Genoa-Juventus, Spalletti: "De Rossi, immenso da calciatore e altrettanto grande da allenatore". De Rossi: "È forse l'allenatore più forte che abbia mai avuto"
Prima della sfida tra Genoa e Juventus, disputata ieri sera a Marassi, Daniele De Rossi e Luciano Spalletti si sono ritrovati insieme ai microfoni di DAZN. I due allenatori, legati dagli anni trascorsi alla Roma, hanno parlato del loro rapporto e si sono scambiati parole di grande stima. Spalletti ha elogiato le qualità umane e professionali dell'ex capitano giallorosso, mentre De Rossi ha ricordato gli insegnamenti ricevuti dal tecnico di Certaldo. Queste le loro parole:
SPALLETTI SU DE ROSSI
Che allenatore sta diventando Daniele De Rossi.
«Io sono sempre stato convinto che l'immenso De Rossi da calciatore sarebbe stato altrettanto grande da allenatore. E non lo dico perché gli voglio bene, anche se gliene voglio, ma perché l'ho conosciuto profondamente come persona e come professionista. L'ho visto anche nei momenti particolarmente difficili della sua vita, ed è lì che si riesce a capire veramente l'anima delle persone. Per cui, ora ritrovo confermata quella che è sempre stata la mia idea e il mio pensiero su De Rossi, uomo e allenatore».
DE ROSSI SU SPALLETTI
Ti ha emozionato?
«Dopo mio padre è l'allenatore che più mi ha insegnato nella vita, quello che mi ha fatto venire più voglia di fare questo lavoro. Ho passato tanti anni insieme a lui e, nei momenti difficili, sia calcistici che umani, perché poi il percorso di vita corre parallelamente a quello da calciatore, l'ho sempre avuto accanto. Quindi, insomma, ho un ricordo fantastico di lui. L'anno scorso ho detto una frase che penso si possa ripetere: quando lo vedo, lo associo alla sfera familiare, a quella degli amici, non alla sfera calcistica. Ho passato degli anni bellissimi con lui. Poi è un allenatore che conoscete, non devo certo descriverlo, ma, avendolo vissuto da dentro, posso dire che è forse l'allenatore più forte che abbia mai avuto. E ho avuto grandissimi allenatori, eh: Luis Enrique, Antonio Conte e tanti altri. Ma lui è più forte di tutti».
In cosa è più forte?
«Tecnico, ma non solo. Si è fatto sempre rispettare, non ci ha mai scaricato la croce addosso. Dentro lo spogliatoio era abbastanza tosto, ma pubblicamente ci ha sempre difeso. Tecnicamente, la cosa più spaventosa, secondo me, è stata che il primo allenatore che ho avuto era completamente diverso dal secondo. Si era aggiornato, era rimasto al passo con i tempi e, nella seconda esperienza, secondo me, era ancora più bravo del primo Spalletti che avevo conosciuto. Questo mi ha fatto scattare qualcosa: c'è sempre da studiare, c'è sempre qualcuno da cui imparare e a cui rubare qualcosa. Questo è il mio motto. Sappiamo di essere giovani e ancora imperfetti, quindi la voglia che aveva lui di lavorare e di migliorarsi non possiamo non averla anche noi».
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