Il pilota che riportò l'Italia campione del mondo: "Che festa sul mio aereo"

Il pilota che riportò l'Italia campione del mondo: "Che festa sul mio aereo"Vocegiallorossa.it
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Ieri alle 23:00Altre notizie
di Maurizio Rasa
fonte ANSA

(ANSA) - ROMA, 05 LUG - "Sul volo di rientro erano saltate le marcature: c'era Gattuso che tagliava i capelli a Pirlo, un avvicendamento continuo nel bagno, presidiato persino con un servizio di guardianìa. È stata la festa di un gruppo formidabile: una cosa normale, quando si vince, ma erano ragazzi uniti e coesi già da prima, per merito di Lippi e dei senatori della squadra". A parlare è Augusto Angioletti, comandante dell'aereo che riportò la nazionale campione del mondo in Italia, dopo il successo di Berlino. Un ricordo indelebile, "un onore e un privilegio", figlio di una scommessa nata qualche mese prima, quando la situazione attorno all'Italia calcistica era tutt'altro che rosea. La compagnia che aveva fondato, la Eurofly, era diventata da poco 'official carrier' in ambito sportivo, dei due club di Milano e della Ferrari, e quando si presentò l'occasione di lavorare con la nazionale Angioletti non se la fece scappare, diventando vettore ufficiale e sponsor: "Non qualificandoci sarebbe stato un investimento perso, ma avevo fiducia perché l'Italia aveva sempre reso bene nei momenti di difficoltà, come nell'82", racconta. E le cose funzionarono fin da subito: "La prima partita in cui li portai fu Italia-Slovenia nell'ottobre 2005, a Palermo - ricorda Angioletti - vinta 1-0. Sul bus in aeroporto, Lippi mi avvicinò e mi disse 'comandante, ci ha portato bene' e io risposi deciso 'mister, vedrà che vi porteremo bene'. Divenni una sorta di amuleto". C'era un altro dettaglio che fu un segno del destino: "Su tutte le fusoliere della flotta mettemmo un'immagine degli azzurri, e la maglia che si vedeva di più era la 6 di Materazzi.

Non doveva nemmeno essere titolare, attorno a me espressero dei dubbi, ma io - confessa il pilota - ero e sono interista e lo scelsi comunque. Fu l'uomo decisivo già dal gol contro la Repubblica Ceca, per non parlare poi della finale". Una partita a cui portò con l'aereo, insieme ad altri invitati, anche i suoi figli di 9 e 11 anni, che per anni avrebbero custodito in camera un reperto speciale: "Avevo un bandierone dell'Italia e sul volo di rientro da Berlino andai da Lippi - racconta - e gli dissi che mi sarebbe piaciuto avere le firme di tutti i giocatori (oltre alla sua e a quella di Riva). Quando arrivammo a Pratica di Mare aprii il finestrino e la sventolai dalla cabina. Quella foto è un ricordo speciale". Così come la sua immagine su Whatsapp, che ritrae Angioletti al centro, con Lippi alla sua destra e alla sua sinistra Cannavaro, con in mano la Coppa del mondo: "Di solito non ho una foto profilo, ma durante i Mondiali metto sempre quella. Mi auguro che, quando risuccederà tra quattro anni, avremo di nuovo una nazionale per cui tifare". (ANSA).