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L'unica cosa che conta

L'unica cosa che contaVocegiallorossa.it
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Oggi alle 14:32Primo piano
di Gabriele Chiocchio
fonte L'editoriale di Gabriele Chiocchio

Nella città del campanile, dell’eterna rivalità, a volte dei complessi, del riferirsi all’altro anziché a se stessi, è successo anche che la Roma vincesse un derby ignorando totalmente il proprio avversario. È capitato al termine di una mattinata (!) strana, meno intensa del previsto in campo e fuori, con uno stadio quasi interamente romanista, ma non così rumoroso e una squadra, la Roma, che, specie nel primo tempo, non è riuscita a mettere energie e nemmeno abbastanza pulizia tecnica in una partita che, vista l’altra squadra, la Lazio, ci si aspettava potesse essere messa sui binari giusti il prima possibile. 

Le cose sono andate in maniera diversa, e chissà perché lo hanno fatto: rimarremo con questo interrogativo indiretto, perché dopo trentasette giornate di campionato (e una di Coppa Italia, e dieci di Europa League) parlare di prestazione, di calcio gasperiniano o no, di quanto si poteva far comunque meglio non conta nulla, di fronte a una situazione inedita negli ultimi otto anni di Roma. A un certo punto, sul 2-0 e in un contesto di gara che - viste le squadre in dieci contro dieci - poteva anche per qualche motivo (decisamente oscuro, a dire il vero) cambiare in modo repentino, non contava neanche più quello che succedeva in campo, su questo campo, perché i pensieri erano tutti prima a Genova e poi, soprattutto, a Torino, dove è successo ciò che renderà imperdibili gli ultimi novanta minuti di questa stagione.

La sconfitta della Juventus ha cambiato le cose al punto di far dimenticare che la Roma oggi ha vinto un derby (tornando, tra l’altro, a fare due su due in campionato dopo un decennio). Al fischio finale non c’è stata la solita coda polemica, chi ha perso ha semplicemente lasciato il campo e chi ha vinto ci è rimasto ad attendere le notizie definitive, per poi esplodere di una gioia che dovrà essere contenuta e trasformarsi in serietà, nell’ultima settimana di totale serietà per portare a compimento una stagione che a un certo punto sembrava doversi concludere al solito modo, e che invece può rappresentare il punto di partenza degli anni a venire. Contava solo questo e conterà solo questo al Bentegodi tra una settimana (o più, o meno). Del resto, se ne parlerà dopo.