Che fine ha fatto - Seydou Doumbia

05.09.2020 12:00 di  Alessandro Pau  Twitter:    vedi letture
Che fine ha fatto - Seydou Doumbia
Vocegiallorossa.it
© foto di Federico Gaetano

Dalla Costa d’Avorio all’Italia, passando per Giappone, Russia e non solo: la carriera di questo globetrotter del pallone ha attraversato oceani e steppe sconfinate, con un unico denominatore comune, il gol. Tra alti e bassi ha lasciato il segno in diversi club in cui ha giocato, stabilendo anche dei record duraturi nel tempo. Statistiche in fin dei conti niente male, ma anche grandi delusioni difficili da dimenticare, proprio come successo nella sua parentesi romana. A soli 32 anni è senza squadra dopo averne persa una durante la pandemia. Andiamo a vedere dove è arrivato oggi Seydou Doumbia, protagonista odierno di Che fine ha fatto.

Nato ad Abidjan, quattro anni dopo il declassamento da Capitale della Costa d’Avorio, Seydou Doumbia si avvicina al calcio col Centre Formation d’Inter FC, piccolo club nerazzurro del suo paese. Milita per 5 anni nelle giovanili della società, per passare dapprima all’Athetlic d’Adjamé e in seguito al Denguélé, società ivoriane. Qui si mette in mostra con ottimi numeri in fase realizzativa e il suo nome finisce sui taccuini di alcuni club stranieri. Un po’ a sorpresa, lascia il suo Paese natale per trasferirsi in Giappone: ad avere la meglio è infatti il Kashiwa Reysol, che nel 2007 lo porta nel Paese del Sol Levante. Nella J League prima e nella J1 League nella stagione successiva (dopo la ridenominazione della massima serie nazionale) non ottiene numeri da capogiro, siglando solo 6 reti in 31 partite. Viene quindi ceduto in J2 League, la Serie B giapponese, al Tokushima Vortis. Migliora i suoi numeri, firmando 7 realizzazioni in 16 apparizioni, e riesce ad attirare su di sé le mire di alcuni club europei.

In tutto ciò Seydou ha ancora 21 anni e, quando lo Young Boys, club svizzero, lo preleva per 130 mila euro, capisce che è arrivato il momento di fare sul serio per dare una svolta decisiva alla sua carriera. Il suo impatto col calcio europeo è a dir poco sensazionale: vince la classifica cannonieri del campionato svizzero per due anni di fila con 20 e 30 reti (fino allo scorso anno record di reti siglate in un singolo campionato da un calciatore del club, superato dalle 32 di Nsame), ne segna 6 in Coppa di Svizzera e altri 2 in Coppa Uefa. In questo biennio d’oro sigla in totale 58 reti in 79 partite.

In quel periodo tutti gli osservatori europei si accorgono di lui, e nel maggio del 2010 è il CSKA Mosca, con un’offerta di 11 milioni di euro, che riesce ad accaparrarselo. Il club russo è senza dubbio quello con cui Doumbia ha legato in maniera più decisa il suo nome. Resta in Russia per ben 5 stagioni di fila in cui vince tutto quello che può a livello nazionale: due Campionati, due Coppe e due Supercoppe, spezzando almeno in parte l’egemonia dello Zenit. Anche qui si conferma un bomber prolifico, abbinando velocità e fiuto del gol. Oltre che in patria, Doumbia da valere il proprio peso anche in campo europeo, tant’è che segna 17 volte in 22 partite nelle competizioni internazionali. Nel complessivo di reti ne firma 76 in 120 partite. Una media gol di tutto rispetto che convince la Roma, nel mercato di riparazione del 2015, a portarlo in Italia.

I giallorossi sborsano la modifica cifra di 14,5 milioni più uno e mezzo di bonus. Non arriva subito nella Capitale in quanto impegnato nella (vittoriosa) Coppa d’Africa giocata in Guinea Equatoriale con la sua Costa d’Avorio. Il suo esordio a Roma è tutt’altro che indimenticabile: dopo uno scialbo pareggio per 0-0 col Parma, l’ivoriano viene riempito di fischi come tutto il resto della squadra. A gianlucadimarzio.com su questa partita, e più in generale sulla sua esperienza a Roma ha dichiarato: "Se tornassi indietro sceglierei ancora i giallorossi. I fischi all’esordio? Avevo appena vinto la Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio, venivo da una settimana di festeggiamenti. Il Paese era su di giri, noi ancora di più. Arrivo a Roma venerdì, la partita era di domenica, Garcia mi fa giocare senza neanche mezzo allenamento. Capisco i tifosi impazienti, ma sarebbe stato impossibile per chiunque. Ero pronto ad aiutare la squadra, a combattere a denti stretti, ma non ero felice. I fischi mi hanno fatto male, non lo nego, ma non ho niente contro la Roma o contro Garcia. Le critiche sono un’opportunità, solo così riesco a segnare più gol, come ho sempre fatto. Totti e De Rossi sono due campioni, tra i più forti mai visti, sono stato fortunato a giocare con due monumenti come loro".

A Roma vede il campo solo in 14 occasioni, nelle quali riesce a far esultare i tifosi giallorossi solo due volte: troppo poco per il prezzo e le motivazioni per il quale era stato acquistato. Su di lui, in seguito, il direttore sportivo Walter Sabatini a Radio Roma afferma: “Ho fatto delle scelte a gennaio, Ibarbo e Doumbia, molto forti, e magari ho sbagliato tempi e modi per motivi diversi. Ibarbo veniva da un infortunio, Doumbia da una sosta lunga di campionato. Forse avrei potuto fare scelte diverse incentrare più sull'immediatezza e saremmo ora a parlare di un'altra squadra. Non rinnego il valore dei giocatori, forse avrei potuto fare scelte diverse rispetto alla tempistica".

A quel punto la Roma, che qualche mese prima gli aveva sottoposto un contratto fino al 2019, lo rigira in prestito al suo CSKA Mosca nella speranza di poter recuperare un giocatore dall’indiscutibile talento. Effettivamente in Russia Doumbia sembra essere un altro giocatore, e non solo per il livello meno competitivo del campionato. Infatti, l’ivoriano mette sì a segno 5 gol in 13 presenze nella SuperLiga russa, ma soprattutto ne segna 6 in 8 partite in Champions League. Numeri che gli bastano per iscrivere il suo nome a caratteri cubitali nella storia del club: con 95 reti in 150 presenze diviene il secondo miglior marcatore all-time.

Un calciatore completamente diverso rispetto a quanto visto a Roma. A gennaio termina la stagione russa e formalmente torna alla Roma. I giallorossi nel frattempo si sono coperti, e decidono quindi di girarlo nuovamente in prestito almeno fino al termine della stagione. Doumbia viene quindi girato al Newcastle. In Inghilterra però è come se il suo aereo non fosse mai atterrato: 3, scialbi, scampoli di partita in sei mesi. Al termine della sua avventura inglese, a un giornale del suo paese rileva: “Vorrei restare in Inghilterra, non so se al Newcastle o in un altro club. Non penso più alla Roma. Ho un contratto con loro, ma voglio giocare dove posso esprimermi meglio. L’addio al CSKA Mosca? La società giallorossa non ha voluto che restassi lì. Volevo stare lì altri 6 mesi, ma loro hanno cambiato idea. Potevo restare in Italia e non giocare oppure andare in Inghilterra, quindi ho scelto il Newcastle. Cina? Sì, potevo andare a giocare lì. Ma avevo voglia di fare un campionato di livello. L’avventura a Roma? È stata dura. Per fortuna sono tornato al CSKA e mi sono ricaricato. Non sono finito, ho solo bisogno di giocare e ambientarmi. È frustrante stare fuori. Il Newcastle? Sto bene, ma non gioco con continuità. Mi sono integrato, ora dipende tutto da me. Giocare qui era il mio sogno, devo impegnarmi, abbiamo ancora qualche possibilità di salvarci. M’impegnerò per far continuare il sogno”.

Il suo rapporto con la Roma è ormai definitivamente incrinato: la dirigenza giallorossa cerca squadre che possano prelevarlo in prestito e, magari, riuscire anche a strappare un diritto o obbligo di riscatto. Ad accontentarla arriva il Basilea, che lo preleva in prestito oneroso con diritto di riscatto. In Svizzera, paese in cui aveva già giocato anni prima, vive una nuova stagione d’oro, sintomo inequivocabile di quanto l’ambiente abbia sempre influito le prestazioni sportive di questo attaccante. Qui infatti, grazie ai suoi 20 gol in campionato vince per la terza volta la classifica marcatori svizzera. Non solo: con i rossoblù firma il double Campionato e Coppa di Svizzera. Nonostante gli ottimi numeri il club elvetico non esercita il riscatto fissato a 6 milioni di euro, spedendo per l’ennesima volta il giocatore a Roma.

Nell’estate del 2017 si fa avanti lo Sporting CP: anche stavolta si parla di prestito, ma con un riscatto obbligatorio al determinarsi di alcune condizioni. Condizioni che, nel febbraio del 2018, diventano realtà: per la felicità sia del calciatore che della Roma, Seydou Doumbia è a tutti gli effetti un calciatore della società biancoverde di Lisbona. Gioca, segna, vince la Coppa di Portogallo ma non convince: le 7 realizzazioni in 29 presenze non gli bastano per iniziare un ciclo in Portogallo, e l’estate successiva viene spedito in Spagna al Girona con il quale firma un triennale. Per l’ennesima volta le sue prestazioni non bastano per convincere la società a conferma per le stagioni successiva, e dopo aver siglato tre reti in 22 apparizioni.

Per la stagione 2019/20 è il Sion che prova a rilanciarlo, forte del suo incredibile score che lo ha visto vincere il 100% delle classifiche marcatori svizzere a cui ha partecipato. Il suo feeling col gol sembra essere però scemato. In campionato si ferma a 5 reti a cui se ne aggiunge solo un’altra siglata in Coppa nazionale. Come noto la stagione in questione è stata fermata dalla pandemia del Covid-19: il presidente del Sion, Costantin, per ovviare ai possibili problemi finanziari ha proposto ai calciatori brevi accordi con ingaggi ridotti all’80%. Seydou Doumbia e altri 7 calciatori del club svizzero di fronte a questa richiesta si sono fermamente opposti, rimediando in compenso un licenziamento in tronco.

Oggi a 32 anni Doumbia è ancora svincolato e cerca una nuova avventura per la stagione ventura. Le proposte non gli mancano: come riportato da RMC Sport il Dunkerque, società di Ligue2 francese, gli avrebbe offerto di unirsi al club, ricevendo però un rifiuto da parte dell’ex Roma. Con ancora qualche anno di carriera davanti, Seydou Doumbia sembra aver perso tutta quella verve che per anni gli ha permesso di iscrivere il suo nome tra i migliori marcatori della propria squadra e di vincere diversi trofei.