Lazio, Sarri: "Servono meno esperti di politica sportiva e più gente di calcio. Io i miei giocatori non li avrei lasciati soli"

Lazio, Sarri: "Servono meno esperti di politica sportiva e più gente di calcio. Io i miei giocatori non li avrei lasciati soli"Vocegiallorossa.it
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Oggi alle 11:48Avversario
di Maurizio Rasa

Durante il pre partita di Roma-Lazio, il tecnico biancoceleste, Maurizio Sarri, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Ecco le sue parole:

Sarri a DAZN

Si è parlato molto della sua presenza qui oggi. In questi giorni quanto è stato importante anche il ruolo dei giocatori nelle riflessioni che ha fatto?
«La mia era solo una provocazione. Io e i giocatori non li avrei mai mandati da soli in questa bolgia perché ho troppo rispetto nei loro confronti. Era solamente un modo per esprimere la mia opinione sulla Lega, che secondo me non sta gestendo al meglio il nostro campionato e il nostro prodotto, che è già un campionato in difficoltà di suo. Non sto parlando da allenatore della Lazio, sto parlando da uomo di calcio. Oggi è una giornata in cui cinque squadre si giocano qualcosa che vale 70-80 milioni. Una giornata sulla quale confezionare un prodotto importante anche a livello mondiale. Invece si fa una partita a mezzogiorno, che non è la stessa cosa. Due derby di Roma giocati uno alle 12:30 con 35 gradi all’ombra e uno oggi a mezzogiorno. Nel campionato Primavera la Lazio ha giocato la prima partita il 16 agosto a mezzogiorno: nessuno voleva andare in campo e nessuno andava in tribuna. L’ultima partita è stata giocata di venerdì alle 11 e la tribuna era vuota. Non si può pretendere che poi questi ragazzi siano pronti per entrare a San Siro. Sto parlando per il bene del calcio. Il bene della Lazio ce lo dobbiamo fare da soli, non è che se oggi facciamo una brutta partita è colpa della Lega. Però quanto visto nell’ultima settimana mostra una certa incapacità di gestire al meglio il calcio italiano. Ci sono troppi esperti di politica sportiva e pochi esperti di calcio. Se parli con queste persone ti rendi conto che non conoscono il profumo dell’erba e non sanno che per il calcio giocare a mezzogiorno o la sera non è la stessa cosa. Servono meno esperti di politica sportiva e più gente di calcio».