Scacco Matto - Cagliari-Roma 0-1, pochi pezzi sconnessi bastano per i tre punti

07.05.2018 20:27 di Gabriele Chiocchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Gabriele Chiocchio
© foto di Federico Gaetano
Scacco Matto - Cagliari-Roma 0-1, pochi pezzi sconnessi bastano per i tre punti

La Roma soffre, ma si avvicina alla Champions League: Cengiz Ünder decide il match della Sardegna Arena contro il Cagliari.

LE SCELTE - Un problema nel riscaldamento ferma Konstantinos Manōlas, obbligando Eusebio Di Francesco a più rotazioni del previsto. Davanti ad Alisson ci sono Bruno Peres, Elio Capradossi - all’esordio in Serie A -, Federico Fazio e Aleksandar Kolarov; la mediana è composta da Maxime Gonalons, Daniele De Rossi e Daja Nainggolan, con Cengiz Ünder e Gérson ai lati di Edin Dzeko. Diego Lopez sceglie invece il 4-4-2 con Diego Farias e Leonardo Pavoletti davanti.

 

 

 

PIÙ REDS CHE ROSSOBLU - Al di là delle novità di formazione, si sentono pienamente le scorie della partita contro il Liverpool. Il Cagliari inizia la partita a un’intensità nettamente superiore a quella della Roma, cercando con insistenza la verticalità, soprattutto sulle fasce laterali. I padroni di casa possono approfittare anche del posizionamento incerto del centrocampo giallorosso, con Gonalons non pienamente a suo agio nel ruolo di mezzala destra e Nainggolan sempre libero di muoversi, levando compattezza al reparto.

L’ALTRA LAVATRICE - Una delle conseguenze è una scarsa qualità del possesso palla, che, inccasione del gol del vantaggio, viene migliorata da Džeko, in una delle poche occasioni in cui il bosniaco riesce a farsi trovare nei pressi dell’area avversaria. È suo l’assist per Cengiz Ünder, che trova l’angolino basso da posizione defilata, non l’unica giocata di una partita apprezzata anche da Di Francesco.

SCHIACCIATI - Dopo aver subìto il contraccolpo del gol, il Cagliari rialza i giri del motore, trovando specialmente la fascia destra: Gerson è troppo poco diligente nei rientri offensivi e da quel lato i padroni di casa possono creare superiorità numerica. Inoltre, De Rossi tende troppo ad avvicinarsi ai centrali, lasciando spazio in mediana, così come Capradossi - seppur in modo efficace - si avvale molto della semplice spazzata, riconsegnando più possessi del previsto alla squadra di Lopez che va vicina al gol proprio con cross radenti dalla destra in un paio di occasioni.

SCONNESSI - Il secondo tempo è un’apnea totale per la Roma, che continua a perdere pezzi: Bruno Peres è vittima di un risentimento al flessore e viene sostituito da Florenzi, Capradossi, non abituato a giocare, esce per crampi, sostituito da Jonathan Silva, con Kolarov spostato al centro della difesa e autore di un paio di errori. Le connessioni sono tutte nuove e la Roma non riesce minimamente a fare un possesso palla che possa allentare la pressione sarda, nonostante Di Francesco provi a ricomporre il centrocampo con Gerson mezzala sinistra e Nainggolan in alto nel tridente: l’ordine viene infatti perso a causa della lentezza del brasiliano che non tiene il ritmo della partita. Lopez non forza la situazione, rimanendo 4-4-2 con Marco Sau per Farias e Andrea Cossu per Artur Ioniță, poi nel finale prova con le tre punte con Kwang-Song Han per Simone Padoin; l’idea di Di Francesco è quella di dare un partner a Džeko nel tenere il pallone in alto con Patrik Schick per Cengiz, ma il ceco non fa in tempo a entrare in partita, perché arriva il triplice fischio con Alisson imbattuto e i tre punti in tasca.