Siviglia-Roma 2-0 - Scacco Matto - Un pressing disorganizzato, poca convinzione e poca brillantezza. VIDEO!

07.08.2020 19:15 di Alessandro Carducci Twitter:    Vedi letture

Il Siviglia vince con merito per 2-0 eliminando, così, la Roma dall'Europa League.

LE SCELTE - Nessuna sorpresa per Paulo Fonseca: Lorenzo Pellegrini è a disposizione ma, con la mascherina, la sua respirazione ne risente e il portoghese preferisce partire con Cristante e Diawara in mezzo al campo e Bruno Peres-Spinazzola ai lati. I due trequartisti sono Zaniolo e Mkhitaryan dietro all'unica punta, Edin Dzeko. In difesa, con Smalling ormai andato, si posizionano Mancini, Ibanez e Kolarov.
Lopetegui cambia invece qualcosa: confermato ovviamente il 4-3-3 e confermata la linea difensiva con Navas, Koundé, Carlos e Reguilon. Nessuna sorpresa nemmeno a centrocampo. Fernando si posiziona davanti alla difesa per dare equilibrio, con Banega e Jordan ai suoi lati. In avanti, resta fuori  de Jong con il Siviglia che si affida a Ocampos e Suso.

GLI INIZI - Il Siviglia parte senza forzare il ritmo per poi crescere con il passare dei minuti, esercitando una pressione che la Roma fatica a eludere. Le opzioni sono il lancio per Dzeko ma Mkhitaryan e Zaniolo faticano a gravitargli attorno, con gli andalusi sempre compatti e abili a muoversi come un blocco unico di travertino. Gli spagnoli fanno girare il pallone con qualità e la Roma, rinunciando al pressing (o esercitandolo in maniera disorganizzata) rimane in balìa del palleggio degli avversari, che passano da un lato all'altro del campo fino a trovare i varchi per passare.

BRILLANTEZZA - Sarà l'aver avuto alcuni giorni in più riposo ma il Siviglia è fin da subito più brillante, più fresco. Il giocare compatti e con un sistema di gioco ben collaudato sicuramente aiuta ma fisicamente gli spagnoli sembrano proprio star meglio. Ne è l'esempio l'occasione che ha portato al primo gol andaluso: Reguilon sembra andare al doppio della velocità, al di là dell'errore di lettura di Bruno Peres, da Mancini portato a spasso da Ocampos e dell'errore ingenuo di Pau Lopez. Spesso i capitolini sono rimasti fermi, aspettando la palla tra i piedi.

PRESSING E CONVINZIONE - Il pressing è stato portato avanti a sprazzi, più per volontà di Dzeko (che trascinava i compagni) che per volontà di squadra, finendo così per effettuare una pressione disorganizzata. Proprio così nasce quasi il secondo gol del Siviglia, con Jesus Navas in versione centravanti, imbeccato da Fernando, quest'ultimo tutto solo nella metà campo romanista servita in verticale da Reguilon proprio per eludere la disorganizzata pressione giallorossa. Jesus Navas ha poi saltato Pau Lopez senza riuscire a segnare ma la differenza è che, invece, il Siviglia si è riversato nella metà campo giallorossa in maniera efficiente e organizzata, non lasciando varchi alla Roma e con tutti i calciatori consapevoli del proprio ruolo e dei propri doveri.

COSTRUZIONE DA DIETRO - A fine gara Edin Dzeko ha detto che la Roma è stata incapace di cambiare spartito, provando per tutta la gara a costruire da dietro senza riuscirci e senza modificare la strategia. I giallorossi hanno in effetti tentato di giocare palla a terra, soprattutto con Diawara per Mkhitaryan che ha allargato per Spinazzola. In un paio di occasioni, la Roma si è resa così pericolosa ma è troppo poco, con Zaniolo in difficoltà spalle alla porta e il Siviglia bravo a chiudere ogni spazio. Dzeko è stato così servito poco e male e il bosniaco è andato in difficoltà, perdendo anche qualche pallone di troppo. Un disastro, sotto tutti i punti di vista.