Okaka: "Roma non è un posto come gli altri. Speriamo di andare tutti al Circo Massimo"

Okaka: "Roma non è un posto come gli altri. Speriamo di andare tutti al Circo Massimo"Vocegiallorossa.it
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di Mattia Costa
L'ex attaccante di Roma e Udinese parla del momento delle due squadre, elogia Gasperini e si sofferma anche sull'impatto di Malen.

Stefano Okaka, ex attaccante tra le altre di Roma e Udinese, ha parlato ai microfoni di Sky Sport. L'ex giallorosso si è soffermato sulla crescita della squadra di Gian Piero Gasperini, sul momento dei friulani e sull'impatto avuto da Donyell Malen. Queste le sue dichiarazioni:

Dall'inizio della stagione sono già 45 i gol segnati dagli Under 21, oltre il doppio rispetto alla scorsa stagione. Considerando anche i tanti giovani talenti della Roma, cosa ne pensi di questo dato?
"È sicuramente un dato molto positivo. I giovani sono il futuro del calcio, però quando poi arrivano in una società come la Roma, che ha un maestro come Gasperini e li prepara al grande salto, sicuramente hanno più facilità. Io ho avuto l'opportunità anche l'anno scorso di giocare in una categoria come la Serie C e lì, con una grande impostazione, si potrebbero tirare fuori veramente tantissimi, tantissimi talenti. C'è solo bisogno di crederci e di maggiore organizzazione".

Roma e Udinese stanno vivendo momenti opposti: la Roma sta facendo molto bene, mentre l'Udinese attraversa un periodo negativo. Cosa ti sorprende di più, vedere la Roma così in alto oppure l'Udinese così in basso?
"Sicuramente l'Udinese così in basso. La Roma già dall'anno scorso ha trovato una base, ripeto, con un allenatore che vuole il bene della Roma, e quindi poi quando si mescolano queste cose lì si crea sempre una magia differente. L'Udinese secondo me è un club fantastico e già da due anni è una squadra molto forte per questo campionato, per arrivare non in Europa, però lì vicino. Purtroppo le cose non vanno sempre come credi e adesso è lì per giocarsi, diciamo, la salvezza. Questa sera avrà una partita complicata perché la Roma è un'armata che vuole continuare l'ascesa per il titolo".

Cosa ti piace di più di questa Roma? Qual è l'aspetto che ti colpisce maggiormente e quello su cui dovrebbe ancora lavorare?
"Lavorare maggiormente non lo posso dire perché non sono un allenatore, però sicuramente la chimica che si è creata tra l'allenatore, la squadra e la gente. Roma non è un posto come gli altri, prima della qualità devi metterci il cuore e quando ci metti il cuore viene tutto di conseguenza. Poi, ripeto, quando azzecchi l'allenatore, l'allenatore ha anche quei giocatori forti, crea una chimica, no? Magari con Dybala, con tutti i giocatori più d'esperienza che già l'hanno avuto. Hanno creato questa situazione. Poi ci aggiungi giocatori giovani che hanno voglia di emergere, è lì che si crea una cosa straordinaria. Speriamo di andare tutti al Circo Massimo a festeggiare".

Parlando della chimica che si crea con i giocatori, viene in mente Malen. Da centravanti a centravanti, cosa ne pensi di lui e quanto può incidere un allenatore? Malen è arrivato alla Roma dopo aver giocato soprattutto da esterno o seconda punta, ma Gasperini lo ha scelto come centravanti e i numeri da gennaio lo collocano tra i migliori attaccanti d'Europa?
"Sicuramente però, oltre alle qualità, che sono indiscutibili, lo vedi come gioca, no? Lui ha una fame, sente proprio la maglietta addosso, anche quando fa gol, come esulta. Anche quando, per esempio, ha preso l'espulsione contro il Como, non ha tirato indietro la gamba, si è disperato, corre e lotta. È proprio entrato in sintonia con la maglia, con quello che vuol dire la Roma. E poi quando a Roma scatta questo, se sei un campione come lui riesci a fare cose straordinarie. È lì che nasce la magia".