Lazio, Sarri: "Quest'anno non mi è piaciuto, non sono stato ascoltato e non sono felice"
Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa al termine del derby perso contro la Roma. Queste le parole dell'allenatore della Lazio:
Stagione molto complicata. Si è fatto un'idea se si sente di restare?
"Avevo detto a giugno. Facciamo questa partita e vediamo cosa mi dice la società, per ora nessuno mi ha detto nulla. Quest'anno non mi è piaciuto, non sono mai stato ascoltato e non sono felice. Vediamo".
La gestione di Lotito può avvicinarsi a quanto ha vissuto con De Laurentiis?
"Quella era una squadra di livello assoluto, almeno qualitativamente. Era una squadra che era arrivata a una di 88 punti stagionali, c'erano basi più solide".
Hai voglia di restare?
"Vedo che non vi importa della partita... Uno deve parlare dell'ambiente e separatamente della società: a livello di ambiente, rimarrei. A livello societario... forse se i piani non collimano è meglio separare. Di piani io non ne ho sentiti".
Cosa le dà più fastidio di questa sconfitta? Come mai Zaccagni non è venuto in panchina?
"Oggi era impossibile: Zaccagni faceva fatica a camminare, figuriamoci a calciare. Nei primi giorni non si può far giocare. La partita... 60 minuti di buon livello, ci siamo trovati sotto per colpe nostre: l'angolo è arrivato da una situazione a nostro favore. Sugli angoli: loro hanno attaccato la palla e noi siamo rimasti fermi. Loro poi, in 10 contro 10, hanno faticato meno. Fino a quel momento, meritavamo molto di più".
Quanto è lontana questa Lazio dalla sua prima Lazio?
"Quella era una Lazio più qualitativa: ci sono pochi dubbi. Arrivammo secondi infatti. Vedremo se l'anno prossimo sarà l'anno 1... abbiamo tanti in scadenza e tanti che vogliono andare via. Faccio fatica a risponderle".
La Coppa Italia era forse il trofeo più necessario per questa Lazio?
"Chiaro, senza qualità eccelsa era importante. Sembrava però che si giocasse contro una squadra di scarso livello: potevamo fare di più, ma l'Inter ora è di un altro livello. Bisogna fare i complimenti ai ragazzi che ci sono arrivati, poi abbiamo incontrato una squadra fortissima. Un po' di rammarico c'è: potevamo fare una partita piu coraggiosa".
Maurizio Sarri ai microfoni di DAZN
Partita complicata, quale lettura ne fa della prestazione della sua Lazio?
«È stata una partita calda e tirata. Per 60 minuti abbiamo fatto molto bene; trovarci sotto alla fine del primo tempo è stato pesante, perché non rispecchiava l’andamento in campo. Abbiamo iniziato bene anche il secondo tempo, creando un paio di palle gol. Sicuramente abbiamo la responsabilità dei due gol subiti su palla ferma: non abbiamo attaccato la palla e gli avversari ne hanno approfittato. La Roma ha legittimato il successo solo nel finale, quando in dieci abbiamo fatto fatica a riorganizzarci, ci siamo un po’ allungati e sfilacciati. A parte questi episodi, la squadra ha fatto una buona partita».
Ha sentito il bisogno di intervenire subito con i giocatori, o era meglio lasciarli da soli?
«Quando perdi una finale e poi pochi giorni dopo un derby, non è un momento semplice per i giocatori. Era il caso di lasciarli liberi, con un paio di giorni di riposo, prima di affrontare le tematiche della partita».
Come ha vissuto emotivamente questi giorni, considerando che potrebbe essere l’ultimo derby sulla sua panchina?
«Purtroppo sono abituato a perdere le coppe nazionali, in Italia e anche in Inghilterra. Bisogna farsene una ragione in fretta. Abbiamo perso da campioni d’Italia, dopo un percorso di grande livello, eliminando squadre forti come Milan, Bologna e Atalanta. Fa più male perdere il derby, perché lascia sempre una certa frattura emotiva».
Parlando di futuro, c’è ancora spazio per un accordo con la società per il prossimo anno?
«Non mi ha parlato nessuno di programmi futuri. Come ogni allenatore potrei avere voce in capitolo, ma quest’anno sono stato ascoltato zero. Vedremo».
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