Atalanta, Gasperini: "Fonseca ha fatto un gran lavoro, la Roma ha delle conoscenze consolidate"

19.12.2020 13:57 di Vincenzo Pennisi   vedi letture
Atalanta, Gasperini: "Fonseca ha fatto un gran lavoro, la Roma ha delle conoscenze consolidate"
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L'allenatore dell'Atalanta, Gian Piero Gasperini ha parlato alla vigilia della sfida contro la Roma.

C'è un'altra partita di grande importanza, la Roma è la squadra che corre di più.
"Troviamo una squadra in condizione che fa tanti gol, hanno trovato il passo giusto. Era una squadra di valore già lo scorso anno, troviamo una delle big del campionato. Arriva in un momento in cui il campionato è in una parte molto bella e accesa. Tutte le migliori squadre stanno dando il massimo, è una partita molto interessante, visto anche il nostro momento. Si incontrano due squadre che vogliono far bene".

Ora segnate di meno, ma siete più compatti.
"Quello che conta sono i risultati. Se vinci 4-2 o 1-0, è la stessa cosa. Dipende da tanti momenti, dal campionato, ma anche dagli equilibri. Dopo la scoppola col Liverpool era fondamentale trovare una situazione diversa, abbiamo bisogno di fare una striscia lunga e trovare le prestazioni che stiamo facendo".

Al netto del Papu, bisogna intervenire sul mercato?
Se vogliamo parlare di calcio bene. Ne stiamo parlando da giorni, ma domani abbiamo una partita importante. Dobbiamo preparare questa partita che sentiamo, la nostra attenzione è rivolta alla sfida di domani".

Cambierà qualcosa dal punto di vista della preparazione?
"Fonseca ha fatto un gran lavoro, la Roma stava facendo bene anche lo scorso anno. Quest'anno, partendo dall'inizio del campionato, si vede che hanno delle conoscenze consolidate, stanno facendo quello che tutti vediamo. Per noi domani sarà una partita importante: lo scorso anno è andato bene, ma ogni gara è diversa. Parliamo di due squadre che si conoscono bene dal punto di vista tattico. Le prestazioni sono sempre state buone, a volte non sono state valorizzate col risultato, ma la squadra ha creato tanto. A volte gli episodi cambiano le partite, ma la squadra è sempre stata in partita. È chiaro che nell'ultima partita con la Juve abbiamo regalato qualche situazione, almeno nel primo tempo. Abbiamo fatto anche delle cose positive, poi è certo che si lavora sugli errori".

La scelta dei capitani a cosa è dovuta?
"È fatta in base all'anzianità, all'appartenenza e al numero di partite giocate. Io sono per più capitani: per me De Roon, Freuler e Toloi sono tre capitani. Credo che in una squadra bisognano esserci più capitani".

Gli assenti?
"No, non ci sono recuperi particolari. Caldara sta facendo bene, speriamo di rivederlo a gennaio. Pasalic ci vuole un po' più tempo, Ruggeri ne ha per 15 giorni. Miranchuk si è allenato, gli altri stanno bene".

È già presto per vedere la classifica?
"Abbiamo giocato undici partite, ci sono ancora 27 giornate da giocare, credo sia opportuno concentrarsi su ogni singola partita".

Ilicic?
"Si è allenato anche bene, l'ho visto calciare con buona forza. Ha superato questo problema".

Un commento sulle date di gennaio?
"Questo è il calendario, dobbiamo adeguarci".

Come valuta l'approccio di Miranchuk a Torino?
"Purtroppo l'ho avuto poco a disposizione, si è presentato con un infortunio abbastanza lungo. È un giocatore di indubbio valore, è geniale in queste cose. Ho la sensazione che non sia proprio quel giocatore offensivo, ama giocare in mezzo. È più un giocatore da ultimo passaggio, bisogna rispettarlo per ciò che sono le sue caratteristiche. Arriva da un campionato diverso, dobbiamo scoprirlo di volta in volta. Ha alcune qualità molte importante, dobbiamo cercare di far diventare utili queste caratteristiche".

Come si pone nei confronti delle vicende social?
"Io sul privato o sui momenti fuori dalla squadra non sono invasivo. Io non controllo ciò che scrivono o no, non fa male a nessuno. Io non partecipo personalmente. Quello che mi interessa è che quando siamo sul campo o a Zingonia bisogna rispettare le regole della società, su quello dobbiamo avere gli stessi atteggiamenti. Sono tutti ragazzi giovani, chi io un modo o nell'altro esprimono la loro età. Li lascio liberi, anche perché li stresso abbastanza in campo".