Cambio Campo - Turco: "Il Torino è stato rivoluzionato, Abate scelta giusta. Cacciamani? La Roma ci ha provato finché ha potuto"
Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.
L’ospite di oggi è Fabrizio Turco, giornalista de La Repubblica, con il quale abbiamo parlato di Torino-Roma.
Cosa ne pensi della scelta del Torino di affidarsi ad Abate?
"È una scelta abbastanza di campo, nel senso che al Torino si sono resi conto che proseguire sulla solita strada non aveva senso e quindi hanno cercato di dare una svolta puntando su un allenatore giovane che aveva fatto bene in Serie B. Certo, ci sono dei rischi quando si punta su un personaggio inesperto, però in questo caso Abate porta molti aspetti positivi, dall'entusiasmo alla determinazione, fino a una grande disciplina mentale che secondo me può far bene, sempre nell'ambito di una società come quella del Torino".
Quanto c’è già dell’idea di calcio di Abate in questo Torino?
"C'è abbastanza, più a livello di mentalità che di gioco, ed è logico che sia così. Non dimentichiamoci, giusto per provare a dare qualche cifra, che della squadra che potrebbe essere idealmente una formazione titolare per le prossime settimane, anche già contro la Roma, nove undicesimi sono arrivati nelle ultime settimane. Nove undicesimi non hanno svolto il ritiro precampionato a Pinzolo, non erano presenti quando la squadra si è riunita a inizio luglio, intorno al 10 luglio, per poi andare in ritiro. Questo per dire come sia una squadra nuova, completamente rifondata. Nove undicesimi non erano presenti, considerando anche i due reduci dal Mondiale che erano però già giocatori del Torino, come Adams e Vlasic. Quindi, se questa sera dovesse giocare quella formazione contro la Roma, nove undicesimi non erano in ritiro. Questo fa capire come i meccanismi debbano ancora essere oliati e per farlo serve tempo".
Rispetto alla passata stagione, quanto è cambiato il Torino a livello di rosa e di singoli?
"Guarda, prendiamo la formazione che ha iniziato l'ultima partita contro la Fiorentina. Perri era nuovo, Comert era nuovo, Coco c'era ma non è certamente un punto cardine della squadra: se ci fossero state delle offerte, sarebbero state ben accolte. Comuzzo era nuovo, così come Fortini. Gineitis era già in rosa, ma è stato vicino a una trattativa con il Celtic fino all'ultima ora dell'ultimo giorno di mercato. Mandragora era nuovo, così come Fitz-Jim e Cacciamani. Gli unici che erano già presenti erano Vlasic e Adams. Considerando poi anche i giocatori entrati durante la partita, c'erano Ismajli e Simeone, già in rosa, ma sono subentrati anche Patterson, Bragança e Belghali, tutti nuovi. Questo per dire davvero quanto il Torino sia stato completamente rivoluzionato anche questa volta sul mercato. Vedo un'aria nuova, con giocatori che probabilmente hanno qualcosa da dire e da dare a questa squadra, ma non ho dubbi sul fatto che, se vuoi ottenere risultati e una crescita, devi anche dare continuità. Cambiare radicalmente ogni anno e modificare completamente la spina dorsale, come fa Cairo da sempre, comporta inevitabilmente la conseguenza di fare molta fatica a compiere il salto di qualità".
Il Torino ha conquistato 3 punti nelle prime 3 giornate: che giudizio dai a questo avvio di stagione?
"Sì, ha fatto 3 punti in 3 partite, ma soprattutto ha disputato quattro gare dall'inizio della stagione, escludendo il debutto in Coppa Italia e considerando il secondo turno della competizione e le tre partite di campionato. Sono state quattro partite completamente diverse.
Le sintetizzo con pochissime parole, magari con una sola parola per ciascuna gara: è stata incoraggiante la sconfitta interna all'esordio contro il Milan, con i rossoneri che hanno vinto 2-1. Male a Reggio Emilia contro il Sassuolo, un passo indietro dopo la prestazione contro il Milan. Malissimo la partita persa in Coppa Italia contro il Monza, davvero una brutta prestazione. Poi, invece, è stata incoraggiante e direi anche piuttosto positiva la partita di Firenze della scorsa settimana.
Questo testimonia come manchi ancora completamente la continuità, proprio perché è una squadra dove le transenne dei lavori in corso sono ancora evidenti".
La Roma ha seguito a lungo Cacciamani durante il mercato estivo: sai dirci qualcosa in più sulla trattativa e sui motivi per cui non si è concretizzata?
"Cacciamani è un ragazzo di sicuro talento, non a caso lo ha seguito e lo avrebbe voluto Gasperini, un allenatore che ha grandi competenze e un grandissimo occhio nell'individuare i giovani che possono essere interessanti per il futuro.
È stata una trattativa in cui il Torino ha avuto la porta semi chiusa all'inizio e poi completamente chiusa anche per una contestazione che prosegue ormai da anni e che, nel corso del 2026, si è fatta ancora più dura. I tifosi hanno immediatamente messo il veto sulla cessione di uno dei loro giovani, un ragazzo cresciuto nel settore giovanile granata. A quel punto il Torino ha preferito fare mosse diverse, come la cessione di Njie, e quindi i soldi che sarebbero dovuti arrivare da Cacciamani per sistemare i conti sono poi arrivati da Njie. La situazione è stata quella di puntare su Cacciamani a occhi chiusi. La Roma ci ha provato fin quando ha potuto, poi ha dovuto inevitabilmente cambiare strada".
Che impressione ti ha fatto questa Roma? Secondo te dove può arrivare la squadra di Gasperini in questa stagione?
"È difficile pensare non benissimo di una squadra che ha giocato tre partite, ne ha vinte tre, ha segnato dieci gol e ne ha subito solamente uno. È una squadra che evidentemente sta facendo benissimo, che è partita molto bene anche in ambito internazionale e che può camminare, anzi correre, verso tutti i propri obiettivi senza doversi necessariamente fermare a fare delle scelte.
La rosa è comunque molto ampia, la panchina è molto profonda ed è guidata da un allenatore che non possiamo minimamente discutere come Gasperini, che ha un vantaggio ulteriore: conoscere molto bene l'ambiente e i giocatori che ha a disposizione, oltre ad averli in buona parte scelti.
Secondo me la Roma può essere una delle sorprese ad altissimo livello della stagione in corso. I giallorossi non devono porsi alcun limite perché possono arrivare a qualsiasi tipo di risultato, anche a traguardi di straordinaria eccellenza".
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