Il caro, vecchio giugno

25.05.2020 21:15 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: L’editoriale di Gabriele Chiocchio
Il caro, vecchio giugno

Se qualcuno si fosse preoccupato di aver perso totalmente la normalità dei mesi estivi, scanditi dalle ormai consuete fasi del calciomercato, alcune notizie di oggi ci hanno restituito parte di queste certezze. Con la possibilità di firmare precontratti e iscrivere a bilancio operazioni di mercato a partire dal 1° giugno, infatti, viene di fatto restaurato quel mese di affari fatti in fretta e furia e spesso in modo quasi casuale (a livello tecnico) per poter realizzare il consueto maquillage dei conti prima della chiusura. Certo, andrà capito come l’UEFA abbia intenzione di ammorbidire, vista l’eccezionalità degli eventi, le regole del Fair Play Finanziario, ma, a prescindere da questo, diverse società (eh già, non solo la Roma) avranno bisogno di realizzare plusvalenze come in ogni giugno da qualche anno a questa parte. Una delle novità starà nella diversa (sarebbe a dire, minore) disponibilità di liquidi che convincerà i club, verosimilmente, a muoversi più per scambi (che permettono di generare facilmente plusvalenze per entrambi i club coinvolti, a patto di accollarsi un costo a volte sproporzionato rispetto al livello tecnico di calciatori coinvolti) che per altri tipi di operazioni e, se negli anni passati un’inversione di marcia sarebbe stata auspicabile, questa volta non c’è altra strada che sfangarla in qualche modo oggi e rinviare il problema a domani, sperando di poter arrivare a quel domani ancora nella possibilità di scegliere e non sotto obblighi di fatto. La Roma ha abituato chi la circonda a questo tipo di operazioni e, oltre a cercare di piazzare il più possibile dei costi non utili (leggasi, cedere Schick al Lipsia alle migliori condizioni possibili) probabilmente dovrà fare ancora dei sacrifici tra gli elementi che, oltre a costare, generano però un vantaggio tecnico. E qui si arriva all’altra novità, quella forse più impattante e che andrà a rimescolare ulteriormente le carte di una stagione già in totale balìa degli eventi: contabilizzare una cessione prima del 30 giugno e continuare a utilizzare quel calciatore anche dopo cosa comporterà per quanto riguarda il rendimento sul campo? Non è irrealistico pensare a un impegno diverso, a una concentrazione diversa, a una voglia diversa di sposare la causa di un club che si lascerà a breve giro di posta. Non che non ci siano mai stati casi di questo genere nella storia del campionato italiano, ma questo finale di stagione potrebbe essere mai come in passato ricco di protagonisti promessi sposi di altre squadre, con tutte le conseguenze del caso. E la Roma, che già paga tante cose e che potrebbe cedere più di quanto acquisterà nel mese di giugno, potrebbe pagare ancora.