Solo qui succedono certe cose

17.11.2019 17:50 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
Solo qui succedono certe cose

L’erba del vicino è sempre più verde, più bella, più lucida e brillante. Vale per noi italiani, esterofili di professione, e chi lo sa cosa avremmo detto di noi stessi se fossimo andati alle urne per la quarta volta in quattro anni come accaduto in Spagna o se avessimo fatto quello che sta facendo l’Inghilterra con la Brexit, con proposte, accordi, accordi annullati, Parlamento chiuso (misura poi dichiarata illegittima), ministri che si dimettono, caos.
Nel calcio le cose non vanno molto diversamente. L’esterofilia è in parte giustificata da risultati migliori ottenuti all’estero, sia come civiltà che nel calcio, ma si tende sempre a guardare solo ciò che di bello c’è fuori dall’uscio di casa nostra, senza mai sottolineare ciò che di bello c’è da noi. O, almeno, senza porre l’accento anche sul fatto che, forse, l’erba del vicino non è sempre così splendida.
D’altronde, con un presidente lontano come Pallotta è normale che vada tutto a scatafascio. È normale che i giocatori facciano ammutinamento e decidano di interrompere il ritiro di testa loro, anche perché mancando il padrone si sentono autorizzati a comportarsi come vogliono. Così come, di conseguenza, l’allenatore si sente in diritto di accusare pubblicamente la dirigenza in merito all’ultimo mercato estivo. È normale, è giusto, e succede solo a Roma, mica da altre parti. Solo qui manca la disciplina, solo qui possiamo permettere che un giocatore, pur molto rappresentativo, lasci il campo e lo stadio mentre i suoi compagni stanno ancora giocando. È un comportamento irrispettoso, da altre parti avrebbero usato il pugno duro, altrove sanno sempre come gestire le cose.
Mica come a Roma, dove una squadra costata tanto è molto più vicina alla Serie B che all’Europa dopo aver già cambiato allenatore. Non c’è programmazione, rispetto, disciplina. Succedono solo qui queste cose e non cambieremo mai.