Italia, Maldini: "Non c'è fretta per il ct, meglio avere quello giusto. Dall’Italia chiamata alle armi"

Italia, Maldini: "Non c'è fretta per il ct, meglio avere quello giusto. Dall’Italia chiamata alle armi"Vocegiallorossa.it
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di Mattia Grieco
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Paolo Maldini, nuovo direttore tecnico della Nazionale italiana, ha illustrato i progetti e i tempi legati alla nomina del prossimo commissario tecnico, con il corteggiamento nei confronti di Pep Guardiola: "L'ideale sarebbe entro questa settimana, ma sarebbe anche meglio poter avere la persona che noi vogliamo. La tempistica è legata a questo: c'è fretta, ma non c'è fretta".

ITALIA, LE PAROLE DI MALDINI SULLA NAZIONALE

L’ex Milan ha poi parlato di cosa ha rappresentato il corteggiamento di Giovanni Malagò perché accettasse la FIGC: "È una chiamata alle armi, quando l'Italia chiama è difficile dire di no. Pur avendo chiare la lunghezza in sé e la difficoltà, ho voluto con tutte le forze convincere Leonardo. C'è condivisione totale tra noi di principi, di valori e di obiettivi". Quanto alle novità: "Beh, anzitutto la mia figura non esisteva, assieme al mio amico Leonardo cercheremo di dare un'idea tecnica e un'impostazione tecnica al Club Italia. Già questo credo sia sintomo di grande cambiamento".

ITALIA, LE PAROLE DI LEONARDO SUL NUOVO CT

Leonardo, advisor di Paolo Maldini per la Nazionale, ha parlato così dei tempi e delle modalità della scelta: “È comprensibile dire che non abbiamo fretta; poi anche noi vogliamo fare quanto prima. Il percorso è fondamentale per definire quello che vogliamo: aspettare qualche giorno è cosa giusta. Abbiamo le idee chiare in tanti casi, i piani sono abbastanza chiari”. Il dirigente brasiliano ha poi parlato dell’identikit del futuro ct, dato che Guardiola, Pirlo, Conte e Mancini sono tutti profili decisamente diversi: “L’identikit è quello di cui abbiamo parlato, un allenatore che ragioni più o meno come ragioniamo noi. Ci sono tanti tipi di allenatori che sono vincenti, la cosa più importante è trovare una sintonia di pensiero tra allenatore e direzione tecnica. Ci siamo dimenticati di come possa funzionare: la direzione tecnica dà la linea all'allenatore; finora c'è stato un presidente che era il capo di tutto. È difficile: ogni 2-3 anni cambi allenatore. L'idea è trovare una metodologia di allenamento che vada a cascata. È una cosa che richiede tempo, e dobbiamo lavorare sulla Nazionale A”.