Andreazzoli: "Osvaldo? Quello che emerge è difforme dalla realtà". FOTO! AUDIO!

13.04.2013 13:57 di Claudio Lollobrigida Twitter:    vedi letture
Andreazzoli: "Osvaldo? Quello che emerge è difforme dalla realtà". FOTO! AUDIO!
© foto di Alessandro Carducci

Mister Andreazzoli ha presentato alla stampa la trasferta di Torino che la Roma sosterrà domani alle ore 15. Come di consueto, Vocegiallorossa.it propone la diretta testuale e fotografica della conferenza.

Qual è un aspetto che maggiormente è mancato nelle ultime due gare?
“Sono state due gare completamente diverse. Nella prima è molto facile trovare punti negativi, compreso l’approccio alla gara, mentre nella seconda tutto questo non c’è stato. Ho già analizzato la partita a caldo, ma ora la posso nuovamente analizzare anche in modo più oggettivo: si è parlato di un approccio alla gara insufficiente e non è vero, è stato esemplare. Primo quarto d’ora ottimo. Abbiamo avuto anche alcune occasioni per poter far male. Poi la Lazio ci ha tagliato le gambe ma dal 35’ in poi abbiamo fatto bene. Dopo il calcio di rigore siamo stati esemplari, agevolati anche dall’espulsione di Biava. Potevamo anche perderla ma anche vincerla e quindi tutte le analisi successive sarebbero state condizionate dal risultato, come sempre avviene”.

Deluso da Osvaldo? Si aspettava qualcosa in più?
“Lui è un grande e il risultato sportivo deve essere da grande. Il ruolo dell’attaccante è particolare e quando non arriva il gol c’è sempre un po’ di fatica a mantenere l’equilibrio giusto. Sono state anche ingigantite alcune situazioni, entrando così in un vortice che lo ha danneggiato. La realtà però non è quella raccontata dai media, è completamente diversa. Come tutte le realtà, si può migliorare ovviamente. Mi spiace non riesca ad ottenere quello che è nelle sue aspettative e in quelle del pubblico. Fino a dicembre però in pochi non erano entusiasti di Osvaldo. Bisogna avere anche un pochino di memoria. Credo che nel calcio, chi abbia un po' di giudizio, debba avere anche un po' di memoria in più, poi se uno non la vuole avere, allora questo è un discorso totalmente diverso che non mi riguarda più”.

Il Torino tatticamente presenta dei problemi, poi pochi giorni dopo c’è la Coppa Italia e la Roma poi dovrà gestire molti diffidati. Quale aspetto la preoccupa di più?
“L’aspetto tattico del Torino. Nella riunione prima dell'allenamento ho infatti detto ai miei giocatori che il Torino è la squadra con l’identità più definita di tutta la serie A. Merito dei suoi calciatori ma soprattutto del suo allenatore. Questo è un problema per tutti, non solo per noi. Noi abbiamo un'idea che cercheremo di perseguire. Speriamo di riuscire a limitare le caratteristiche dell’avversario, che fa della tattica un fatto così importante. Poi andranno considerate altre questioni”.

Ieri Zeman ha detto che questa squadra non può avere un’identità precisa
“Non voglio commentare”.

Lo spogliatoio sta mostrando segni di insofferenza verso Osvaldo?
“Quello che emerge è sempre difforme dalla realtà. Poi se io vi raccontassi che nel nostro spogliatoio non accade nulla, voi mi considereste uno stupido, ma io stupido non lo sono. In qualsiasi associazione succede qualcosa quando ci sono rapporti interpersonali. Succede anche in tutte le famiglie, però nelle famiglie non si va a raccontare tutto in giro, perciò gli interlocutori dovrebbe occuparsi di quello che accade nelle loro famiglie e non nelle altre. Poi quando si parla di un’altra famiglia e non si racconta nemmeno la verità allora è un problema. Sono affari nostri, comunque, non riguardano l’esterno. Noi possiamo affrontare qualsiasi situazione, anche quelle più gravi, che comunque non sono mai avvenute".

Perché il ritiro?
”Oggi siamo a Torino. Domani sera siamo a Torino, martedì sera a Milano e mercoledì sera ancora a Milano. Dove sono i tre giorni di ritiro? Saremmo a Roma solo il lunedì. Per motivi nostri, sarà prerogativa nostra rendere una trasferta ravvicinata più semplice possibile, evitando così il ritorno a Roma per una nuova ripartenza per Milano? Abbiamo voluto rendere agevole questa doppia trasferta cercando una sistemazione a metà strada tra Torino e Milano. Siamo in un momento della stagione importante e cerchiamo di renderlo il più efficace possibile. Non c’è una misura, è tutto esaltato ed esagerato. Io la prima volta in cui sono entrato qui avevo la speranza che cambiasse un po’ questa voglia di polemica continua. Il mercato è già aperto, chi vuol bene alla Roma? Questo è disturbare e questo non è un vantaggio per noi. Ditelo chiaramente. Io chiedevo un aiuto, però non lo vedo e non lo leggo nelle rassegne stampa. Non è questa la maniera, non è costruttivo, poi ci chiediamo perché abbiamo questi problemi. Se uno scrive una cosa non vera cosa devo dire? Che gli vuoi male? Uso un eufemismo e dico che non gli vuoi bene. Non è che ci sia una via di mezzo. Sono qui per aiutare la squadra, non per la carriera, e lo faccio perché la società me lo ha chiesto. Permetti che mi dia fastidio ciò che può infastidire la squadra. Tutto ciò che ho detto infastidisce la squadra e io sono contro tutto ciò che ci possa infastidire”.

Questa squadra manca di personalità?
”E’ possibile. Ma è anche fisiologico che possa capitare nella costruzione di una squadra. I dirigenti hanno sempre parlato di tempi lunghi, anche per la ricerca di calciatori nuovi, tutto ha bisogno di tempo. Tutti in società vorremmo avere tutto e subito nella maniera più soddisfacente possibile. Il discorso della personalità deriva da tante cose”.

Destro e Osvaldo insieme?
”Destro sa adattarsi di più, Osvaldo è più definito come calciatore. Destro lo ha già fatto, come a Milano con l’Inter”.

Le polemiche arbitrali dell’Inter può influenzare la partita di Coppa Italia?
”Non parlo di arbitri se non in senso positivo”.

La Coppa Italia può salvare la stagione?
”Abbiamo degli obiettivi vivi, sia in classifica che in Coppa. Capisco il malumore perché le aspettative erano di altro tipo, tento di essere oggettivo. Non posso però togliere la partita di Torino. Anche l’Inter vorrebbe avere tre o quattro giorni puliti per arrivare al meglio alla partita, ma non è possibile e quindi parliamo di aria fritta”.

E’ troppo sensibile questa squadra?
”A questa domanda ho già risposto. E’ la stessa sfera della personalità: se ho timore ad affrontare una situazione negativa non ho personalità. Non voglio togliervi diritto di critica, mi riferivo al fatto di inventare o ingigantire le cose. Ma è possibile che il mercato sia fatto sui giornali? Se senti che non sei apprezzato non ti trovi bene. Uno che fa un lavoro bello e retribuito come il calciatore, di prestazione, con tante componenti che possono condizionarlo o agevolarlo, può essere ancora più completato ed  influenzato da tanti aspetti. E' giusto chiedere il massimo ai calciatori, ma sono pur sempre persone. Non ho problemi a darvi ragione, ma non posso essere d’accordo sulle stupidaggini”.

Ha trovato la quadratura della squadra?
”La domanda mi piace perché in questo modo posso fare autocritica. Nel tempo a disposizione abbiamo trovato a tratti un’identità. Siamo indietro rispetto a quello che io desidererei. Sono contento lo stesso, ma non soddisfatto perché non tutto è come vorrei”.

Un giudizio su Balzaretti e Nico Lopez.
”Sarei felicissimo di dare una possibilità a Lopez per come si allena, ha qualità. Ma non so se riuscirò a dargliela, anche se vorrei. Balzaretti ha sofferto il fatto di dover giocare tutte le partite, sacrificandosi perché in quei momenti non c’erano alternative. E quindi è stato costretto a fare un super lavoro che io credo abbia inciso sulle sue qualità. La settimana scorsa ha avuto la febbre ma ora sta tornando quello di sempre”.

Il nostro campionato com’è rispetto all’Europa?
”La Juventus ammazza tutti in Italia da due anni ma ha subito dal Bayern. Se guardiamo le semifinaliste in Champions e in Europa League capiamo quale sia il livello. Il calcio è oggettivo se studiato, come tutte le attività che esistono sulla faccia della terra”.

La difesa a quattro verrà riproposta? Farà un po’ di turn-over?
”Teniamo in considerazione tutto quanto. Dobbiamo disputare tre partite in una settimana e vogliamo farle bene. Per quanto riguarda la difesa a 4, non avendo libertà assoluta di scelta, le valutazione le faremo anche in relazione al modulo”.

Destro ha i 90 minuti?
”Ad oggi ne ha meno, però credo che sia un giocatore importante. E’ difficile dopo un infortunio del genere averli, ma se avremo bisogno lui tenterà. Diciamo di no però”.

Un ricordo di Morosini?
"Riguardo la sua memoria, solo a pensare che domani sia l'avversario, penso alla sua famiglia che soffrirà ancora. Non ho mai conosciuto Morosini, ma è una sofferenza ricordare quella tragedia, con le televisioni che fanno rivedere quegli attimi. Veder morire una persona ed un giovane è grave e quando ciò avviene mentre si effettua sport è ancora più tragico. Spero che la sua famiglia possa continuare a vivere nel suo ricordo".

Conferenza Andreazzoli pre Torino-Roma 13.4.13 by Vocegiallorossa.it

Aurelio Andreazzoli
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