Bradley: "Il tempo delle parole è finito, deve parlare il campo. Osvaldo? Se c'è anche lui per me è meglio". FOTO!

Dagli inviati Alessandro Carducci ed Emanuele Melfi
19.07.2013 11:35 di Gabriele Chiocchio  Twitter:    vedi letture
Bradley: "Il tempo delle parole è finito, deve parlare il campo. Osvaldo? Se c'è anche lui per me è meglio". FOTO!
© foto di Emanuele Melfi

Il centrocampista della Roma Michael Bradley ha parlato in conferenza stampa dal ritiro di Riscone di Brunico:

C'è qualcosa che manca alla Roma?
"Se guardi all'ultima stagione, purtroppo manca qualcosa. Ci stiamo lavorando tutti, vogliamo migliorarci e fare un campionato molto migliore rispetto all'ultimo".

Con l'arrivo di Strootman cresce la concorrenza a centrocampo. Pensi di poter avere le tue chances?
"Certo, quando giochi in una grande squadra sai che ci sarà concorrenza. Per arrivare dove vogliamo arrivare noi abbiamo bisogno di tanti giocatori forti, siamo tutti contenti dell'arrivo di Strootman, speriamo che arrivi il più presto possibile, così avrà tempo per integrarsi. Credo che abbiamo tanti centrocampisti forti, ognuno può dare un contributo molto importante alla squadra".

Dove collochi la Roma rispetto alle altre?
"Possiamo parlare di nuovi acquisti, di tutto quanto, ma alla fine è il campo che deve dire se siamo più forti e se siamo migliorati. Lo sappiamo tutti, le parole non servono. Dobbiamo mostrare con i fatti sul campo quello che dobbiamo fare".

In mezzo al campo cosa è cambiato a livello di consegne?
"Mister Garcia ci chiede più pazienza. Zeman voleva la palla in avanti subito, ora mister Garcia dice che l'importante è tenere la palla e avere il possesso. È chiaro che alla fine ogni allenatore avrà le sue idee".

Cosa pensi del calcio italiano che perde campioni fatti e giovani?
"Direi che stanno arrivando anche altri grandi giocatori come Gomez e Strootman. È normale che i giocatori forti siano cercati dalle altre squadre, per me la Serie A resta un campionato molto forte, sicuramente uno dei migliori in Europa. Quattro- cinque anni fa il campionato più forte era la Premier League, adesso parlano tutti della Bundesliga. La Serie A resta un campionato fortissimo".

Che differenze ci sono con la preparazione atletica dello scorso anno?
"È molto diversa, l'anno scorso con mister Zeman abbiamo lavorato tanto senza il pallone, sulla corsa. Quest'anno siamo arrivati a Trigoria e abbiamo lavorato subito con la palla. Lavoriamo tanto con la palla, il mister inserisce poi anche la corsa che è fondamentale. Stiamo lavorando bene, tutti si sono messi a disposizione del mister, si vede che la squadra ha voglia e determinazione per riscattarsi".

Che idea ti sei fatto su Osvaldo? Si può ricucire il rapporto con la piazza?
"Per me Osvaldo rimane un giocatore fortissimo, un giocatore che tutte le squadre vorrebbero avere. Dentro lo spogliatoio è un ragazzo splendido, fa gruppo. Per me è stato sempre un giocatore importante dentro lo spogliatoio. Per quanto riguarda la piazza, alla fine secondo me i tifosi vogliono giocatori pronti a dare  tutto per la squadra, che mettano cuore e grinta. Dobbiamo far vedere tutti che siamo pronti a farlo, se c'è pure lui per me è ancora meglio".

Sta nascendo una Roma più forte rispetto al secondo anno? Qual è l'obiettivo?
"La risposta è molto semplice, dovrà parlare il campo. La società sta facendo di tutto per darci l'opportunità di fare meglio. Adesso non dipende da loro e dall'allenatore, tocca a noi far vedere che siamo una squadra e siamo giocatori che meritano di giocare qua. Dobbiamo puntare più in alto possibile, dobbiamo lottare per la Champions League, la Roma ha bisogno di questo. Arrivare sesti o settimi non basta, poi come ho detto posso stare davanti a voi tutto il giorno a dire qualunque cosa, ma il momento delle parole è finito".

Avete avuto modo di salutare Marquinhos? Cosa ha perso la Roma con la sua partenza e cosa ha guadagnato con i nuovi acquisti?
"Non abbiamo avuto l'opportunità di salutare Marquinhos ma sono sicuro che tornerà a Trigoria per salutarci. Mi auguro il meglio per lui, ha fatto un grande anno qui. Maicon è un campione, ha giocato nell'Inter e nel Brasile, non c'è da dire molto. Penso che sia un giocatore fortissimo che ci darà una mano. Strootman arriva dall'Eredivisie, avrà bisogno di un po' di tempo per adattarsi al campionato italiano ma lo aiuteremo tutti ad ambientarsi più velocemente possibile. Jedvaj è giovane, ma è molto forte. Ha un'ottima tecnica. Non parla tanto, lavora e si è messo subito a disposizione della squadra. Credo che sia pronto per giocare".

Quasi mai figuri nelle formazioni titolari di addetti ai lavori e tifosi. Non ti senti sottovalutato dall'ambiente?
"Sono uno che dà sempre il massimo per la squadra, cerco sempre di aiutare la squadra a vincere. Non importa ciò che dicono i giornali, sono uno che dà tutto, mi metto a disposizione per mister e compagni. Il calcio non si gioca sulla carta, abbiamo una squadra piena di giocatori forti, ma darò tutto per giocare e per aiutare la squadra a vincere".

Che esperienza è stata il rafting?
"È stata un'esperienza bellissima, in questi giorni stiamo lavorando bene sotto tutti i punti di vista. Lavoriamo fisicamente, tatticamente e tecnicamente, ma anche per fare squadra. Sotto quel punto di vista queste cose come il rafting e le cene servono tantissimo. È stata una cosa veramente divertente, che è servita per fare la squadra. Quando arriviamo in certi momenti della stagione, quando le cose non vanno benissimo serve una squadra molto forte".

Michael Bradley
© foto di Emanuele Melfi
Michael Bradley
© foto di Emanuele Melfi
Michael Bradley
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