Scacco Matto - Parma-Roma 0-2, aperta la scatola è una partita a mosca cieca

30.12.2018 22:10 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di www.imagephotoagency.it
Scacco Matto - Parma-Roma 0-2, aperta la scatola è una partita a mosca cieca

Con i gol di Cristante e Ünder la Roma espugna il Tardini: 2-0 il punteggio per i giallorossi dell'ultima gara del 2018.

LE SCELTE - Di Francesco può riabbracciare Edin Džeko, che torna titolare come centravanti del 4-2-3-1, con alle sue spalle Cengiz Ünder, Nicolò Zaniolo e Justin Kluivert. Dalla cintola in giù non cambia nulla rispetto a mercoledì, con Robin Olsen tra i pali, Alessandro Florenzi, Konstantinos Manōlas, Federico Fazio e Aleksandar Kolarov davanti a lui e Bryan Cristante e Steven Nzonzi in mediana. 4-3-3 per Roberto D’Aversa, che sceglie Jonathan Biabiany, Gervinho e Luca Siligardi davanti.

 

 

 

NESSUNA STRADA  - Che il Parma avrebbe atteso all’infinito nella propria trequarti era cosa nota: il 4-3-3 con cui si schierano i ducali è un 4-5-1 che garantisce il raddoppio in ogni zona del campo, rendendo difficilissimo per gli uomini di Di Francesco trovare spazio per giocare. Le strade che si possono battere per riuscire a superare l’ostacolo sono altrettanto note: alzare il ritmo del pressing in modo vertiginoso per costringere gli avversari all’errore, provare una giocata estemporanea - magari un tiro da fuori, o un calcio piazzato - o fare molto movimento senza palla per indurre i difensori a sbagliare le scalate. Di queste tre possibilità, la Roma non riesce a metterne in pratica nemmeno una, fatta eccezione per una combinazione tra Džeko, Ünder e Kluivert che, guarda caso, manda l’olandese a pochi centimetri dal gol dell’1-0.

POSIZIONE DI SPARO - Il Parma ha nel contropiede la sua arma principe per contrattaccare e in Gervinho l’uomo chiave per farlo. L’ivoriano resta sistematicamente in posizione di sparo, a cavallo della linea del fuorigioco avversario, cercando di anticipare il più possibile la giocata: il rischio di finire in fuorigioco è sempre alto, ma in caso di giocata regolare si aprono grandi possibilità di fare male a Olsen. Se poi i bombardieri sono due il rischio per il portiere giallorosso si moltiplica quasi di conseguenza: accade quando Siligardi accompagna il 27 biancocrociato nella sua azione, inserendosi nello spazio tra Fazio e Kolarov che non chiude la diagonale su un lancio proveniente da sinistra: Olsen è bravo e sventa il pericolo.

L’APRISCATOLE - Il copione del secondo tempo sarebbe lo stesso, non fosse che la Roma riesce a imboccare una delle strade che portano a scardinare le resistenze della squadra di D’Aversa: con un angolo da destra i giallorossi sbloccano il punteggio grazie a Cristante, bravo a farsi trovare pronto sul primo palo per mettere sul piatto una delle specialità della casa, il colpo di testa.

MOSCA CIECA - Una volta sotto nel punteggio, il Parma non ha un piano B per rimettere a posto le cose: abbozza un pressing, ma così facendo si scopre ulteriormente senza riuscire a creare pericoli a Olsen, nonostante gli ingressi di Fabio Ceravolo per Siligardi e Mattia Sprocati per Biabiany. Negli spazi la Roma può esprimere la sua qualità, che aumenta con l’ingresso in campo di Lorenzo Pellegrini per Zaniolo, e proprio Pellegrini entra nell’azione che libera Ünder per il 2-0 che chiude la partita. Il Parma, nel finale, passa a una sorta di 4-2-4 con Antonio Di Gaudio per Antonino Barillà, mentre Di Francesco rimanda in campo Patrik Schick per Edin Džeko.