamata dell’AS Roma Femminile, ho parlato con lei. Mi ha dato consigli, mi ha detto: “Non preoccuparti, ti spiego cosa devi fare… Ce la puoi fare”. Fa davvero parte del mio percorso".

Sulla Nigeria.
"Per me la nazionale nigeriana è un onore e un grande privilegio. Indossare la maglia della Nigeria è qualcosa di speciale. La prima volta che sono stata convocata in nazionale ero scioccata. Non me l’aspettavo. Ho pensato: “La nazionale? Davvero?”. Non credevo che sarei stata chiamata. Il calcio femminile in Nigeria sta crescendo, passo dopo passo. Sta migliorando. Quello che mi manca di più della Nigeria è il cibo tradizionale, come l’Abula. Mi manca tantissimo l’Abula, che però riesco a trovare in Italia. Ma quello che mi manca davvero quando torno in Nigeria è il gelato locale".

Sulla Roma.
"All’inizio, quando il mio agente mi ha detto che ero stata contattata dall’AS Roma, ero scioccata. Ho detto: “AS Roma? Una squadra così grande?”. Ero sorpresa ma anche molto felice ed entusiasta. L’ho vista come una grande opportunità per crescere. Quando sono arrivata a Roma mi sono integrata abbastanza in fretta, ma ho avuto qualche difficoltà: con il cibo, con il clima, con l’ambiente e anche con lo stile di gioco. Però poi devo fare i complimenti alle mie compagne di squadra: mi hanno sostenuta, mi sono sempre state vicine, mi hanno aiutata, mi hanno insegnato tante cose e mi hanno incoraggiata molto. Quando scendo in campo, gioco sempre con orgoglio. Ho sempre questa mentalità: oggi, non importa contro chi giochiamo, nessuno ci porterà via la nostra gioia, perché questa è casa nostra".

Sui tifosi.
"Per quanto riguarda i tifosi, non mi aspettavo una cosa del genere. Il primo giorno ero scioccata, perché quando abbiamo giocato in casa contro il Como Women, alla prima partita, ho iniziato a sentire dagli spalti il mio nome in coro. Io ero tipo: “Wow”. Ero davvero scioccata, perché non mi aspettavo una cosa così. È stata la prima volta che ho visto dei tifosi cantare il mio nome. Anche dopo la partita hanno continuato a cantare e alcuni mi hanno persino mandato messaggi con la canzone. Per me è stato molto emozionante. Mi sono messa a piangere, perché davvero non mi aspettavo una cosa del genere dai tifosi. È qualcosa che non darò mai per scontato. Apprezzo tantissimo il loro amore e il loro sostegno. A ogni partita, a ogni gara, ci fanno sempre sentire il loro affetto. Li apprezzo davvero tanto".