Giugliano: "Piovani sta portando novità, stiamo costruendo qualcosa di molto positivo"

Giugliano: "Piovani sta portando novità, stiamo costruendo qualcosa di molto positivo"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 16:40Femminile
di Mattia Costa
La capitana della Roma Femminile racconta il legame con il club, il sogno Mondiale, il numero 10 e i desideri per il futuro.

Manuela Giugliano, capitana della Roma Femminile, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. La numero 10 giallorossa ha parlato della crescita del calcio femminile italiano, della scelta di restare alla Roma nonostante l'interesse di importanti club europei e del rapporto con la squadra. Spazio anche al Pallone d'Oro, e al sogno di disputare il Mondiale con la Nazionale. Di seguito le sue dichiarazioni:

In cuor suo pensa che quella un giorno possa diventare la normalità?
«Lo spero ma c’è ancora tanto su cui lavorare. È vero anche che quando io ho iniziato a giocare qui a Roma mi sono sempre sentita una grandissima professionista. In campo e fuori, supportata dalla società a 360 gradi. Ma questo dovrebbe valere per tutti i club. Bisogna rischiare».

E in Italia si rischia ancora poco?
«All’estero l’hanno fatto da più tempo. Senza coraggio, purtroppo, a certi livelli, come quelli del Barcellona, non ci si arriva».

Mercoledì scorso a vedervi in Champions c’era Malen: la squadra maschile vi è vicina?
«Qui siamo una famiglia. C’è la Roma e basta. Vedere Donny in tribuna ci ha fatto piacere. Qualcosa lo trasmettiamo».

Tornando al campionato: che inizio è stato per lei che aveva finito la scorsa stagione con lo scudetto e da MvP della A?
«I traguardi individuali sono una conseguenza del lavoro quotidiano che si fa insieme alle compagne, allo staff, alla società. Ora voglio migliorare i numeri dell’anno scorso».

A proposito di traguardi individuali non possiamo non citare il Pallone d'Oro: lei è stata la prima italiana inserita in lista. Come ha reagito quando l'ha saputo?
«In realtà l'ho scoperto mentre stavo andando a una cena di squadra. Prima vedo qualcosa su Instagram, ma penso che siano le solite pagine fake... Poi mi chiama la nostra addetta stampa e mi dice: "Ma hai letto? Hai saputo?". "No, cosa?" rispondo. E lì ha iniziato a spiegarmi. L'ho scoperto così. Avevo fatto una stagione importante, anche a livello internazionale, sia con la nazionale sia in Champions, ed è stata la ciliegina sulla torta di un percorso fatto durante l'anno. Ma l'emozione di essere in quella lista era tanta e mi dava solo voglia di continuare a fare bene. Penso sia stato un bel momento per me ma anche per il calcio femminile italiano in generale».

Da poco è uscita la classifica delle calciatrici col valore più alto in A e lei è al primo posto. Davanti a questo numero come si percepisce all’interno del calcio italiano?
«Non ho tanto la consapevolezza di essere la migliore in Italia, ma inevitabilmente un po’ lo riconosco perché ora ho una maturità e una responsabilità tale da poter dare una mano per far crescere questo movimento. Il fatto di essere rimasta qui per me è una conferma: ho voglia di vedere quanto questo calcio, nella mia città e nel mio paese, possa crescere giorno dopo giorno».

Sta dicendo che qualsiasi avance abbia ricevuto, anche da big europee, lei ha sempre detto "no"?
«Sì, ho sempre scelto la mia famiglia».

Il nuovo mister, Piovani, cosa le chiede?
«Con Rossettini l’anno scorso avevamo un’idea precisa del mio ruolo. Ora stiamo ancora capendo dove posso esprimermi meglio. Piovani sta portando novità e stiamo costruendo qualcosa di molto positivo».

Beh, lei ha iniziato la stagione con una doppietta…
«Siamo partite benissimo e giocando un bel calcio. Aver fatto due gol per me è importante. A me piace molto essere libera all’interno del campo e non dare riferimenti».

A Roma, sponda giallorossa, si parla sempre tanto della maglia numero 10 ma qualcuno che la indossa c'è, ed è lei. Cosa rappresenta quel numero?
«Tanto, fin da piccola. Mio padre mi ha sempre raccontato dei numeri 10, me li faceva vedere e io ho sempre ambito a diventare come loro. Ma credo che il 10 non lo possa indossare chiunque. Penso debba appartenere a chi ha talento e a chi, con questo talento, riesce a coltivare qualcosa di ancora più importante oltre a quello. Che è la parte è più difficile. Poi è chiaro che qui a Roma il numero 10 rappresenta Totti e Totti è praticamente Roma, è tutto. Quindi mi reputo una persona orgogliosa e fortunata di poter indossare questa maglia».

Restando in tema Mondiale, dopo quello commentato c’è quello da giocare l’anno prossimo…
«È un pensiero fisso. È un sogno perché si desidera sempre di vincere qualcosa di grande e a me farlo con la maglia della Nazionale manca. Ma prima pensiamo a qualificarci».

Ha mai pensato a una vita senza calcio?
«No, mai. Se non fosse andata bene forse avrei lavorato con i bambini, perché ho seguito l'indirizzo socio-sanitario e mi piace molto stare con loro. Però poi il mondo del calcio mi ha portato altrove; ma non escludo di poter lavorare con i bambini in futuro. Chissà».

Si sente una calciatrice appagata?
«No, perché non ho vinto niente con la Nazionale e non ho alzato ancora una Champions. Se avessi conquistato questi trofei avrei anche potuto già smettere… Lo dico scherzando perché comunque in Italia a livello di club ho vinto tutto, e questo mi dà ulteriore motivazione».