Scacco Matto - Roma-Bayer Leverkusen 3-2

 di Gabriele Chiocchio Twitter:   articolo letto 9490 volte
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
Scacco Matto - Roma-Bayer Leverkusen 3-2

All’Olimpico Roma e Bayer Leverkusen si incontrano dopo il 4-4 dell’andata in un match che vale una grossa fetta di qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Rudi Garcia si affida allo stesso undici vittorioso a Firenze, con Florenzi terzino destro e il trio d’attacco composto da Salah, Dzeko e Gervinho, mentre Schmidt sceglie il 4-4-2 e Stefan Kießling dall’inizio accanto a Hernandez, con Toprak a centrocampo accanto a Kampl e Mehmedi e Çalhanoğlu sui due out.

I tedeschi vogliono dare subito la loro impronta alla partita e sfoderano subito il loro pressing totale, riversandosi nella metà campo della Roma alla caccia del pallone: atteggiamento di per sé discutibile viste la classifica del girone e quanto accaduto alla BayArena, del tutto scriteriato se a questo corrisponde anche un pessimo posizionamento sul possibile - leggasi, probabile - ribaltamento di fronte della Roma. E così dopo appena due minuti i giallorossi hanno una prateria, lasciata dalla parte mancina della retroguardia ospite, dove agisce Wendell, che Salah sfrutta portando in vantaggio i suoi, servito da una palla di lavorata e servita con precisione da Dzeko. Il contesto della partita diventa dunque perfettamente congeniale ai giallorossi, che come contro la Fiorentina da quel momento in poi potranno aspettare per sfruttare altre transizioni. Differentemente alla gara del Franchi, però, Salah e Gervinho non retrocedono alle spalle della linea dei centrocampisti ma compongono il classico 4-1-4-1 della fase difensiva della Roma, a volte con Dzeko al posto dell’ivoriano, impegnato centralmente a infastidire Tah e Papadopoulos in impostazione. Questo perché i piani di Garcia non prevedono di chiudersi dietro, ma comunque di lottare per il possesso del pallone: l’allenatore francese, dopo il vantaggio, vede i suoi troppo bassi e li spinge a riguadagnare campo per evitare di rimanere schiacciati. I giallorossi, comunque, attaccano sempre in verticale, anche con lanci lunghi, sia per attivare i propri velocisti, che per attaccare la seconda palla. La squadra di Schmidt, invece, è costretta a combinare in pochi spazi per provare a impensierire Szczesny: prova a farlo cercando le due fasce, ma pur scambiando i due esterni di centrocampo, non riesce a salire di ritmo e di palloni dalle parti del portiere polacco se ne vedono pochi. Il dogma del gegenpressing porta a un’aggressione immediata dopo la perdita della sfera, ma alle spalle della prima linea di pressione c’è un luna park: Çalhanoğlu aggredisce da solo De Rossi che trova facilmente Nainggolan e quest’ultimo può lanciare Dzeko tra le larghe, larghissime maglie della difesa ospite, per il 2-0. Nel finale di tempo la Roma retrocede di qualche metro ma non rinuncia mai a ripartire e avrebbe due occasioni, sempre in transizione e in campo aperto, per arrotondare ulteriormente il punteggio, ma Salah e Dzeko non non sono freddi.

E la Roma sconterà tutto questo nella ripresa, in cui entra in campo totalmente fuori fase. Schmidt all’intervallo svuota la zona centrale e guadagna ampiezza richiamando Kießling e inserendo Bellarabi e il numero 38 si rende subito protagonista, tenendo in campo il pallone servitogli da Kampl, che si inserisce per pareggiare il confronto numerico con Pjanic che non lo segue; De Rossi esce male sul centrocampista che scarica all’indietro, Mehmedi è solo e batte Szczesny per il 2-1. Deconcentrazione e scarsa applicazione dunque alla base della rete che riapre la partita e che regala nuove energie al Bayer Leverkusen, che ricomincia ad aggredire con più ritmo e precisione, approfittando della svagatezza giallorossa e soprattutto dell'incapacità di prendere le misure a Bellarabi. L’esterno tedesco trova nuovamente scarsa opposizione in Miralem Pjanic, che non ha aiuto da Gervinho, e può rientrare e servire una palla verticale per Hernandez, in posizione regolare perché Florenzi, distratto dal possibile taglio di Çalhanoğlu a sinistra, ritarda la salita tenendo in gioco il messicano che fa 2-2 in appena sei minuti. E oltre al vantaggio, scompare dal campo tutto ciò di buono che la Roma aveva mostrato nel primo tempo: i recuperi palla si fanno più rari e i ribaltamenti nulli, con errori individuali sia in fase difensiva che in fase offensiva che riducono ulteriormente ritmo e portata della manovra dei giallorossi. Di fatto, la Roma è costretta a ricominciare da zero e, dopo diversi minuti di vuoto, comincia a risalire il campo, forte di una condizione atletica comunque discreta e dell’abbassamento del Bayer Leverkusen, a cui il pareggio sta bene. Il primo cambio effettivo di Garcia, dopo l’ingresso di Maicon per l’infortunato Florenzi, è la sostituzione di Gervinho (che inspiegabilmente impiega un’eternità per lasciare il terreno di gioco) con Iturbe, che non suggerisce in realtà un’idea precisa di gioco, idea precisa che ha Schmidt che sceglie di fare quello che faceva la Roma nel primo tempo, vale a dire giocare in verticale per stimolare la non perfetta fase difensiva avversaria e raccogliere eventuali seconde palle, ma l’obiettivo principale viene svelato dalla seconda sostituzione dell’ex allenatore del Salisburgo, la cui intenzione è quella di rinunciare alla sua principale fonte di gioco, Çalhanoğlu, per rinforzare il centrocampo con Kramer, ma che si vede costretto invece a sostituire Bellarabi, anche lui vittima di guai fisici, con il Campione del Mondo, che si posiziona accanto a Toprak, con Kampl a destra. Garcia non ha però modo di sistemare le cose della panchina, perché si fa male anche Maicon e il terzo cambio serve per sostituire il brasiliano con Torosidis. Proprio il greco fa però partire il traversone da cui nasce il calcio di rigore per il fallo di Toprak, espulso, su Salah, con un Bayer Leverkusen troppo poco intenso difensivamente che non riesce a liberare la minaccia e Pjanic trasforma per il nuovo vantaggio dei padroni di casa. Nell’assalto finale degli ospiti, che inseriscono anche Brandt per Mehmedi, c’è più frenesia che qualità e si arriva al triplice fischio finale. Problemi a livello di concentrazione e le mancate contromisure sull’unica mossa in corso di Schmidt, vale a dire l’ingresso di Bellarabi, hanno dunque rischiato di compromettere una partita ben preparata, contro un avversario che si è rivelato monocorde e quindi leggibile come il Bayer Leverkusen.