Real Madrid, Mourinho: "La Roma superiore in tutto, poi non ne aveva più. Endrick? So cosa può dare, impossibile lasciarlo partire"

Real Madrid, Mourinho: "La Roma superiore in tutto, poi non ne aveva più. Endrick? So cosa può dare, impossibile lasciarlo partire"Vocegiallorossa.it
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Ieri alle 23:50Avversario
di Valerio Conti

José Mourinho ha parlato ad Amazon Prime Video al termine di Roma-Real Madrid. Queste le sue parole:

Mourinho, è stata una partita difficile da descrivere, forse un’altalena di emozioni incredibili dall’inizio alla fine, soprattutto nel finale.
«Penso che si possa parlare di due partite dentro una sola. Una partita in cui la Roma è stata superiore in tutti gli aspetti, tutti, e poi venti minuti in cui il Real Madrid era impossibile da fermare. Sono state due partite distinte. Loro ci hanno sorpreso all’inizio con Soulé, che ha giocato più sulla fascia rispetto alle partite precedenti, creando superiorità numerica da quella parte del campo. È stato difficile per noi controllarlo. Nel secondo tempo, proprio quando eravamo più organizzati per affrontare questa difficoltà, abbiamo preso il secondo gol, che è un gol ridicolo, che non si può subire in una competizione di questo livello. Dopo, sul 3-1, magari per tutti la partita era morta, però quelli che erano morti erano i giocatori della Roma. È molto difficile giocare con questa intensità e con lo stile di gioco che hanno loro. È molto difficile. Quindi il Real Madrid ne ha approfittato. Certamente abbiamo fatto dei cambi. Sul 3-1, prendere il quarto o il quinto gol non avrebbe cambiato molto. Poi loro non hanno più avuto la capacità, né tattica né fisica, di accompagnare questa valanga di calcio offensivo che abbiamo prodotto».

A proposito dei cambi, due suoi cambi sono stati fondamentali. Parliamo sempre di Vinícius, Mbappé e Bellingham, ma alla fine la partita l’hanno risolta due ragazzi, Espí ed Endrick.
«Di Endrick ho parlato ieri. Quando mi hanno chiesto se la Roma potesse prenderlo in prestito, ho risposto che era impossibile. Impossibile perché conosco il suo talento e so quello che può dare. Povero Hermoso, dopo settanta minuti, ovviamente lo abbiamo ammazzato. E poi è entrato quel ragazzo e penso che anche lui non potesse fare molto».

Vorrei mostrarle un’immagine del finale della partita. In questa esultanza sembra che lei dica qualcosa. A chi si rivolge e che cosa vuole dire?
«Niente. Abbiamo vinto e sto festeggiando, guarda».

Sta dicendo di no?
«No. Non mi hai visto festeggiare e correre verso la Curva Nord, dove si trovavano i nostri tifosi? Verso la Sud sarebbe stato impossibile, ovviamente, per il rispetto estremo che ho nei loro confronti. Ci hanno sostenuto fino alla fine».

Le dico che cosa avevo letto io, sicuramente sbagliando: “Non mi arrendo, Mourinho non si arrende, vamos”.
«No, no, no. Onestamente no».

José Mourinho in conferenza stampa

Come si spiega questa partita?
“La responsabilità della prima parte della partita è mia. Il merito del finale è dei giocatori”.

Le scelte?
“Nella mia testa voglio fare sempre bene, penso sempre alla meritocrazia. Il calcio è un gioco strategico: quando gli avversari giocano e oggi erano fortissimi, sapevo che la benzina sarebbe finita. Impossibile avere questo ritmo per 90 minuti. Ho fatto i cambi che pensavo andassero fatto. Loro però ci hanno sorpreso con Soulé, che impediva a Cucurella di saltare Wesley. Nella ripresa, la squadra era più stabile e abbiamo sbagliato un gol assurdo. abbiamo vinto 4-3, ma diranno che abbiamo giocato male i primi 80 minuti. Intanto abbiamo fatto 6 punti con Roma e Inter”.

La squalifica di Vinicius? Un commento sulla gara?
“Pensi che sia normale che un giocatore di una squadra spagnola che deve giocare una partita importante per il calcio spagnolo sappia che avrà quattro giornate di squalifica? Non devi rispondermi. Avrebbero potuto farlo domani mattina, dobbiamo venire in pullman e arrivare allo stadio per scoprire che Vinicius verrà squalificato per 4 partite. In portoghese si dice che il gatto si nasconde e si vede la coda. Ora questo gatto è in libertà, si fanno cose senza avere vergogna. Due ore prima di una partita un calciatore deve sapere che è stato squalificato 4 giocatore. Non mi sembra normale uccidere un giocatore prima di una partita. La prima parte della partita è colpa mia o merito di Gasperini che ha fatto bene a mettere Soulé su Cucurella. Wesley è un giocatore fantastico e ci ha schiacciato. Difficile per Vinicius, nel secondo tempo ha giocato dall’altra parte e ha finito Diomandé dall’altra parte. Anche io faccio errori, un peccato che ora che sta crescendo e ora rimarrà fuori”.

Può essere la svolta della vostra stagione?
“No. Il campionato è il campionato e la Champions è la Champions. Siamo a metà strada per la qualificazione, ma non è finita la storia. Per noi però è importante: mancano sei partite abbiamo giocato contro due big italiane”.

Ha sostituito Vinicius, lui si chiedeva il perché.
“Se fa quello che fanno molti come dare un calcio alla bottiglia sono cose che non amo ma la frustrazione è normale. L’importante è che dopo la partita lui era molto felice ed è importante per me”.

Mourinho ai microfoni di Sky 

Partiamo dall'aspetto emozionale. Tanti bellissimi striscioni, frasi e cori nei confronti di un allenatore che qui ha lasciato una traccia importante. Che cosa ha provato durante la partita sentendo tutto questo?
«Mi sono preparato bene, mi sono preparato per rimanere un po' freddo, diciamo così. Però, ovviamente, sono cose che si sentono. Io ringrazio e ringrazierò per sempre. Non c'è un altro modo per dirlo: ringrazierò per sempre. Sono situazioni che non dimentichi mai».

Un allenatore prepara la partita in un certo modo, poi si ritrova sotto 3-1. La rimonta nel finale, arrivata attraverso le palle inattive, era una situazione che avevate studiato?
«Le palle inattive no. Nel primo tempo loro ci hanno sorpreso. La posizione di Soulé, molto aperto, metteva spesso Wesley in situazioni di due contro uno. Sapevano perfettamente che Vinícius non è un giocatore che lavora molto in fase difensiva e ci hanno creato tantissimi problemi da quella parte. All'intervallo ho cambiato qualcosa e, con Diomandé su Wesley, abbiamo controllato completamente questa difficoltà. Poi, però, abbiamo perso un pallone a centrocampo in modo troppo ingenuo, troppo irresponsabile, e loro hanno segnato il secondo gol e successivamente il terzo. Non mi aspettavo che la rimonta arrivasse attraverso le palle inattive. Penso che siano state una conseguenza del nostro dominio, della nostra spinta offensiva, con giocatori freschi, rapidi e creativi, contro ragazzi che erano ormai stanchi. Non si possono fare miracoli: giocare con quell'intensità per 90 minuti contro il Real Madrid è dura. Quando Endrick si è trovato di fronte il povero Hermoso, che era già in difficoltà, abbiamo creato un altro problema. E poi, quando ho spostato Espí al centro e Kylian sulla sinistra, abbiamo aggiunto un'ulteriore difficoltà per loro. Direi che nel primo tempo loro hanno ucciso noi, mentre negli ultimi 20 minuti noi abbiamo ucciso loro».

Quanto è bello vincere partite come questa, con i giocatori che danno risposte importanti?
«Ovviamente è bello. Sapevamo che la vera pressione della Champions League non è ancora arrivata. Arriverà nella fase a eliminazione diretta, quando sei dentro o fuori. Considerando il nostro calendario, con due partite consecutive contro Inter e Roma, le due squadre più forti d'Italia, conquistare sei punti ci mette in una situazione che non definirei comoda, ma sicuramente molto positiva per passare il turno. E questo è il nostro obiettivo».